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martedì 4 ottobre 2016

La storia di Aaron

Raccontato l’incontro extraplanare, il viaggio dei nostri eroi riprende alla volta dell’accampamento dei centauri seguendo le coordinate date loro da Rick, il capo dell’accampamento.

Dopo diverse ore di cammino presso oscuri sentieri si trovano davanti delle vecchie rovine di antichi templi ormai ridotti a cumuli di macerie dai secoli e dalle razzie dei centauri.
Dopo qualche momento di esplorazione il ranger Pallnor trova un sentiero seguendo delle tracce mentre Akuma nota che Torque, il prete, è immobile davanti ad un piccolo altare in rovina, immobile con gli occhi rigirati e bianchi, in trance di preghiera, e tutti i tentativi del samurai di svegliarlo da quella profonda concentrazione sono vani.

Decisi a lasciare Torque al suo momento di profonda concentrazione, consapevoli che li avrebbe presto raggiunti, decisero di incamminarsi nel frattempo presso il sentiero rinvenuto dal ranger.
Proseguendo lungo la strada si trovano ad un bivio quando Tenshi sembra notare qualcosa che si muove nell’ombra, mentre si avvicinano per capire di cosa si trattasse l’ombra, evidentemente accortasi di intrusi in avvicinamento, fugge ma viene raggiunta da una freccia di Aaron.
Una volta vicini la figura si delinea svelando le fattezze di un centauro che ferito grida, probabilmente aiuto, in una lingua sconosciuta e poi cerca di colpire i nostri ma viene freddato prima che potesse afferrare la sua arma.


Occultando il cadavere si prosegue lungo il sentiero quando Pallnor sente in lontananza un rumore di zoccoli in avvicinamento. Il gruppo decide così di spostarsi dalla strada centrale verso la vegetazione per nascondersi dalla luce delle lanterne e nascosti fra gli arbusti notano tre centauri, probabilmente accorsi al grido di aiuto del compagno ferito.




Aaron avvicinandosi furtivamente scaglia due frecce colpendo uno dei centauri al collo, uccidendolo sul colpo, mentre Pallnor sempre armato di arco ne ferisce un altro dando modo a Tenshi di caricare a sorpresa il nemico ferito uccidendolo.
L’ultimo centauro, rimasto solo, tenta una ritirata strategica ma viene ucciso da due frecce che si conficcano precise nella sua testa scagliate da Aaron, letale nel buio.
Akuma ed Hussam sentono nuovamente un rumore di zoccoli che sopraggiunge, questa volta i rinforzi sono più numerosi ed una batteria di sei centauri è presto sulle loro tracce, giunti nei pressi dei compagni morti si fermano e proprio in quel momento di esitazione da parte dei nemici colpisce la fredda mano di Aaron scoccando una freccia letale che uccide il più vicino mentre Tenshi, replicando l’attacco precedente, salta in direzione del nemico con una grande acrobazia, colpendolo con il ginocchio, spaccandogli il cranio e uccidendolo sul colpo.
Saltata la copertura del gruppo è il momento dei centauri di replicare all’attacco caricando su Tenshi ed Aaron con una furia smodata.

I due vengono colpiti duramente dalla carica dei nemici e cadono a terra,  anche Hussam, lo stregone, opta per uscire dalla vegetazione e una volta vicino ai nemici scaglia su di loro un grande cono infuocato, sprigionando il suo potere ed incenerendo senza pietà due centauri.
Aiutato il fratello a rialzarsi Akuma carica insieme al monaco su di un grosso centauro dando vita ad uno scambio di colpi dove la bestia rimane gravemente ferita e uccisa da un colpo di grazia scagliato dall’arco di Pallnor sopraggiunto in supporto ai compagni.
Gli ultimi due centauri accerchiano il samurai ma quest’ultimo, riuscendo ad evitare gli attacchi frontali dei nemici, impugnando saldamente la sua fedele katana li uccide entrambi con fendenti eleganti e precisi che non lasciano scampo al nemico.

Finito lo scontro il gruppo decide di proseguire rapidamente lungo il sentiero in quanto non sembra, per il momento, di sentire rumori di eventuali rinforzi nemici.
Il sentiero è impervio e la strada si alterna spesso con numerosi bivi e sentieri secondari, ma grazie all’orientamento del ranger, sembra che stiano procedendo nella direzione corretta.
Il percorso alterna fra bivi e piccoli spiazzi dove spesso i nostri sono costretti a combattere con piccoli gruppetti formati da tre/quattro centauri contro i quali non hanno grandi difficoltà, sfruttando spesso l’effetto sorpresa e le frecce degli arcieri,  quando ad un certo punto Pallnor sente un gran frastuono provenire da nord.
Proseguono fino ad imbattersi in una strana parete, formata interamente da rovi spinati, che chiude un lato del sentiero, qualcosa di quel muro spinato li spinge a sapere cosa ci sia dall’altra parte ed uno alla volta, facendo molta attenzione ed aiutandosi a vicenda riescono a scalare e ad attraversare quella trappola vegetale.
Una volta dall’altro lato della parete notano una sorta di vecchio rudere di pietra, alto all’incirca una dozzina di metri, lo spiazzo non sembra avere altre entrate se non attraversando la parete di rovi e dunque risulta essere il luogo migliore dove accamparsi per qualche ora per riprendere le forze dai numerosi combattimenti.
Decidono così di arrampicarsi in cima al vecchio rudere di pietra ma essendo una roccia piuttosto friabile l’arrampicata risulta estremamente difficile per i nostri, Hussam ricorre alle sue arti magiche lanciando un incantesimo temporaneo su Akuma il quale di colpo divenne molto più grande, aumentando di taglia rapidamente, il che consentì al samurai di arrampicarsi senza problemi e calare la corda per facilitare l’arrampicata ai suoi compagni per tornare alle sue dimensioni normali entro pochi minuti ( ma lo stupore nel guerriero, e non solo in lui, rimase per diverse ore ).

In cima al rudere di pietra rinvengono un piccolo forziere impolverato, Aaron sfoggiando la sua capacità di scassinare le serrature, già ampiamente brevettata in precedenti avventure, riesce senza problemi ad aprire il forziere trovando un mantello, all’apparenza un comune mantello ma analizzandolo Hussam ne percepisce una lieve aura magica, ad Aaron una volta indossato descrive una sensazione gradevole, come se si sentisse più fortunato.
Dopo diverse ore di riposo il gruppo è pronto a riprendere il cammino ma non prima di aver recuperato il loro compagno Torque.

Nel frattempo, all’inizio del sentiero, il giovane prete Torque si risveglia dalla sua trance mistica, notevolmente rinfrancato spiritualmente e fisicamente, ma nota di essere solo e che i compagni hanno già intrapreso il sentiero per l’accampamento nemico.
Decide di incamminarsi seguendo a stento le orme lasciate dai passi dei compagni quando si imbatte in un centauro, che vedendolo lo carica armandosi di lancia e pronto a scagliare l’attacco sul chierico.
Ma Torque immobilizza il nemico ricorrendo alla sue arti magiche e una volta bloccato lo uccide con il suo mazzuolo benedetto.

Poco dopo sente dei passi nella sua direzione e preparatosi al peggio si prepara all’attacco ma viene raggiunto dai suoi compagni attirati dal rumore e dall’aura magica captata da Hussam.
Aggiornato il chierico sugli ultimi eventi e messo al corrente dei numerosi nemici affrontati finora il gruppo prosegue verso nord, dove il giorno prima Pallnor aveva percepito un forte rumore.
Presto però giungono nei pressi di una radura dove vengono intercettati da un gruppo di quattro grossi centauri, più grandi di quelli affrontati in precedenza, i quali scagliano i loro giavellotti sui nostri che evitandoli si preparano all’imminente battaglia estraendo le armi.




I centauri caricano velocemente estraendo le loro armi, furiosi si dirigono verso i nostri galoppando.
Tenshi evita agilmente il colpo del nemico contrattaccando e dando fondo a tutto il suo ki interiore mentre Akuma, sfoderata la spada scaglia fendenti precisi.
Hussam decide di scaldare ancor più il combattimento sprigionando il fuoco dalle sue mani ardendo uno dei nemici che morente però riesce a colpirlo con la sua falce. I due arcieri convergono i loro archi su di un unico bersaglio trafiggendo il nemico da una pioggia di frecce mentre Torque riesce a comandare mentalmente uno dei nemici obbligandolo a deviare i suoi colpi sui propri compagni bestiali.
Rimasti due nemici Akuma si scaglia su uno di loro uccidendone uno con un colpo preciso alla gola uccidendolo sul colpo, fatto ciò si abbassò per lasciare campo libero al fratello Tenshi che con un’acrobazia era già saltato in direzione del nemico finendolo con una scarica di colpi.
Dalle loro spalle caricano altri tre nemici in supporto ma Hussam generando tre copie illusione di se stesso li confuse e mentre i nemici attaccavano le copie egli li incenerì con un raggio rovente.

Guarite le ferite dalla magia bianca di Torque si prosegue aiutati dal ranger e dal fiuto della sua lupa alla volta dello scontro finale, ormai erano vicini e volevano chiudere questa storia, giunti nei pressi dell’accampamento vero e proprio si trovarono lungo un sentiero ai cui lati si ergeva un colonnato in rovina, in fondo al sentiero una serie di grandi torce illuminavano un grande trono tribale dove vi era un enorme centauro, il più grande che avessero mai visto, che una volta captata la presenza di forestieri avventori tuonò loro che si trovavano al cospetto del grande capo DOMO, signore dei centauri di quelle terre, e che i suoi fedeli compagni li avrebbero uccisi e dati in pasto alle sue creature.
DOMO infatti ai lati del suo trono teneva incatenati due creature mostruose, mezze uomo e mezze toro che prontamente liberò verso i nostri eroi subito dopo aver dato il comando ai suoi gregari di catturare e portargli la testa dei nostri.





Il piccolo esercito di DOMO si getta galoppando alla carica mentre gli arcieri Aaron e Pallnor ne iniziano ad uccidere qualcuno in avvicinamento, scagliando frecce letali che colpiscono i nemici in punti vitali.
Vedendo i suoi in difficoltà anche DOMO decide di scendere in battaglia e si scaglia verso Akuma che nel frattempo stava lottando insieme al fratello Tenshi contro i due minotauri supportati nelle retrovie da Torque.
L’enorme centauro si erge maestoso sopra il samurai che non si lascia spaventare dal nemico, con il quale ingaggia un combattimento senza esclusione di colpi.





Nel frattempo Pallnor ed Aaron stanno decimando il piccolo esercito di centauri scagliando frecce senza risparmiarsi, quasi stessero facendo una gara a chi alla fine, ne avrebbe uccisi di più, Tenshi invece lotta supportato da Torque contro i minotauri  armati di possente ascia a due mani quando vengono accerchiati da tre nemici pronti per sferrare loro una raffica di giavellotti ma vengono anticipati dalle fiamme dello stregone che arde i nemici scagliando su di loro un potente cono di fiamme.
Akuma non risparmia i colpi sul possente DOMO ma la stanchezza e le numerose ferite cominciano a farsi sentire, anche il grosso centauro è visibilmente ferito dai continui colpi di spada del guerriero ma mentre si appresta a sferrare l’ultimo colpo su quest’ultimo una freccia del ranger lo raggiunge colpendolo in testa ed uccidendolo all’istante.

Morto il leader la maggior parte dei centauri fugge in tutte le direzioni mentre uno dei due minotauri carica furente sul ranger artefice del colpo fatale ma viene intercettato da una ginocchiata acrobatica del monaco a cui il nemico non riesce a resistere accasciandosi senza vita a terra.
Terminata la battaglia e uccisi tutti i nemici rimasti Torque accorre a curare le ferite dell’intero gruppo che ristabilito magicamente dal chierico si reca al grande trono tribale che viene, senza indugi, distrutto a colpi di spada da Akuma, sotto il trono vi è un forziere dove vengono rinvenuti circa diecimila pezzi d’oro, un sacchetto con delle gemme preziose, ed un lungo bastone d’avorio inciso.

Tornati al villaggio di Rick, al quale raccontarono la pericolosa avventura, rassicurato dal pericolo centauri, lasciarono all’uomo parte del ricavato del forziere per permettere a quella piccola comunità di crescere ed un giorno divenire un’importante villaggio in quelle terre selvagge.
La commozione dell’uomo non ebbe eguali e rifornì di cibo i nostri per il proseguo del loro viaggio.
Salutato Rick ed il suo avamposto per i nostri è tempo di rimettersi in viaggio verso CROWEN quando Aaron, ebbe da fare una confessione ai compagni circa il suo passato che affermava di non ricordare.


Compagni avventurieri ho un segreto da svelarvi. Non sono stato onesto nei vostri confronti per timore di un rifiuto, la mia vera storia e' un'altra. Non e' vero che ho perso la memoria, che non ricordo niente e che non so chi sia ne da dove venga, come al contrario e' assolutamente vero che io mi chiamo Aaron e venga proprio da Crowen, la citta' pirata in cui ci stiamo dirigendo.

Ritengo necessario ,per la mia e la vostra sopravvivenza ,dato che stiamo per dirigerci in quel buco infernale putrido e squallido, che voi sappiate che io sono, o meglio, ero...un pirata. Dovete sapere che a Crowen ci sono tre fazioni di pirati che combattono l'una al fianco dell' altra e lo hanno sempre fatto, almeno da quando i miei avi mi narrano, e a capo di queste fazioni vi e' il re dei pirati soprannominato LO SPARVIERO!!. 
Io viaggiavo e combattevo nella 3 flotta di crowen nella quale capitanava lo spietato David Bright

Per puro caso trovatomi sul ponte a controllare la situazione della nave passai vicino la sua cabina dove lo sentii vociferare e complottare contro lo sparviero per usurpare il suo trono da re ucciderlo e diventare cosi lui stesso re dei pirati.

Purtroppo pero' venni sorpreso ad origliare e quello che avevo sentito non sarebbe potuto uscire da quel contesto. Cosi venni accusato di ammutinamento e condannato a morte. Ma per mia fortuna i mio assassino o per meglio dire quello che avrebbe dovuto esserlo non era cosi abile e sveglio, e non avendo fatto bene il nodo delle corde che usarono per legarmi e buttarmi giu' dal ponte riuscii' a slegarmi e a fuggire.

Loro credono che io sia morto ma se qualcuno dovesse riconoscermi sarebbero guai amari. 
Ora spero che questa rivelazione non vi porti a lasciarmi solo e ad abbandonarmi al mio destino. Anzi, spero di poter continuare a viaggiare con voi e ad aiutarvi nella causa che state perorando."



Comprese le ragioni che portarono Aaron a mentire circa le sue reali origini il gruppo decise di tenere il giovane pirata con se, probabilmente era utile recarsi in quella terribile città con qualcuno che sapesse muoversi nei suoi meandri e così il viaggio riprese alla volta della città dei pirati alla ricerca della preziosa statuetta con fattezze di donna dal potere magico descritta da Muradin.





martedì 13 settembre 2016

L'avamposto perduto

Una volta fuori dalla grotta dello stregone, trovatisi sul sentiero per la destinazione finale CROWEN, il gruppo prosegue il suo cammino lungo il passo della montagna, il passaggio per la caverna ha dimezzato notevolmente il tragitto e il paesaggio da ghiacciato e nevoso che era si andava lentamente diradando dalla neve e dalla boscaglia fungina.

Proseguono passo dopo passo in quelle terre selvagge e inospitali fino a giungere in una sorta di radura, dove la vegetazione è sempre più rada e il vento solleva fastidiosa la polvere delle rocce frantumate.
Decidono di accamparsi nascosti da quella poca vegetazione residua prima di percorrere quella lunga distesa desertica.

Una volta svegli riprendono la marcia in quella landa desolata e ventosa, camminano per qualche centinaio di metri quando Tenshi, il monaco, sente in lontananza un rumore di zoccoli che impattano sul terreno a gran velocità e nella direzione del rumore vede alzarsi un grande polverone.

In pochi secondi quella massa, che sembrava in lontananza guerrieri a cavallo, raggiunge i nostri, accerchiandoli e manifestandosi non come semplici cavalieri bensì come uno squadrone di dieci centauri che minacciosi attaccano gli avventori di quelle lande desolate.





Quello che a vista sembra essere il capo dello squadrone, più grande degli altri e armati di due enormi falci, ordina ai suoi soldati di attaccare ed al nostro gruppo non rimane altra scelta di sfoderare le armi e prepararsi all’imminente scontro.

I centauri attaccano con una pioggia di lance sui nostri che prontamente vengono evitate da Tenshi e bloccate dal possente scudo di Torque per poi caricare a gran velocità.
Prontamente Pallnor incocca due frecce e le scaglia contro il capo dello squadrone che purtroppo si infrangono sulla spessa armatura del centauro, padre Torque a questo punto sfodera il suo potere magico riuscendo a controllare la mente del capo ed ordinargli di colpire i propri soldati con tutta la furia di cui è capace.

Nel frattempo i due fratelli Akuma e Tenshi lottano e uccidono le brutali creature che li hanno attaccati con colpi prodigiosi e fendenti letali di spada orientale.
Il grosso centauro capo una volta ripreso il controllo della propria mente nota il samurai che abilmente sta decimando il suo squadrone e si getta su di lui in una carica furiosa.
Lo scontro infuria senza esclusione di colpi, con gli arcieri Pallnor e Aaron che agilmente evitano gli attacchi nemici scagliando frecce di supporto sull intero campo di battaglia, distraendo e ferendo gravemente i nemici mentre Tenshi li colpisce a colpi di bastone ferrato ed arti marziali, quando un grande cono di fuoco colpisce alle spalle uno dei centauri bruciandolo vivo.

E’ lo stregone incontrato precedentemente nella caverna che evidentemente fuggito dalla furia dei centauri, e dall’intrusione dei nostri che cerca vendetta dei torti subiti nelle ultime ore, incendiando tutto quello che si muove davanti a lui.



( Hussam, lo stregone di fuoco )

Approfittando di tale distrazione Tenshi carica e uccide due centauri con una raffica di calci e pugni letali mentre Torque immobilizza mentalmente il capo dell’orda permettendo ad Akuma di trafiggerlo con la sua spada e ad Aaron e Pallnor di finirlo con una raffica di frecce.
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 Eliminato il problema dei centauri rimane il problema dello stregone in cerca di fiammeggiante vendetta il quale continua a lanciare magie incendiarie su chiunque gli capiti a tiro, tutta quella magia di fuoco sprigionata nell’aria fa vibrare fortemente la katana magica di Akuma la quale sprigiona anch’essa il suo potere del fuoco che incontrollato ed imprevisto ferisce il samurai e Torque vicino.
E’ il momento di intervenire per evitare altri problemi e così Tenshi agilmente blocca corpo a corpo lo stregone di fuoco tentando di farlo ragionare e calmarlo.

Lo stregone furente lentamente si calma e si presenta come Hussam, dice di essere uno stregone di stirpe draconica fuggito dopo l’intrusione del gruppo nella sua grotta dove viveva e si esercitava alla magia del fuoco con i suoi elementali, l’intrusione è stata per lui un durissimo colpo in quanto per lui quelle grotte erano casa e quegli elementali erano suoi compagni da moltissimi anni.
I nostri spiegano che si sono ritrovati per caso in quelle grotte e che non sapevano della natura di quel luogo ed essendo stati attaccati dai guardiani delle pozze laviche hanno dovuto necessariamente combattere a loro volta.
Ma Hussam è molto adirato e chiede loro un indennizzo per il grande danno subito, in quelle grotte vi erano tomi molto antichi, pozioni e preparati.
Dopo un breve consulto di gruppo, i nostri offrono allo sventurato stregone di seguirli in quella missione e di dividere con lui i possibili guadagni ricavati dal viaggio per ammortizzare la sua perdita, a patto però che egli indossi l’anello del prigioniero, rinvenuto al castello degli amanti, il quale consente ad Akuma di sapere sempre le sue emozioni per verificarne la sincerità o la volontà di far loro del male.

Lo stregone accetta, malvolentieri, ma accetta non avendo più una casa e dei compagni decide di seguire i nostri nel loro viaggio verso la pericolosa CROWEN finchè non sarà rientrato del danno subito.
E così, rimessi in forze dalle cure di padre Torque e con un nuovo, inaspettato compagno il loro cammino riprende fino a giungere nei pressi di quello che sembra un rudimentale accampamento con delle baracche fatte di corteccia fungina e un rustico muro di protezione da cui spiccano due torrette di guardia.
Una volta nei pressi della struttura una freccia si pianta di fronte ai piedi del Ranger Pallnor in testa al gruppo il quale istintivamente estrae l’arco.


“FERMI!” “CHI SIETE?”


Una voce giunge dalla torretta di guardia, rivolta ai nostri, avvicinatisi all’insediamento.
Torque prende la parola presentandosi come prete dell’ordine di Pelor, in missione per la santa inquisizione, reduci dallo scontro con uno squadrone di centauri. Chiede asilo.
A queste parole lo spesso portone si apre consentendo ai nostri di entrare in quello che a vista risulta essere un insediamento umano in quelle terre inospitali.

Verso di loro avanza un uomo, si presenta come Rick, capo di quel piccolo insediamento, dice che sono tutti uomini e donne fuggiti dalla città di Crowen, dove vivere è diventato impossibile dato il comando assoluto della flotta di pirati di Jhon Roger, e per questo sono partiti con la speranza di formare una nuova cittadina lontano, ma il loro progetto è messo a dura prova da un grande clan di centauri che si trova in quelle terre i quali effettuano sempre più spesso raid contro il loro insediamento che rimane sempre più povero e a corto di uomini e risorse.
Rick offre loro cibo e alloggio per tutto il tempo necessario ma chiede anche aiuto, se i centauri non verranno sconfitti il loro sogno di costruire una città onesta dalle ceneri della corrotta Crowen finirà e loro ormai sono troppo a corto di uomini e mezzi per poter contrastare il capo del clan dei centauri.
Rick da loro una notte per pensare, una notte dove il gruppo si confronta e si riposa dalle fatiche del viaggio.

L’indomani, dopo essersi confrontati a lungo, i nostri decidono per aiutare Rick e il suo insediamento, sono persone oneste e disperate e per questo decidono di aiutarli nel loro progetto, L’uomo non ha parole per ringraziarli ed offre loro solo la promessa di essere sempre  i benvenuti in quella che sarà presto una nuova cittadina, Rick confida loro inoltre che il capo dei centauri ha sicuramente delle ricchezze nel suo accampamento in quanto quelle bestie sono dedite al saccheggio di molti villaggi nel territorio.
E così, recuperate le forze e fatte delle provviste, i nostri partono alla volta di una nuova avventura.

sabato 20 febbraio 2016

La miniera delle schiave

Grazie alle informazioni ottenute dagli abitanti di AGARTHA ed al grande senso di orientamento del ranger il gruppo trova rapidamente la via per la cittadina di FERROCOLLE dove sono state rinvenute le ultime tracce delle ragazze scomparse.
Dopo circa un giorno di cammino il gruppo decide di fare base in un appezzamento boschivo (fungino) riparato per riposare qualche ora prima di giungere definitivamente in città. Accendono un fuoco e si concedono un poco di relax, cosa che negli ultimi tempi è stata merce rara.
  
Il ranger Pallnor dedica del tempo all’addestramento della sua lupa Roma, mentre i due fratelli orientali si concedono del tempo per un allenamento insieme che termina con Tenshi che si fa prendere troppo la mano mandando al tappeto suo fratello Akuma, il tutto sotto gli occhi dei compagni e alle preghiere del chierico.
Dopo aver deciso i turni di guardia, Mertul il druido, sotto gli occhi increduli del gruppo, tramuta il suo corpo in quello di un gufo al fine di fare una guardia più efficace e discreta e si posiziona sulla spalla di Pallnor.


Non avendo mai utilizzato questa abilità davanti ai suoi compagni essi rimangono molto colpiti dalla cosa soprattutto Akuma e Tenshi.
Dopo qualche ora di riposo i cinque sono pronti per riprendere il cammino.

Giunti alle porte della città essa appare semi deserta, è un piccolo borgo di minatori, abbastanza illuminato da grandi torce, ma in giro ci sono poche persone, principalmente anziane, che si ritirano nelle loro case quando vedono passare i nostri e li osservano guardinghi dalle finestre.
Solo un uomo si avvicina, leggermente timoroso, presentandosi come Flynn, sindaco della cittadina, che chiede loro chi siano non avendoli mai visti prima.

Torque prende la parola, presentandosi e facendo presente che provengono da AGARTHA per indagare sulle misteriose sparizioni, ma a queste parole il sindaco, quasi a volersi allontanare dalle strade, chiede al gruppo di seguirlo in taverna.
Una volta nella taverna, l’uomo è visibilmente a disagio nel toccare l’argomento e tenta di eludere il problema delle sparizioni.
 A questo punto il gruppo intuisce che l’uomo sta nascondendo qualcosa e decide per un’interrogazione dai toni meno soffici.

Torque, gonfiando le sue conoscenze nell’inquisizione e nelle alte cariche dell’ordine di Pelor, tenta di intimidire l’uomo, al punto di versargli addosso dell’alcool minacciando di dargli fuoco se non avesse collaborato.
A questo punto il sindaco Flynn crolla, e terrorizzato spiega il motivo delle sparizioni degli ultimi tempi.
Sembra infatti che dopo la guerra, un gruppo di Druni, abbia iniziato a rapire delle giovani donne al fine di venderle come schiave, e che stiano facendo tappa nei pressi della loro cittadina, verso le miniere, prima di riprendere il loro cammino, spiega che il loro è solo un borgo di minatori e che non ci sono guerrieri che siano in grado di contrastare quei barbari.
Torque e gli altri si offrono di dare una mano alla popolazione di FERROCOLLE fra le lacrime del sindaco miste di gioia e terrore.

Immediatamente quindi si dirigono verso le miniere di ferro ed una volta all’entrata di quella che sembra essere la roccaforte dei Druni, si decide una strategia.
Mertul, trasformatosi nuovamente in gufo, comincia una solitaria esplorazione delle caverne, comunicando in maniera telepatica con Pallnor la direzione da prendere.

Grazie alle indicazioni del druido, i nostri arrivano silenziosamente nei pressi di una caverna dove, secondo le indicazioni di Mertul, ci sarebbero tre Druni intorno ad un fuoco.
La strategia è semplice, subito il druido plana sui tre inconsapevoli lanciando un incantesimo sul più grosso di loro, immobilizzandolo in un fango magico mentre gli altri, armi alla mano si precipitano in un attacco a sorpresa.
Pallnor scaglia le sue frecce sul barbaro immobilizzato ed Akuma prontamente lo finisce con la sua spada mentre gli altri due barbari imbracciano gli archi ma vengono prontamente resi inutili dalle magie del druido che fa alzare un muro di vento nella direzione dei nemici.

Tenshi ha così modo di caricare sui nemici mentre sono in procinto di sostituire il loro arco con le asce, che vengono così raggiunti dalla raffica letale di colpi del monaco.
Mertul fa cessare il vento in modo da far tornare all’attacco Pallnor quando alle spalle del gruppo sopraggiungono caricando furibondi, tre Druni armati di pesanti asce.




I Druni caricano su Pallnor e Torque infliggendo loro molti danni, Akuma e Tenshi devono sbrigarsi a liberarsi degli avversari con cui stanno lottando per dare supporto celere ai loro compagni in difficoltà.
Akuma nello scontro con un nemico perde la spada ma prontamente, schivando il colpo avversario la raccoglie ed uccide il nemico davanti a lui con precisione millimetrica.
Torque nel frattempo, grazie alla sua magia, obbliga uno dei nemici ad attaccare gli altri Druni, mentre Tenshi con una poderosa rincorsa effettua un attacco aereo saltando in direzione dell’avversario, colpendolo con una potentissima ginocchiata in pieno volto, uccidendolo sul colpo.

Lo scontro prosegue duramente per entrambe le parti, i barbari Druni, nel pieno della loro ira non sembrano accusare i numerosi colpi che ricevono e continuano a lottare senza sosta.
Mertul, dispensando morte dall’alto, lancia sugli avversari una sfera di fuoco che colpisce in pieno gli ultimi due barbari che successivamente vengono raggiunti uno da una raffica di frecce letali del ranger Pallnor e l’altro dalla sua lupa Roma che sbilanciando l’ultimo nemico rimasto lo fa cadere a terra e li riceve il colpo di grazia dalla lama implacabile del samurai Akuma.
Finito lo scontro il gruppo necessita delle cure del chierico che, impugnata la bacchetta donatagli da padre Grimm, ne rivela tutta la sua magia, curando le ferite dei compagni ristabilendo le forze perdute.

Proseguendo, sempre guidati dal druido in forma gufo, il gruppo trova diverse gabbie con delle ragazze dentro incatenate, pronte per essere poi vendute al mercato nero come schiave.
Esse raccontano di come sono state rapite durante e dopo la guerra di AGARTHA e portate in queste miniere, dicono anche che vi sono diverse gabbie ancora e che probabilmente, a detta del numero di Druni che hanno visto, i nemici non sono finiti.

Liberate le ragazze quindi i cinque proseguono la loro esplorazione, addentrandosi nella miniera il soffitto è sempre più instabile e questo porta a delle piccole frane dalle quali i nostri devono stare attenti.
Rinvenute altre due gabbie di ragazze il gruppo sente dal uno dei corridoi limitrofi un gran rumore.
Subito ordinano alle donne di rimanere immobili mentre Mertul prepara una trappola magica, cospargendo il pavimento di spine, attendendo l’attacco dei nemici.
Attacco per che tarda ad arrivare mettendo in allarme il gruppo.

Non stavano attaccando, stavano scappando per portare in salvo il loro umano bottino.
Subito il druido annulla l’incantesimo ed i cinque si lanciano all’inseguimento dei Druni e delle ragazze rimaste ma sopraggiungono tardi nell’ultima stanza, trovando l’ultima gabbia vuota ed un passaggio segreto sotto quest’ultima che conduce all’esterno della miniera.
Ormai fuggiti gli ultimi Druni, il gruppo decide di portare in salvo le donne salvate per il momento, uscendo dalla miniera al fine di tornare verso FERROCOLLE.



venerdì 29 gennaio 2016

All'arrembaggio!

Giunti al porto di VIRN al fine di partire per la città di AGARTHA dove padre Grim ha chiesto al gruppo di recarsi per controllare che in città sia stato ripristinato l’ordine dopo la lunga battaglia con i Druni, i cinque eroi individuano senza difficoltà la nave che l’ordine di Pelor ha messo loro a disposizione.

E’ una grande nave le cui vele sono adornate dal grande sole splendente, simbolo della chiesa di Pelor.
Giunti all’imbocco della nave Torque si identifica con l’ufficiale di bordo che da il benvenuto al suo fratello ed al suo gruppo.
L’interno della nave, di legno massiccio, è composto da un ricco equipaggio di chierici, guerrieri dell’ordine e marinai.

Una volta trovato alloggio nelle rispettive cabine, la nave è pronta a salpare alla volta della città di AGARTHA.
Una notte, durante la navigazione, mentre tutto sembrava tranquillo, il gruppo e tutto l’equipaggio viene svegliato di soprassalto da forti rumori di tamburi.

Subito imbracciano le armi e si precipitano sul ponte della nave dove scorgono le truppe di Pelor che si stanno preparando all’imminente arrembaggio da parte di quella che a giudicare dagli stendardi, sembra essere una nave da guerra di Druni.


                            



(Il master era particolarmente ispirato)


Una volta fianco a fianco, i due eserciti sono pronti per lo sconto ed i cinque eroi non fanno eccezione tranne Mertul, il druido, che non potendo utilizzare le sue arti magiche per lo sconto in quanto avrebbe rischiato il rogo da parte dell’ordine di Pelor, decise di rimanere sotto coperta con la lupa del ranger.

Subito Pallnor, il ranger, si arrampica sull’albero maestro ed inizia a scagliare frecce sulla folla di druni, Akuma estratto l’arco punta su di un Barbaro che sta caricando nella loro direzione, ma le frecce non risultano abbastanza efficaci e quindi il samurai si prepara alla battaglia con l’ausilio della fidata Katana.
Di fianco si radunano Tenshi  e Torque.

Due barbari druni caricano i fratelli orientali con i quali danno vita ad un duro scontro senza esclusione di colpi mentre qualcos’altro cattura l’attenzione di Torque.
Mentre i druni invadono la nave tramite delle pedane chiodate che sono riusciti ad ancorare sul ponte, il chierico nota un uomo avvicinarsi minaccioso, dalla grande armatura chiodata e scudo, entrambi neri, armato e con una fortissima aura di magia nera intorno.






                                                           (Il minaccioso chierico oscuro)



L’oscuro chierico del caos lancia un potente incantesimo che rende i suoi alleati più potenti e agguerriti per poi puntare minaccioso su Torque che, scudo torre alla mano, si prepara allo scontro.

Nel frattempo Akuma e Tenshi stanno combattendo contro i barbari fianco a fianco, il monaco si libera di un’avversario uccidendolo con una raffica di colpi letale e subito si unisce a dare sostegno al fratello in battaglia.
Intanto Pallnor ha iniziato a scagliare frecce sull’oscuro chierico.

Quest’ultimo si rivela un temibile avversario, la sua magia nera è più forte di Torque che dopo una serie di incantesimi cade a terra stremato.
Anche Akuma finisce al tappeto ma per mano di una serie di frecce scagliate da un gruppo di arcieri druni radunatisi nei pressi della passerella per l’accesso al ponte della nave.
Pallnor cerca invano di contrastare le frecce nemiche ma sono troppe anche per le sue abilità di ranger e perde la presa sull’albero maestro cadendo sfinito anch’egli.

La situazione è disperata e Tenshi, con le ultime forze, furioso dalla vista del fratello e dei compagni sull’orlo della fine,  si scaglia implacabile sul chierico oscuro in un confronto fisico nel quale riesce ad avere la meglio e buttare nelle gelide acque del fiume il nemico, salvando la vita ai compagni.
Nel frattempo le truppe di Pelor sono riuscite a sganciare la nave nemica che sconfitta batte in ritirata.

La traversata prosegue per un altro giorno, tempo nel quale il gruppo viene sottoposto alle cure dei chierici quando da lontano ecco scorgere il porto di AGARTHA .
La città è lo spettro di quella che ricordavano gli avventurieri, la guerra ha lasciato ferite profonde ed ancora molto aperte. Morte e distruzione ora fanno da scenario a quella che era la capitale degli scambi commerciali dell’intero continente.


                             


(La desolazione di AGARTHA)

Una volta attraccata la nave al porto i nostri eroi si congedano dall’equipaggio per dirigersi presso la grande chiesa dell’ordine di Pelor come suggerito da Padre Grim al chierico Torque.
Durante il tragitto notano numerosi roghi dove uomini e donne accusate di stregoneria hanno subito la condanna capitale.
Giunti alla soglia della grande chiesa i compagni del chierico si allontanano per fare un giro fra quello che resta della città mentre quest’ultimo espone il suo rapporto al gran sacerdote.

Egli si manifesta al chierico nella sua altissima uniforme. Torque ha molte domande per lui. Gli racconta del castello nero e del grande pericolo che hanno vissuto, racconta del viaggio e dell’attacco subito da parte della nave di druni. L’anziano sacerdote ascolta stupito le avventure del giovane chierico e dei suoi compagni e una volta che Torque ha terminato il suo rapporto lo illumina su quello che sta succedendo in città.
Sembra che una gilda di maghi segreta sia stata scoperta durante la guerra contro i druni e quindi in città sono giunte delle altissime cariche della chiesa di Pelor.
Tre eroi potentissimi chiamati LE VOCI DI PELOR sono giunti per scongiurare il pericolo magico che la città sta vivendo.
Torque incuriosito si informa circa questa gilda ma la risposta che ottiene non è incoraggiante. Sembra infatti che i maghi perseguitati siano quelli dell’ordine della fata, gilda della quale fa parte anche Mertul il druido.
Ma il giovane chierico deve mantenere un profilo basso in quanto rischierebbe il rogo se si scoprisse avere frequentazioni con maghi ed affini.

Il gran sacerdote dice che proprio ad AGARTHA è presente uno di questi formidabili eroi di Pelor, chiamato KRONOS al cui seguito viaggia un inquisitore dell’ordine di nome Janos Blackwater, anche noto come “la torcia del mago” tanto è forte il suo piacere nel condannare al rogo i condannati per stregoneria.
Il sacerdote aggiunge che le imprese di Torque sono giunte all’orecchio di KRONOS e che egli, compiaciuto delle sue gesta, voglia che egli si rechi presso la grande biblioteca di SHAMBALA  per essere investito ufficialmente nell’ordine di Pelor.

Torque orgoglioso della notizia è impaziente di partire ma il sacerdote chiede lui un ultimo favore prima di intraprendere il viaggio.
Sembra infatti che ultimamente dopo la grande guerra contro i druni, ormai sconfitti,  in città stiano sparendo numerose donne,  e che in alcuni casi le ultime tracce portano ad una piccola città di minatori di  nome FERROCOLLE a sud di AGARTHA.

Purtroppo le truppe locali sono ancora molto provate dalla recente battaglia e l’ordine di Pelor è molto impegnato a perseguitare gli ultimi maghi della gilda rimasti e quindi Torque con il suo gruppo di avventurieri viene incaricato di scoprire il mistero delle donne scomparse prima di intraprendere il viaggio di iniziazione nella grande SHAMBALA.
Il giovane chierico accetta l’incarico e congedatosi dal suo superiore si reca in strada per cercare i suoi compagni.
Una volta riunito il gruppo Torque racconta delle alte cariche di Pelor giunte in città e della grande persecuzione degli unici maghi che avrebbero potuto aiutarli a riportare la luce nel continente, durante il racconto Mertul avverte un potente prurito doloroso al braccio dove ha il tatuaggio della gilda, il druido sollevando la manica nota che il tatuaggio sta lentamente svanendo dalla sua pelle, segno inequivocabile della caduta della gilda e della morte del suo capo.
Torque racconta anche delle donne scomparse e della nuova missione che li attende prima di partire per SHAMBALA.
Il cinque avventurieri decidono così di partire alla volta di FERROCOLLE per indagare su questo nuovo mistero.

                                    










domenica 27 dicembre 2015

Il divoratore di anime

Sconfitto l’orribile demone il gruppo decide di uscire dalla stanza al fine di cercare l’artefice di quell’evocazione ma non prima di aver ripreso un pò le forze.
Si recano quindi nella stanza delle maschere, precedentemente ripulita dal male al suo interno, sprangando la porta con una spada lunga per garantire una maggiore sicurezza. Cosa che ovviamente non servì a bloccare la furia di due grandi barbari che, sfondata la porta a colpi di ascia, irrompono nella stanza caricando il gruppo di eroi, già stremati dal combattimento contro il demone.


Subito Mertul, tramite un incantesimo,  trasforma la pavimentazione in fango nel quale i due barbari affondano bloccandone uno mentre l’altro, liberatosi dal fango profondo, viene colpito da una pioggia di frecce scagliate dall’arco del ranger Pallnor.


Ma il barbaro, strappandosi via le frecce dal corpo, libera tutta la sua ira caricando su Mertul  colpendolo duramente, il quale si accascia a terra pronto a ricevere il colpo mortale. Ma proprio in quel momento una serie di frecce precise di Pallnor giunge in soccorso del druido uccidendo il barbaro, dando modo ad Akuma di fornire a Mertul una pozione per ristabilizzarlo dalle ferite subite, salvandogli la vita.
Liberatosi dalla trappola fangosa il secondo barbaro tenta di caricare sul gruppo ma viene preceduto da Tenshi che con il suo bastone ferrato colpisce il cranio del nemico sul colpo.

Sventata la minaccia Torque ristabilizza Mertul rendendolo in grado di proseguire e così si incamminano tutti e cinque per il castello alla ricerca di un luogo più sicuro. Proseguono in maniera silenziosa, percependo ogni singolo rumore o voce che proviene dai vari corridoi e giungono davanti una grande porta sulla quale sono incise delle stelle e delle lune.
Tenshi decide di aprirne uno spiraglio e guardare al suo interno ma non vi è alcuna torcia che consente la visuale quindi il gruppo decide di entrare ed accenderne una.
Una volta dentro la porta si chiude alle loro spalle e due file di torce si accendono improvvisamente sulle pareti della stanza rivelando tutta una serie di lettere incise sulla pavimentazione composta da grandi blocchi quadrati.
Ogni blocco con una lettera incisa ed in fondo alla stanza una porta simile a quella appena oltrepassata.
Subito il gruppo si rende conto che deve essere una sorta di trappola e che  dovrà capire lo schema per poter oltrepassare la stanza.
Optano per legare il monaco con una corda che avrebbero tenuto tutti e mandarlo avanti in quanto il più agile del gruppo.
Tenshi inizia a camminare sulle varie piastrelle per indagare sulla pericolosità della pavimentazione che non tarda a rivelare i suoi segreti.
Dopo un paio di passi senza conseguenze infatti uno dei blocchi si distrugge facendo precipitare il monaco che viene prontamente salvato dai compagni che all’unisono tennero la corda alla quale era legato.
Tenshi nota che al di sotto del pavimento, dopo una decina di metri circa vi è una pavimentazione composta da grandi pali di metallo appuntiti che ucciderebbero chiunque avesse la sventura di caderci sopra a causa di un passo falso.






Proseguono lentamente passo dopo passo, con calma, talvolta salvando il loro compagno monaco da una morte certa, finchè non riescono finalmente a leggere le lettere incise sulla pavimentazione. Intuiscono di dover camminare seguendo le mosse delle pedine degli scacchi. Ogni lettera incisa corrisponde ad un pezzo della scacchiera e alla relativa mossa per proseguire.
Capito il meccanismo il gruppo giunge velocemente dall’altra parte dove vi è un’altra grande porta con incise le stelle che, aprendola, li conduce all’esterno del castello.

Una volta fuori i cinque decidono di nascondersi al fine di recuperare le forze quindi procedono col nascondersi nella vegetazione limitrofa e ricevere le cure del chierico e la sua magia bianca.
Dopo qualche ora di riposo il gruppo decide di entrare nuovamente nel nero castello e di mettere la parola fine agli orrori che risiedono al suo interno. Oltrepassano così nuovamente il corridoio della porta stellata e, armi alla mano, si dirigono verso la porta con le tre serrature dove inserire i rispettivi diamanti trovati nei precedenti combattimenti.

Giunti sulla soglia inseriscono le pietre rosse che una volta posizionate tutte e tre contemporaneamente iniziano ad emettere una forte luce rossa e permettendo alla maestosa porta di aprirsi e lasciarli entrare.

La scena al suo interno è agghiacciante. Due lunghe file di uomini senza vestiti e con lo sguardo vitreo fisso nel vuoto, come  quelli rinvenuti nelle gabbie di una delle stanze esplorate in precedenza, camminano lentamente ed in modo inesorabile verso la parete in fondo alla stanza.
Pallnor scaglia una freccia illuminata dalla magia di Torque verso la parete in questione e la scena che si dipana davanti i loro occhi conferma l’orrore.

Un grande vortice oscuro, abissale, è posto al centro della parete e gli uomini senza vita camminano fino ad essere risucchiati uno alla volta dall’oscuro vortice misterioso.
Il gruppo decide di incamminarsi lentamente verso la parete per capire con cosa siano venuti in contatto ma pochi passi nemmeno e le due file di uomini si blocca improvvisamente e quello strano abominio si separa dalla parete sfoderando due enormi braccia con artigli affilati e levitando verso gli eroi rivela la sua identità malvagia






(Divoratore di anime)


Mertul rapidamente scaglia sul nemico una palla di fuoco che colpisce il mostro ma non ne arresta l’attacco che colpisce Tenshi.
Gli attacchi della creatura sono temibili in quanto disorientano e stordiscono il monaco che rimane vulnerabile allo scontro.
Come se non bastasse alle spalle il gruppo viene colto di sorpresa da una serie di strangolatori, creature che avevano già affrontato nella stanza con gli alberi spettrali, che immobilizzano la lupa del ranger e Torque.
Akuma e Pallnor devono così districarsi dagli attacchi dei due diversi nemici aiutando i loro compagni ad uscire dalla morsa di quelle piccole e letali creature mentre quell’orrore è sollevato sopra di loro e non accenna a demordere i suoi attacchi le cui ferite rendono sempre più confuso il monaco.

Torque, una volta divincolato dallo strangolatore lancia un incantesimo di magia bianca sul nemico rendendolo più vulnerabile agli attacchi ma non basta dato che comunque quell’orrore si scaglia minaccioso sul monaco intento a finirlo con un colpo mortale.
Nel vedere la scena Akuma con un rapido movimento intercetta l’attacco del nemico ai danni del fratello e con furia e letale precisione infierisce al mostro un colpo perfetto con la sua katana uccidendolo e salvando la vita a Tenshi.

Il divoratore di anime una volta colpito dal samurai esplode facendo fuoriuscire dal suo tremendo corpo etereo tutte le anime di cui si era cibato e sprigionando una fumata nera che va a formare il simbolo della gilda del corvo per poi svanire nel nulla.
Dal fumo che ne fuoriuscì cadde a terra un anello di metallo con incisi due teste di drago che prontamente venne raccolto dal samurai.

Diradato il fumo e liberate le anime condannate sul luogo dello scontro compare, come teletrasportato, un uomo con una lunga tunica il quale con un gesto polverizza gli strangolatori rimasti.
Il mago si presenta come Gildars, della gilda della fata, colui che era stato inviato da Markov per investigare sul nero castello e i suoi orrori.





(Gildars il mago)
Torque si precipita su Tenshi per stabilizzare la sua mente provata dallo scontro con l’orribile mostro mentre Mertul e gli altri si mettono a parlare con il mago il quale racconta che anch’egli era sulle tracce di quel divoratore di anime ma che era poi stato trattenuto da altri incarichi segreti per conto della sua gilda.
Dalla sua tunica si intravedono segni di pesanti battaglie vissute dal mago.
Il druido, anch’egli membro della gilda della fata racconta al suo compagno le vicende affrontate nel castello e che nonostante la minaccia sia stata sventata, l’evocatore del demone delle catene era riuscito a fuggire.

Dopo aver constatato la buona fede del mago il gruppo si dirige scortato da Gildars verso l’uscita del castello.
Una volta usciti dalle maestose porte della fortezza il senso di oppressione che li aveva costantemente accompagnati svanisce ristorando i loro corpi e le loro anime.

Sulla riva del fiume dove attraccarono tempo prima una schiera di imbarcazioni con lo stemma dell’ordine di Pelor li attende ed il capo delle guardie si dirige velocemente verso di loro.
Alla vista delle navi Gildars, salutando gli eroi, si teletrasporta via svanendo nel nulla.

Il capo dell’esercito di Pelor si dirige verso Torque al quale chiede cosa fosse successo all’interno della fortezza e che il capo del suo ordine padre Grim lo sta cercando ormai da diversi mesi.
La notizia coglie di sorpresa il chierico che stupito rivela gli orrori del castello nero ma che non sono passati mesi dal loro arrivo sul luogo ma solo pochi giorni.
Torque capisce che la magia all’interno di quel luogo maledetto ha alterato il tempo che il gruppo è stato vittima di un incantesimo di alterazione temporale dalle parole del capo delle guardie che rivela anche che la guerra contro i Druni ad AGARTHA è ormai finita da tempo ed è proprio per questo che l’ordine di Pelor deve parlare urgentemente con il chierico e con il suo gruppo.

Scortati fino a VIRN sulle navi dei soldati e ristorati da fame e ferite il gruppo capitanato da Torque viene condotto alla chiesa centrale dove un anziano sacerdoti in uniforme clericale accoglie il gruppo.




(Padre Grim)


Padre Grim racconta loro che la guerra contro i Druni è ormai terminata grazie all’intervento militare delle forze di Pelor ma che in città regna ancora un profondo caos e che il compito che vuole assegnargli è quelli di recarsi presso la città di AGARTHA per riportare ordine ed eliminare eventuali minacce rimaste.
Torque racconta al gran sacerdote di essere all’oscuro dei fatti in quanto era in missione presso l’isola senza nome e li essere stato vittima di incantesimi temporali di magia nera.
Così dopo aver fatto rapporto al sacerdote Torque e gli altri si dirigono fuori dalla chiesa ma padre Grim, prima che il chierico esca dalla porta lo consiglia segretamente di recarsi una volta finito il lavoro ad AGARTHA presso la grande biblioteca di SHAMBALA, ad ovest del continente e fornisce al chierico una bacchetta di magia bianca per curare lui ed i suoi compagni per poi congedarsi senza ulteriori informazioni.

Usciti dalla chiesa il gruppo si dirige presso la taverna per concedersi il lusso di un pasto caldo e di un letto.
Mertul invece si dirige presso il quartier generale della sua gilda per parlare con Markov delle vicende all’isola senza nome e dell’incontro con Gildars.
Giunto al cospetto di Markov, il capo della gilda della fata, Mertul racconta delle vicende vissute al castello, dei reietti della gilda del corvo sconfitti e dell’evocatore fuggito ma soprattutto dell’incontro con Gildars.

Poi pone al mago l’anello rinvenuto dopo la morte del divoratore di anime e Markov, dopo aver consultato dei vecchi tomi nel suo studio, riconosce essere l’anello del destino ritardato, un artefatto magico molto antico e di grande potere in grado di ritardare effetti negativi che andrebbero a colpire chi lo indossa.
Markov è molto interessato all’anello e si offre di acquistarlo per 20.000 monete d’oro, Mertul accetta il denaro e consegna al mago il prezioso artefatto a patto che oltre al denaro egli gli consegni anche una copia dell’antico incantesimo con cui lui e gli altri maghi della gilda tentarono di porre fine all’oscurità del continente.
Markov dona al druido una copia del potente incantesimo e questo salutando torna verso i compagni in città.

Dopo diverse ore di riposo e dopo un abbondante pasto ristoratore il gruppo decide di recarsi presso l’armeria della città per migliorare il proprio arsenale, anche in virtù della grande somma di denaro appena ricevuta.
Giunti presso l’armaiolo Akuma decide di farsi riforgiare la propria spada con l’adamantio al fine di renderla più letale e di migliorare anche la propria armatura per resistere meglio ai colpi dei nemici.
Pallnor decise per un nuovo arco ancor più preciso.

Finita la miglioria al proprio armamentario il gruppo decide così di intraprendere un nuovo viaggio verso AGARTHA per una nuova avventura.



sabato 18 luglio 2015

Dal profondo

Ristabilite in parte le forze dopo il faticoso scontro nel cimitero, i quattro decidono di dirigersi verso le case abbandonate sulla strada, al fine di concedersi qualche ora di sonno e preparare un piano di azione per esplorare i segreti dell’isola.

Si incamminano quindi verso tutta una serie di piccole case in legno, ormai marcio, ed entrano dentro quella che sembra (si fa per dire) la meno danneggiata dal tempo e da chissà quale diavoleria alberga in quel luogo.

Entrando notano i buchi nei muri, le parti di tetto mancanti ed il pavimento completamente mangiato dai funghi e dal marciume. Decidono per dei turni di guardia.


Durante il turno di guardia di Torque, ancora scortato dal grande scheletro di cui aveva preso il controllo qualche ora prima, si sentono dei piccoli rumori, improvvisamente il chierico nota davanti a lui l’avvicinarsi, volando, di una bizzarra creatura, che non dimostra una natura terreste bensì acquatica, con piccole chele taglienti e una forma che ricorda vagamente un orrendo crostaceo. 


( Dovrebbe trovarsi in mare )


Ma, mentre Torque sta cercando di comprendere il motivo per cui una bestia presumibilmente acquatica si trovi fluttuante davanti a lui, il piccolo crostaceo si attacca con le chele al chierico che, spostandolo con una spinta, sveglia immediatamente Akuma e gli altri.

Una volta svegli tutti però, dai vari buchi nei muri iniziano ad entrare molti di questi strani mostriciattoli che si scagliano addosso a tutti e quattro gli avventurieri ed allo scheletro controllato da Torque, tentando di attaccarsi a loro con quelle piccole chele taglienti.

I quattro iniziano a colpire i piccoli esseri, Akuma, estratta la spada, inizia ad uccidere con rapidità qualunque essere volante gli si parasse davanti al fine di farsi strada verso l’uscita della casa diroccata, gli altri membri del gruppo iniziarono a fare la stessa cosa per farsi spazio da quella orribile moltitudine.

Improvvisamente però il samurai percepì un tremore sotto i piedi ed un frastuono che proveniva da non molto lontano, urlando agli altri di uscire fuori da quel rudere, lasciarono nella casa lo scheletro comandato dal chierico al fine di usarlo come esca per attrarre tutti quei piccoli mostri e dare modo al gruppo di spostarsi in un ambiente aperto per verificare cosa fosse quel frastuono che faceva tremare la terra sotto di loro.

Una volta al di fuori della casa però il rumore si fa più forte ed il tremore inquietante, il gruppo inizia a correre verso le altre baracche al fine di avere una minima protezione da qualsiasi cosa fosse, non sapendo l’orrore che li attendeva.

Mentre corrono notano che la terra alle loro spalle si solleva nella loro direzione, qualunque cosa sia, li sta seguendo da sotto terra!

Qualsiasi cosa fossero quegli anomali crostacei, erano li per distrarre il gruppo e permettere alla cosa sotto di loro di attaccarli nel sonno.

Nei pressi della casa, quando la “cosa” sembra ormai averli raggiunti i quattro si dispongono a cerchio in modo da non farsi colpire in blocco quando il rumore ed il tremore improvvisamente cessa ed il silenzio e l’oscurità avvolge nuovamente i quattro eroi che, disposti in formazione, non consapevoli di quello che sarebbe successo di li a poco, si preparano estraendo le armi e pronti a colpire qualsiasi cosa si fosse mossa nel buio.

Ma la quiete dura poco perché dal terreno davanti a loro un enorme creatura esce fuori manifestandosi in tutta la sua furia, una bestia orribile e rivoltante che sembra un verme gigante con milioni di zampe taglienti e denti giganti, che urlando fa tremare la terra per un raggio di molti metri.

Subito Akuma e Tenshi caricano il nemico, ma l’attacco rivela un’ulteriore problematica, il mostro è circondato da un’aura magica che confonde i due fratelli costringendoli a scagliare l’attacco contro loro stessi.
Mertul, assistendo alla scena si distanzia dalla creatura e prova a scagliargli contro una palla di fuoco ma il verme, come se non bastasse, la neutralizza magicamente.

E’ un avversario terribile che mette in seria difficoltà il gruppo.

Torque, avvicinatosi a Tenshi, lo potenzia con l’aiuto della sua magia bianca, ed il monaco, in un sacro furore combattivo, inizia a colpire ripetutamente il mostro con colpi micidiali che confondono l’orribile bestia per qualche secondo, tempo sufficiente al gruppo di preparare un nuovo attacco e ad Akuma di allontanarsi da quell’aura magica che lo confonde e, una volta distante, di estrarre l’arco lungo per iniziare a colpire il mostro con le frecce.

Ma il grosso verme non ha ancora scoperto tutte le sue carte e lo dimostra lanciando un terribile incantesimo contro Mertul il druido, il quale, davanti ai propri occhi vede il manifestarsi di una visione, un’orrenda visione, che sfrutta le paure più nascoste in fondo al suo cuore, terrorizzandolo e mettendolo fuori combattimento, una volta a terra, il druido viene caricato dal possente mostro il quale però, riceve ancora una volta la serie di colpi diretti e precisi di un Tenshi furioso che uccide il mostro ponendo fine a quell’orrore.


( Seugathi )

lunedì 6 luglio 2015

Una missione suicida

Bruciata la capanna e gli orribili resti del mostro, i quattro decidono di tornare in città. 
Giunti in taverna il gruppo trova ad attenderli al bancone la donna in armatura che avevano incontrato qualche giorno prima, Roxanne, membro della gilda della fata, la quale avvicinandosi, chiede ai quattro come fosse andata la spedizione nel presunto covo del nemico.

Il gruppo, racconta dell’avventura e dell’orrida creatura che hanno sconfitto, della certezza che fosse affiliata al clan del corvo in quanto è stato ritrovato il simbolo nella capanna insieme a dei tomi di magia nera.


Anche la donna, congratulatasi con i quattro, ha delle informazioni riguardo tale gilda, sembra infatti, che questa congrega di maghi malvagi si faccia chiamare anche con il nome di “Reietti” e che in tutto dovrebbero essere circa 13 membri sparsi nelle varie città. 
Uno di loro, da recenti indagini, sembra trovarsi sull’isola senza nome che si trova al centro del grande fiume, a non troppe ore di navigazione da VIRN


(Dettaglio dell'isola senza nome)


Nessuno dei quattro sa nulla di quest’isola e quindi chiedono delucidazioni alla donna, la quale dice che da secoli quell’isola è adibita a carcere per chi pratica la magia, è un luogo misterioso, un’enorme costruzione di muri neri altissimi e grandi cancellate sempre aperte, che si chiudono solo quando un’altra anima le attraversa, per non fare più ritorno.

Da molti secoli, esploratori ed avventurieri si sono recati sull’isola alla ricerca di indizi al fine di svelare il grande mistero di questa oscura struttura, ma nessuno è mai tornato per raccontare cosa ha visto laggiù.
Inutile dire che la donna cerca aiuto nei quattro per una missione assolutamente suicida.

Il gruppo, titubante sul da farsi, chiede qualche momento per pensarci su, ma la donna, propone di portarli con se per mostrare loro il covo segreto della sua gilda. I quattro accettano di buon grado e seguono la donna in mille pertugi fino a giungere ad un incrocio dove, sollevata una botola nascosta, mostra agli altri l’ingresso per la gilda. Scesa la scalinata, giunti nelle fogne, la donna cammina fra molti cunicoli fino al raggiungimento di un grande corridoio, a prima vista vuoto, che ad un suo gesto, rivela un grande palazzo, celato da incantesimi per nasconderlo alla vista di eventuali esploratori o caccia ratti.

Il luogo manifesta tutta la sua magia, una volta aperte le porte la scena ricorda una taverna, piena di gente intenta a bere e parlare. I quattro chiedono alla donna di condurli dal loro capo per parlare della missione.
Roxanna, li conduce al bancone, dove vi è una giovane donna, dai capelli bianchi e gli occhi viola, ed una carnagione molto più scura di quella degli altri, sul bancone inoltre, siede anche un uomo più piccolo e molto anziano, Roxanna lo presenta ai quattro avventurieri come Markov, il capo della gilda della fata e mago di grandissima esperienza, l’uomo, per nulla sorpreso della visita dei quattro da loro un caloroso benvenuto, e li invita a seguirli nel suo studio al piano superiore della grande taverna.
Giunti nello studio del mago e dopo le dovute presentazioni e le richieste di Mertul di raccontare quante più cose egli sapesse sulla maledizione dell’oscurità che ha colpito il continente, l uomo inizia il suo racconto, e le parole divennero quasi immagini agli occhi dei quattro eroi.




(Markov)



Il mago racconta che la maledizione va avanti da secoli, che furono i grandi clan di vampiri di ASPHYXIA a lanciarla sul continente al fine di non dover soffrire più il caldo sole e poter agire indisturbati nei loro mille intrighi.

L uomo prosegue raccontando che da giovane, molti anni prima, egli, con un gruppo di maghi della gilda tentò di porre fine alla maledizione con un potente incantesimo, ma nel momento cruciale, uno dei maghi tradì il gruppo portando al fallimento la missione e alla morte di alcuni dei compagni, quell’ uomo si chiama IVAN, il figlio di Markov.

Da allora Ivan fondò la gilda dei maghi del corvo e scappò dalla città senza lasciare alcuna traccia di se, se non la sua terribile gilda di reietti.
Dalle informazioni che hanno raccolto aggiunge, uno dei reietti si trova nella grande prigione sull’ isola senza nome, nulla di nuovo per i quattro ma, aggiunge il mago, sull’isola vi si è recato circa un mese prima, uno dei loro maghi, il migliore della gilda della fata a detta comune, tale Ghildaras, e nonostante sia impossibile comunicare telepaticamente in quanto l’isola ha una potente aura magica che interferisce, Markov è convinto che egli sia ancora vivo.
Successivamente, percepita la grande magia che proviene da Torque e Mertul, egli propone ai due di unirsi alla loro gilda, il chierico respinge l’offerta ma Mertul, il quale è fermamente deciso a fermare la maledizione dell’oscurità, accetta di buon grado e, una volta richiesta la copia dell incantesimo che usarono allora, e tatuatosi il simbolo della gilda si può dare il via ai festeggiamenti per il nuovo adepto.

La mattina successiva I quattro si svegliano con i postumi di una serata di bagordi, si recano al bancone per mangiare qualcosa e li vengono rifocillati e curati dalle loro fatiche notturne dalla cameriera dagli occhi viola, ultima superstite di un’antica razza.
Preparate le ultime cose prima di partire e presi accordi per un traghetto che li avrebbe condotti fino all’isola senza nome, giunti al molo i quattro si imbarcano e una volta attraccati sull’isola si mettono d’accordo con il marinaio che ogni due giorni si sarebbe riaffacciato sulle coste e che, quando avrebbe visto una sfera di fuoco sulle pareti della prigione, quello sarebbe stato il segnale che li avrebbe dovuti aspettare per riportarli a VIRN.
Salutato il barcaiolo, il gruppo perlustra un po’ la zona limitrofa, senza notare nulla di strano, se non un senso di malvagità provenire dalle nere mura.
Giunti al cancello, le porte si rivelano aperte, come avevano sentito da Roxanna, e, proprio come si aspettavano, si serrarono al loro passaggio.

Giunti all interno la fortezza rivela un piccolo altopiano dive vi si scorge una costruzione in cima, e tutta una serie di case in legno, putrescenti ed abbandonate intorno. Camminando i quattro sono molto sulla difensiva quando, in lontananza avvertono degli strani versi, come dei lamenti di una bambina.

Proseguono in direzione dei lamenti e giungono nei pressi di un cimitero, la nebbia li pervade e dalla nebbia si delineano delle piccole luci verdi, Torque avverte dentro di se una presenza opprimente di malvagità e poco dopo anche gli altri membri del gruppo cominciano a sentirsi incredibilmente depressi e oppressi nell animo.
Ad ogni passo il lamento è più forte e la loro inquietudine è maggiore, quando ad un certo punto, in mezzo al cimitero, il lamento cessa improvvisamente ed un frastuono fra le lapidi fa sguainare le armi ai quattro, che subiscono l’attacco di un gruppo di tre grandi scheletri usciti improvvisamente fuori dalle tombe.

Gli scheletri attaccano il gruppo con grandi spade a due mani, Torque, invocata la forza del Dio Paelor, lancia un incantesimo sugli scheletri riuscendo a prendere il controllo mentale di uno di loro, il quale viene subito mandato ad attaccare i suoi simili.

Lo scontro procede anche per Akuma e Tenshi che colpiscono ripetutamente i due scheletri rimasti avversari, ma i loro colpi, soprattutto quelli di spada, sembrano essere meno efficaci del solito sulle creature.

Improvvisamente dalle loro spalle il lamento riprende e due figure dall aspetto di cadaveri di bambini, ma con un teschio che non ha nulla di umano, attaccano mordendo Mertul il quale si rende conto di non riuscire più a parlare e così, a lanciare incantesimi per fermare le creature, L'altro piccolo non morto riesce a mordere Akuma, il quale si sente, secondo dopo secondo, sempre più affaticato e debole, ma non smette di lottare con ogni fibra del suo animo samurai.
Anche Tenshi subisce il morso affaticante della piccola, tremenda creatura. 
Lo scontro è durissimo ed i non morti sembrano essere favoriti nello scontro,  ma l’avere uno di loro come alleato consente al gruppo un minimo di respiro per proseguire con la lotta che, aiutati soprattutto dalla spada dello scheletro controllato da Torque (anch’esso reso temporaneamente muto) e dai fulmini che Mertul riesce a scagliare anche senza l’ausilio della voce, riesce alla fine a sopravvivere ed a liberarsi delle terribili creature che li hanno attaccati e per poco uccisi.



(Tipica fauna dei cimiteri abbandonati)