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martedì 27 dicembre 2016

La tempesta

Recuperata la magica statuina i nostri si diressero velocemente fuori dal sotterraneo della piratessa Shae, avvicinandosi all’uscita un frastuono sempre più forte colpì la loro attenzione.
Una volta fuori dal palazzo videro quello che sembrava un tumulto in atto per le strade di CROWEN.

A quanto capirono dalle urla e dalla guerriglia civile che imperversava nelle strade, la traditrice Shae Violet era riuscita a scappare dalla prigionia, liberata da qualche suo fedelissimo, ed ora stava tentando un disperato colpo di stato per spodestare in solitaria il re dei pirati, Jhon Roger, il quale aveva sguinzagliato il suo esercito per la città, uccidendo ogni sostenitore della piratessa.
Aaron ed i suoi compagni non erano certo meno in pericolo, le mire di Shae sicuramente coinvolgevano anche lui ed il suo gruppo in quanto apertamente schierati dalla parte dello sparviero.
Decisero che era ora di abbandonare CROWEN e di farlo piuttosto in fretta.

Diretti verso l’uscita della città però notarono che le grandi porte che conducevano fuori le mura erano state barricate e date alle fiamme dagli uomini dello sparviero per evitare la fuga dei pirati traditori.
Con la città in piena guerra civile, e  ricercati dagli uomini di Shae Violet, l’unica via di fuga per i nostri eroi, sembra essere il mare.

Si diressero così in fretta verso il grande porto cittadino, dove decine di navi sostavano ormeggiate pronte alla battaglia ed al saccheggio, giunti al molo i nostri intravidero quella che poteva fare al caso loro per fuggire, un’imbarcazione del defunto pirata David Bright, come si evinceva dalle bandiere, l’imbarcazione non era molto grande e sembrava in buone condizioni, faceva al caso loro.
Saliti sulla passerella i nostri vengono avvicinati da un piccolo manipoli di pirati ancora fedeli al defunto capitano che li  intimano di scendere dalla loro nave oppure li avrebbero uccisi uno per uno.
Il tempo era tiranno ed i nostri eroi non potevano permettersi di perdere tempo con una ciurma di reietti e così, estratte le armi, si liberarono in poco tempo di quegli uomini che intralciavano la loro fuga.

Akuma rapidamente caricò sul nemico trafiggendo il pirata che li aveva minacciati, uccidendolo sul colpo. Pallnor nel frattempo ne colpì un altro al collo con due frecce letali mentre Hussam, notando uno di loro che si stava avvicinando armato di spada, lo incendiò con un dardo infuocato.
Tanto bastò agli uomini di David Bright per fuggire rapidamente e lasciare così la nave ai nostri che si attivarono subito, ognuno mettendo in campo le proprie conoscenze, per salpare quanto prima via da quell’inferno, direzione KALDOR.

Salparono, a vele spiegate si allontanarono dal porto della città,  costeggiando la riva sul lato sinistro quel tanto che bastava da riuscire ancora a notare le fiaccole ed i fuochi in modo da mantenere sempre un occhio sulla rotta e sulla terraferma per evitare naufragi, e per qualche giorno il fato fu loro alleato garantendo una navigazione tranquilla, senza incontri pericolosi in cui i nostri si riposarono e nutrirono con il pescato, finchè un giorno ( o una notte chissà ) in lontananza non videro sopraggiungere su di loro quello che sembrava l’inizio di un grande temporale.
Fulmini e saette squarciavano l’oscuro cielo sopra di loro ed un grande vento si alzo’ tanto da iniziare a far oscillare l’imbarcazione in modo allarmante.

I nostri prontamente decisero di dirigersi in tutta fretta verso la costa, ma la nave anche a causa della forte corrente si era allontanata più del previsto.

Avvicinandosi improvvisamente l’imbarcazione si arresto’ di colpo, come se avesse toccato sul fondale tanto da arenarsi ma cio’ non era possibile, erano ancora piuttosto distanti dalla riva.
I loro timori erano fondati in quanto scoprirono ben presto cosa avesse bloccato la loro imbarcazione, dei lunghi e spessi tentacoli si levarono dalle onde per avvilupparsi sull’albero maestro e sulle pareti di legno le quali iniziarono a scricchiolare in modo poco rassicurante.


Non erano le rocce sul fondo, ma un calamaro gigante che li aveva immobilizzati e si preparava per fare un lauto pasto.




Subito i nostri si attivarono per tentare di rimuovere più in fretta possibile la creatura che stava indebolendo la loro imbarcazione, unica cosa che li separava da un annegamento certo nelle gelide ed oscure acque sotto di loro. 

Akuma sfoderata la sua katana inzio’ a colpire i tentacoli della creatura mirando a tagliarne quanti più poteva mentre Hussam e Pallnor, rispettivamente con fiamme e frecce elettriche, cercavano di liberare la presa dall albero maestro prima che si spezzasse.

Tenshi inizio’ a colpire la bestia con una possente raffica di colpi ma venne pero’ avviluppato da un tentacolo del mostro che nel frattempo aveva tirato fuori dall’acqua la grande bocca, e avvicinata quest’ultima al ponte della nave, trascinava verso di se il monaco il quale sembrava destinato a finire pasto dell’enorme calamaro.

Alla vista del compagno in difficoltà l’intero gruppo rivolse i propri attacchi sulla testa emersa della grande bestia, Pallnor scagliava rapidamente le sue frecce mentre Tenshi era sempre più vicino alla bocca del mostro non riuscendo a divincolarsi dalla presa di quest’ultimo.

Quando sembrava che ormai non ci fosse più nulla da fare Akuma con un raggio rovente generato furioso dalla sua spada magica riuscì a tagliare il tentacolo della bestia e liberare il fratello per poi scagliarsi sul nemico mirando alla bocca che invece di ricevere la cena ricevette solo fendenti letali che uccisero trafitto il mostro che lascio’ la presa sulla nave per affondare nelle profonde acque nere.
Liberi dalla presa del mostro pero’ i nostri si ritrovarono nel bel mezzo di una gigantesca e terribile tempesta che faceva oscillare vertiginosamente la nave, fino a qualche secondo prima tenuta ferma dai tentacoli del calamaro gigante, ora oscillava e imbarcava acqua ad una velocità allarmante.

La pioggia incessante ed i fulmini spezzarono a metà l’albero maestro che cadendo danneggio’ il resto dell’imbarcazione, le altissime onde fecero il resto ed in poco tempo e nonostante gli inutili sforzi di tutto il gruppo la loro nave si spezzo’ a metà ed una fredda oscurità li avvolse uno per uno.

To be continued…



venerdì 2 dicembre 2016

Il re dei pirati

Dopo qualche giorno di viaggio, durante il quale Aaron ne ha approfittato per confezionare un travestimento da donna al fine di non farsi riconoscere in quel di CROWEN (non sapendo se fosse li il benvenuto oppure se sulla sua testa pendesse una taglia) gradualmente l’aria intorno si fece più fresca e l’odore di salsedine presto divenne riconoscibile. Erano giunti a CROWEN, la pericolosa città dei pirati.


Ai bordi del grande, ed unico a quanto pare, ingresso cittadino guardie armate sorvegliano chi entra e chi esce e sulle mura che confinano la città sventola ovunque la bandiera con il kraken, stemma del pirata Jhon Roger detto lo sparviero, re della città.
Decidono di entrare una volta scesi dalla carovana che li aveva trasportati fin li,  ma una volta vicini all’ingresso vengono fermati dalle guardie.


“Chi siete? Per entrare in città vi è da pagare una tassa di 1000 monete d’oro a testa, eccetto il prete, per lui l’accesso alla città non è consentito”


Disse categorica la guardia. La situazione non partiva benissimo per i nostri ma almeno il travestimento di Aaron sembrava stesse funzionando.
Inutili i tentativi di contrattare con la guardia che nel frattempo aveva chiamato anche altri due soldati, e quindi i nostri decidono di tornare sui loro passi per elaborare una strategia.

Controllando un pò in giro però non trovano un’entrata secondaria, e le mura sono troppo alte e prive di sporgenze per tentare di scalarle, decidono quindi per il pagamento della tassa, in fondo ciò che cercavano li valeva sicuramente più del dazio richiesto, ma tentarono lo stesso di negoziare sul prezzo di entrata, attesero il cambio della guardia e, celati i vessilli di Pelor di padre Torque, entrarono a gruppi di tre fingendosi mercanti o semplici viandanti e riuscendo a tirare sul prezzo risparmiando qualche moneta.

Una volta dentro la città Aaron, parlando sottovoce per non smascherarsi, dice loro che la città è divisa in quattro rioni principali, la zona che interessa loro è quella della piratessa Shae Violet, la quale ha sede nella zona dei bordelli e delle case chiuse, se è vero che la statuetta è stata rubata dal lei, è li che devono recarsi.

 La città è piena di pirati e facce poco raccomandabili, rum scorre a fiumi e fra una scazzottata ed una rissa i nostri giungono nel rione del piacere, cercando informazioni circa la situazione attuale della città, dopo il tentativo di sommossa da parte di Shae e del pirata David Bright, il quale venne scoperto da Aaron, rimasto fedele al capitano Rogers, ma sul quale riuscirono a far ricadere la colpa del tentato ammutinamento.

Entrarono in una taverna/bordello al fine di carpire qualche informazione ed eventualmente elaborare una strategia.
Presero una stanza e salirono ma nemmeno il tempo di iniziare una pianificazione che alla porta una donna prese a bussare con insistenza, dicendo che delle persone al piano di sotto chiedevano di loro.
A quanto pare qualche uccellino della città li aveva notati.
Una volta al piano di sotto notano circa 20 persone ad attenderli, dall’aspetto piuttosto losche armate di arco e frecce comandate, sembra, da una figura incappucciata che li intima di seguirli, con le buone o con le cattive.

Non avendo scelta i nostri si incamminano con quei figuri appena conosciuti che li conducono in un’enorme e fastosa casa di piacere, donne e seta in ogni dove, arazzi e tappeti dominano l’arredamento il tutto corredato da una generosa dose di oro e pietre preziose, li conducono al piano di sopra fino a giungere davanti una porta dove l’incappucciato prende Aaron e lo conduce dentro la stanza, solo loro due entrarono.
Nella stanza una voce femminile da il benvenuto al pirata Aaron, chiedendo il motivo di tale travestimento, informandosi se non avesse cambiato i suoi “gusti” dall’ultima volta che si incontrarono.
Aaron riconobbe la bellissima Shae Violet, piratessa della flotta dello sparviero, alleatasi con David Bright per spodestare quest’ultimo nonché sua vecchia amante.



“Hai una bella faccia tosta a farti rivedere disse”




Nel frattempo l’incappucciato rivelò la sua identità, anch’essa una donna bellissima, con occhi e capelli blu, era Frida, la guardia del corpo di Shae.

Aaron e Shae parlarono a lungo, lei confida di voler proseguire l’alleanza con il pirata David Bright per spodestare lo sparviero dal suo trono ma che subito dopo intende liberarsi anche di lui in modo da divenire l’incontrastata regina di CROWEN.

Il suo unico dubbio è se Aaron, suo vecchio amante, fosse dalla sua parte in questa trama di intrighi e tradimenti, dato che l’ultimo ammutinamento fallì proprio per causa sua.
Aaron ovviamente, anche per salvare la testa dal cappio, sul momento giurò fedeltà alla causa della piratessa, ma in cuor suo, per quanto l’avesse amata, sapeva cosa fare, la fedeltà verso Jhon Roger, lo sparviero, era più forte del sentimento verso la donna.

Accordatisi per far fuori lo sparviero alla riunione dei capitani delle varie flotte che si sarebbe tenuta alla residenza del capitano Roger il giorno seguente, Shae fa condurre Aaron ed il suo gruppo, nelle stanze della grande casa di piacere, dove trovarono ognuno ristoro e soddisfazione dopo mesi di viaggi e battaglie.

Il giorno seguente, vennero convocati verso la villa dello sparviero, Aaron fece il suo ritorno dal sue vecchio capitano ed una volta di fronte l’entrata della grande sala delle riunioni entrò accompagnato solo da Akuma il quale si spacciò per guardia del corpo del pirata.

La stanza era larga e maestosa, sulla parete centrale il grande stemma con il Kraken del capitano Roger sovrastava l’arredamento, ed una poltrona su cui poggiava un uomo destò l’attenzione dei due.
Era una figura buia e fiera allo stesso tempo, un uomo alto e robusto, con barba e baffi fitti ed una benda sull’occhio destro, un mantello nero copriva le sue spalle quando accolse i membri della sua ciurma ad avvicinarsi. 
Fra loro vi erano Shae Violet ed il pirata traditore David Bright, oltre che le rispettive guardie del corpo, ed un paio di capitani meno influenti della flotta anch’essi votati alla causa traditrice.



( Lo riconoscete? )


Il re dei pirati si alzò in tutta la sua possenza, e guardando i suoi capitani di flotta disse loro:



“Bene, ci siete tutti, anche tu, Aaron, sappiate che so bene del vostro tentativo di ammutinamento e so bene anche ci siano i veri responsabili, quindi ora vi chiedo, intendete arrendervi e deporre le armi o preferite morire subito?”



Disse rivolgendosi a Shae e David Bright.

La piratessa lanciò uno sguardo di intesa ad Aaron mentre estraeva la spada ma quest’ultimo non ricambiò tale sguardo, sia Aaron che Akuma infatti rimasero immobili, con le armi ben al loro posto e non appena i due pirati traditori ebbero estratto lo loro finalmente il capitano Roger, comprese bene le due fazioni nella stanza, fece la sua mossa.

Estrasse due spadoni che impugnava saldamente e con uno scatto quasi impercettibile li piantò nella schiena della guardia del corpo di Shae e David, per poi rivolgere l’attacco sui suoi ex capitani di flotta.
Inutile il tentativo di resistere, il re dei pirati dimostrò di essersi meritato il titolo per il quale stava lottando, le sue mosse erano fluide e letali, una velocità ed una precisione nei colpi che lasciarono Akuma sbalordito e incredulo.

Il capitano Roger stava uccidendo uno per uno i traditori che si erano presentati nella sua casa senza che essi potessero fare nulla per impedirlo. Il sangue macchiava il tappeto e i presenti non fecero in tempo nemmeno ad urlare e, uno ad uno, nel giro di pochi secondi assaggiarono la spada del capitano, anche David Bright il quale inutilmente tentò una fuga disperata, ma anch’egli trovo solo la morte quel giorno.

L’unica a non morire, quel giorno, fu Shae Violet, la quale si arrese e venne condotta nelle celle per essere, molto probabilente, impiccata il giorno seguente.

Fatta condurre la piratessa nelle prigioni il capitano Roger si rivolse verso Aaron, riconoscendo in lui un fedele alleato che non lo ha mai tradito, nemmeno quando la sua donna aveva organizzato e tramato alle sue spalle, egli gli è sempre rimasto fedele. Il capitano offre così al suo fedele Aaron la possibilità di prendere uno dei magnifici tesori che Shae tiene nel suo sotterraneo, proprio sotto il suo palazzo del piacere.

Il giovane pirata si informa circa la presenza di qualcosa raffigurante una statuetta di donna, ma il capitano non sa bene quali ricchezze vi siano li sotto, ma se è la statuetta che stanno cercando possono prenderla ma devono sbrigarsi in quanto ha già mandato i suoi scagnozzi a depredare le ricchezze della traditrice.

Prima di dirigersi nei sotterranei però, Akuma, rimasto affascinato dalla grande abilità del capitano Rogers, chiede a quest’ultimo se fosse possibile apprendere da lui qualche tecnica di combattimento. Lo sparviero accetta la proposta del samurai e fa uscire tutti dalla grande sala rimanendo a tu per tu con il guerriero.


“Fammi vedere cosa sai fare, ragazzo”


Disse lui ed Akuma si scagliò deciso sull’avversario estraendo la spada e cercando il momento giusto per colpire, dopo uno scambio fra i due il samurai tenta l’affondo con la sua katana ma il pirata schivò con una rapidità mai vista e senza che il guerriero se ne accorse estrasse una delle sue spade e poi.. fu buio.

Akuma rinvenne dopo qualche minuto circondato dai compagni e dallo sparviero ridente in un angolo.


“Hai molto da imparare ancora, ragazzo. Torna da me fra qualche anno”


Disse rivolgendosi al samurai sorretto dal fratello Tenshi. Akuma promise che si sarebbero rincontrati e quella volta l’esito sarebbe stato differente, e con queste parole i nostri avventurieri si incamminarono verso il sotterraneo di Shae, alla ricerca della magica statuetta.

Giunti nei pressi del palazzo i nostri entrarono e videro che gli uomini del capitano si erano già messi in azione per razziare i tesori della piratessa e condurre i suoi fedelissimi nelle prigioni.
Ovviamente i nostri passarono senza problemi i controlli in quanto il volere del capitano (di concedere loro uno dei tesori del sotterraneo) era stato prontamente comunicato alle guardie che vigilavano sui “lavori” della ciurma dello sparviero.


Una volta dentro i nostri trovarono con facilità l’ingresso del sotterraneo, indicatogli dalle guardie, solo che era chiuso da uno spesso cancello di ferro nero.
Ma l’abilità di Aaron è ormai nota e la serratura non fece troppi capircci ad aprirsi, e spalancate le porte per i nostri inizia la ricerca.
Torque avverte subito una potente aura magica nell’aria, ma non un’aura benevola bensì di fuoco e caos.

Il cancello conduce lungo una larga grotta sotterranea illuminata bene da una fila di torce poste ai bordi del muro, la fila di torce segna quasi un percorso che conduce i nostri verso una grande sala, dove è molto forte l’aura magica, ed in fondo a questa sala intravedono un piccolo baule, la caverna è illuminata dalle torce poste ai bordi ma è vasta e l’orrore al suo interno si agita nel buio dell’alto soffitto.

Improvvisamente, non appena i nostri si avvicinarono di qualche passo verso il baule, un abominio enorme cadde dal cielo (si fa per dire) sopra di loro.
Una figura orribile e rivoltante si manifestò, come un enorme ragno con il corpo di donna, simile al drider già incontrato, ma di taglia estremamente più grande, e con un potere magico davvero forte, era infatti la creatura ad emanare quell’aura di caos e fiamme percepita dal chierico e dallo stregone. 






L’abominio sputò un getto di fiamme liquide sull’intero gruppo che non si aspettava tanto orrore tutto in una volta, evitate le fiamme gli arcieri Pallnor ed Aaron, incoccate le frecce di ghiaccio, iniziarono col bersagliare la bestia, che accusando il colpo, urlò di rabbia contro i nostri.

Una volta rialzati Tenshi ed Akuma caricarono insieme il nemico colpendolo ripetutamente a colpi di spada e colpi marziali poderosi, supportati dalla magia bianca di Torque che nel frattempo aveva lanciato un circolo di protezione dal caos sui suoi compagni.

Hussam, lo stregone, d’altro canto non poteva che rispondere con la stessa moneta, e caricatosi di fiammante magia scaglia una grande sfera di fuoco sulla creatura.
Ma l’abominevole mostro non ha ancora mostrato tutto il suo potenziale, in tutto quel tempo che ha subito gli attacchi dei nostri si era caricato di magia infernale fino al punto di rilasciarla improvvisamente con una grande esplosione che colpisce i due fratelli scaraventandoli lontano di diversi metri. Akuma finì nella pozza di lava incandescente subendo moltissimo da quell’attacco.
Tenshi corre in soccorso del fratello spingendolo via dalle fiamme e Torque accorse provvidenziale per curare le ustioni con il suo potere di guaritore.

Nel frattempo Hussam, rispondendo colpo su colpo, continua a sferrare sfere di fuoco al massimo della sua potenza sulla bestia che inizia ad accusare gli attacchi congiunti dei nostri eroi che concentrata sullo stregone lascia il tempo agli arcieri Pallnor ed Aaron, di prendere la mira con le loro frecce magiche di ghiaccio e centrarla in pieno volto, ponendo fine a quell’orrore.

Riprese le forze si avvicinano al baule e notano che sulla serratura è incisa una runa della magia del fuoco a protezione.

Aaron si mise così subito all’opera per aprirlo ma  la serratura è estremamente delicata e al primo errore la runa esplode in una fiammata colpendo in pieno il giovane pirata.
Ma Aaron non si arrende e affinata la precisione riesce a scassinare la serratura e quel che trovarono dentro li fece esplodere, di gioia però.

Una piccola statuina, con fattezze di donna era li, adagiata nel baule, che li attendeva. Ce l’avevano finalmente! 

venerdì 28 ottobre 2016

La città al centro della terra

Abbandonato l’accampamento di Rick, i nostri proseguono il viaggio verso CROWEN guidati dal ranger Pallnor e dalla sua lupa, durante il tragitto Aaron impiega il suo tempo costruendosi una buona  parrucca ricavata dalle criniere dei centauri uccisi nella precedente avventura, in modo da assemblarla al suo vestito da cortigiana e dai suoi guanti di donnola per completare il travestimento che utilizzerà una volta arrivato nella sua città natale al fine di camuffarsi non sapendo ancora se verrà accolto come amico oppure se sulla sua testa pende una taglia.

Dopo circa tre giorni lungo la strada si imbattono in quella che sembra essere una enorme spaccatura nel terreno, come una sorta di grande faglia i cui bordi sono circondati da grandi torce che la rendono abbastanza visibile nella grande oscurità tutta intorno.

Vicino le torce si intravedono delle figure che sembrano essere umane ed avvicinandosi i nostri notano distintamente che quelle ombre sono a tutti gli  effetti degli uomini che lavorano lungo quella grande faglia illuminati dalle lanterne, questi uomini indossano vesti popolari ed imbracciano un piccone, sono dei minatori che visto il gruppetto di avventurieri verso di loro intimano:


“Chi va là, chi siete? Questa è la città sotterranea di SKAROGNA”


I nostri si informano circa la natura e la storia di quella strana città, presentandosi come avventurieri in viaggio una città vicina, ed il minatore suggerisce loro di seguirlo per esplorare la magnificenza della secolare città che si estendo per kilometri nelle viscere del terreno.

Si incamminano per le scalinate di pietra, scavate nella nuda roccia, e scendono verso quella che è una grande città di minatori e commercianti di gemme e metalli preziosi estratti dal ventre del pianeta, il minatore li conduce da un tale Holaph, qualcosa di simile ad un signorotto locale, ben informato della storia della città e di ciò che accade al suo interno.

Egli da il benvenuto ai visitatori i quali, visibilmente stanchi dal viaggio, vengono indirizzati a fare due chiacchiere verso una grande taverna, dove viene ordinato cibo e bevande.
L’uomo racconta che la loro città è da secoli in continua espansione verso il basso, nelle profondità della terra, posizione utile da un punto di vista strategico che vive soprattutto di scambi di metalli preziosi ed armamenti derivati da essi, estratti dal terreno con le varie città e questo permette loro la sopravvivenza ed il benessere.

Ma non è l’unico motivo del loro scavare, pare infatti che ancor più in profondità vi siano i resti di un’antica città nanica, perduta da secoli, aggiunge inoltre che i lavori in quelle settimane sono pressoché fermi a causa delle strane sparizioni che stanno avvenendo nei tunnel sotterranei, diversi minatori sono scomparsi nel nulla senza lasciare traccia, le impronte sul terreno dei minatori si interrompono di colpo senza alcun indizio.

I nostri, incuriositi, si offrono di andare a controllare la situazione nei tunnel, ma non prima di aver riposato un po, quindi salutato Holaph e datosi appuntamento il giorno seguente presso il bancone della taverna, i nostri optano per un po di riposo.
L’indomani i nostri sono puntuali all’appuntamento tranne Hussam, lo stregone, il quale preferisce fare un giro in città.
Il restante gruppo viene affidato da Holaph ad un minatore esperto che farà loro da guida in quei labirintici tunnel fino al luogo dove sono inziate le sparizioni.

La discesa prosegue tranquilla, fra minatori al lavoro e grandi gallerie illuminate con grandi torce ad olio, fino a giungere ad un grande cancello, dove la loro guida si ferma dicendo che le sparizioni sono iniziate proprio da quel punto e che lui non li condurrà li dentro, dovranno vedersela da soli. Egli aspetterà il loro ritorno fuori dal cancello che terrà chiuso fino al loro ritorno.

Detto ciò i nostri si incamminano presso il lungo tunnel imbracciando le loro torce in quanto non è ben illuminato come gli scavi precedenti, anche il tunnel non è ben sistemato e lavorato e la roccia è visibilmente friabile, segno che chi ci stava lavorando ha ben deciso di non mettere più piede li dentro a causa delle misteriose sparizioni.
Dato che in quei tunnel è facile perdersi Aaron decide di segnare il percorso grazie a della vernice precedentemente chiesta al minatore, proseguendo trovano varie grotte con numerose stalattiti dove devono limitare al massimo i rumori, anche minimi, per evitare che qualcuna si stacchi precipitando sulle loro teste.

Il loro cammino procede senza trovare grandi indizi se non carrelli e picconi abbandonati su gallerie mai completamente scavate, e torce ad olio spente, quando improvvisamente il terreno cede sotto i loro piedi,  franando di qualche metro, e una volta rialzati davanti a loro si manifesta una grande bestia sotterranea, dalle fattezze di un enorme insetto, con grandi mascelle a pinza ed una robusta corazza.       



Tenshi senza indugiare carica sul mostro il quale intercetta il suo attacco bloccandolo con le sue potenti mandibole ma il monaco non si arresta e acrobaticamente si libera della morsa del nemico colpendolo con tutte le sue forze.

Pallnor imbracciato il suo fedele arco scaglia due frecce sulla bestia ma la sua corazza è spessa e le frecce non fermano la fame di morte che i nostri hanno acceso nel mostro il quale tenta di afferrare con i suoi artigli Akuma che nel frattempo si era avvicinato, ma il samurai si divincola dalla presa del mostro che si era abbassato per morderlo con le forti mandibole ed il samurai estratta rapidamente la sua katana decapita la bestia senza pietà.

Ucciso il mostro Tenshi si arrampica per tornare sul sentiero delle gallerie e calando una corda aiuta i compagni ad uscire dalla tana di quella creatura per proseguire le indagini, non possono essere stati rapiti da una cosa come quella, sarebbero rimasti indizi, evidentemente quello appena incontrato era un semplice abitatore delle grotte in cerca di un facile pasto.

Proseguendo giungono in una grande caverna, molto più grande di quelle trovate finora, con numerose colonne calcaree al suo interno, la grotta è vasta e molto scura e le semplici torce non bastano per illuminarla tutta quindi, approfittando della natura calcarea delle colonne Torque decide di illuminarne qualcuna con la sua magia bianca per illuminare meglio l’ambiente, ma mentre poggia la sua mano su di una colonna, una grande ragnatela magica cade dal soffitto intrappolando l’intero gruppo tranne Pallnor ed Aaron rimasti più indietro rispetto ai compagni.

Akuma e Tenshi riescono a divincolarsi dalla ragnatela quando un fulmine magico scagliato dall’ombra li colpisce.
I due fratelli, una volta rialzati aiutano Torque a divincolarsi dalla ragnatela permettendo al prete di illuminare le colonne limitrofe, la grotta si illumina meglio ma quella “cosa” che li ha colpiti di sorpresa si è nascosta negli angoli ancora bui della stanza, e dall’oscurità minaccia silenziosa i nostri che non sapendo dove colpire rimangono bersagli facili per i fulmini scagliati da quella misteriosa creatura.

Decidono così di correre fuori dalla grotta ed attendere che sia il mostro o qualunque cosa si annidi nell’ombra a seguirli in modo da poterlo sfidare nel tunnel dove è più difficile che possa nascondersi data la natura stretta del terreno di combattimento.

Usciti dalla grotta però un nuovo incantesimo colpisce i nostri, la luce delle lanterne e quella magica posta sullo scudo del chierico si affievoliscono improvvisamente immergendo i nostri in una profonda oscurità.
Allontanandosi verso l’entrata del tunnel un nuovo fulmine funesta il gruppo ma questa volta sia Aaron che Pallnor intravedono una figura nel buio, e prontamente i due arcieri scagliano rapidi ma le frecce trapassano la figura intravista come si trattasse di un’illusione.
I nostri si avvicinano a quella copia magica della creatura e denotano finalmente le fattezze di quell’essere, una vecchia conoscenza per Akuma, Tenshi e Torque, un temibile Drider, mezzo elfo oscuro mezzo ragno,  già affrontato tempo prima.




Ma quella era solo una copia magica, dovevano trovare l’originale ed ucciderlo.
Improvvisamente una freccia dall’oscurità colpisce di striscio Akuma, Tenshi però riesce a notare un dettaglio dell’arco della creatura che aveva appena mirato al fratello e senza indugi carica furioso il nemico ma riesce a colpire solo il buio, nel frattempo Aaron incocca una freccia dandole fuoco e mirando nella direzione in cui il monaco aveva intravisto il nemico sferra un’attacco quasi alla cieca che però va a segno colpendo per la prima volta il terribile Drider.

Rapidamente incocca una nuova freccia seguito anche da Pallnor ed Akuma, i tre bersagliano il nemico con una pioggia di frecce rendendo visibile quest’ultimo agli occhi del monaco il quale si avvicina al mostro colpendolo ripetutamente e strappandogli il cuore con le mani.
Una volta ucciso viene poi decapitato dal samurai come prova da mostrare ad Holaph di aver risolto il problema delle sparizioni nelle gallerie, in modo da poter tornare a scavare.
Nella grotta del Drider vengono rinvenuti i resti dei minatori scomparsi avvolti nei bozzoli secreti dal mostro.

Tornati in superficie i nostri raccontano il loro incontro con la bestia che rapiva i minatori nelle caverne e dei ritrovamenti umani nella grotta, Holaph, incredulo ringrazia di tutto cuore i nostri ai quali offre un passaggio su una carovana per dirigersi nella vicina Crowen, meta del loro viaggio, in modo da arrivarci prima e con meno rischi.

I nostri accettano ma prima di partire Akuma decide di visitare la più grande e fornita armeria della città nella quale, presentatosi al negoziante, mostra il progetto per lo scudo di mitrill rinvenuto nella grande biblioteca di SHAMBALA.

Il proprietario è stupito di vedere un progetto tanto accurato e i due si accordano per lo sviluppo di tale scudo forgiato con il metallo richiesto, il mitrill, leggero e resistente, e inoltre rimangono d’accordo per il pagamento anticipato di 8000 monete d’oro per poter poi ritirare il prodotto finito dopo circa un mese necessario per la forgiatura.
Nel frattempo, prima di partire anche Aaron e Pallnor notano qualcosa di interessante nella fornitissima armeria,  delle frecce forgiate con il potere del ghiaccio ed altre con quello dei fulmini, prendendo così due faretre di ogni tipo.

Salutato l’armaiolo e datosi appuntamento una volta ultimato lo scudo i nostri si dirigono in superficie dopo Holaph li attende con la carovana che aveva loro promesso che li condurrà alle porte di CROWEN. 


martedì 13 settembre 2016

L'avamposto perduto

Una volta fuori dalla grotta dello stregone, trovatisi sul sentiero per la destinazione finale CROWEN, il gruppo prosegue il suo cammino lungo il passo della montagna, il passaggio per la caverna ha dimezzato notevolmente il tragitto e il paesaggio da ghiacciato e nevoso che era si andava lentamente diradando dalla neve e dalla boscaglia fungina.

Proseguono passo dopo passo in quelle terre selvagge e inospitali fino a giungere in una sorta di radura, dove la vegetazione è sempre più rada e il vento solleva fastidiosa la polvere delle rocce frantumate.
Decidono di accamparsi nascosti da quella poca vegetazione residua prima di percorrere quella lunga distesa desertica.

Una volta svegli riprendono la marcia in quella landa desolata e ventosa, camminano per qualche centinaio di metri quando Tenshi, il monaco, sente in lontananza un rumore di zoccoli che impattano sul terreno a gran velocità e nella direzione del rumore vede alzarsi un grande polverone.

In pochi secondi quella massa, che sembrava in lontananza guerrieri a cavallo, raggiunge i nostri, accerchiandoli e manifestandosi non come semplici cavalieri bensì come uno squadrone di dieci centauri che minacciosi attaccano gli avventori di quelle lande desolate.





Quello che a vista sembra essere il capo dello squadrone, più grande degli altri e armati di due enormi falci, ordina ai suoi soldati di attaccare ed al nostro gruppo non rimane altra scelta di sfoderare le armi e prepararsi all’imminente scontro.

I centauri attaccano con una pioggia di lance sui nostri che prontamente vengono evitate da Tenshi e bloccate dal possente scudo di Torque per poi caricare a gran velocità.
Prontamente Pallnor incocca due frecce e le scaglia contro il capo dello squadrone che purtroppo si infrangono sulla spessa armatura del centauro, padre Torque a questo punto sfodera il suo potere magico riuscendo a controllare la mente del capo ed ordinargli di colpire i propri soldati con tutta la furia di cui è capace.

Nel frattempo i due fratelli Akuma e Tenshi lottano e uccidono le brutali creature che li hanno attaccati con colpi prodigiosi e fendenti letali di spada orientale.
Il grosso centauro capo una volta ripreso il controllo della propria mente nota il samurai che abilmente sta decimando il suo squadrone e si getta su di lui in una carica furiosa.
Lo scontro infuria senza esclusione di colpi, con gli arcieri Pallnor e Aaron che agilmente evitano gli attacchi nemici scagliando frecce di supporto sull intero campo di battaglia, distraendo e ferendo gravemente i nemici mentre Tenshi li colpisce a colpi di bastone ferrato ed arti marziali, quando un grande cono di fuoco colpisce alle spalle uno dei centauri bruciandolo vivo.

E’ lo stregone incontrato precedentemente nella caverna che evidentemente fuggito dalla furia dei centauri, e dall’intrusione dei nostri che cerca vendetta dei torti subiti nelle ultime ore, incendiando tutto quello che si muove davanti a lui.



( Hussam, lo stregone di fuoco )

Approfittando di tale distrazione Tenshi carica e uccide due centauri con una raffica di calci e pugni letali mentre Torque immobilizza mentalmente il capo dell’orda permettendo ad Akuma di trafiggerlo con la sua spada e ad Aaron e Pallnor di finirlo con una raffica di frecce.
.
 Eliminato il problema dei centauri rimane il problema dello stregone in cerca di fiammeggiante vendetta il quale continua a lanciare magie incendiarie su chiunque gli capiti a tiro, tutta quella magia di fuoco sprigionata nell’aria fa vibrare fortemente la katana magica di Akuma la quale sprigiona anch’essa il suo potere del fuoco che incontrollato ed imprevisto ferisce il samurai e Torque vicino.
E’ il momento di intervenire per evitare altri problemi e così Tenshi agilmente blocca corpo a corpo lo stregone di fuoco tentando di farlo ragionare e calmarlo.

Lo stregone furente lentamente si calma e si presenta come Hussam, dice di essere uno stregone di stirpe draconica fuggito dopo l’intrusione del gruppo nella sua grotta dove viveva e si esercitava alla magia del fuoco con i suoi elementali, l’intrusione è stata per lui un durissimo colpo in quanto per lui quelle grotte erano casa e quegli elementali erano suoi compagni da moltissimi anni.
I nostri spiegano che si sono ritrovati per caso in quelle grotte e che non sapevano della natura di quel luogo ed essendo stati attaccati dai guardiani delle pozze laviche hanno dovuto necessariamente combattere a loro volta.
Ma Hussam è molto adirato e chiede loro un indennizzo per il grande danno subito, in quelle grotte vi erano tomi molto antichi, pozioni e preparati.
Dopo un breve consulto di gruppo, i nostri offrono allo sventurato stregone di seguirli in quella missione e di dividere con lui i possibili guadagni ricavati dal viaggio per ammortizzare la sua perdita, a patto però che egli indossi l’anello del prigioniero, rinvenuto al castello degli amanti, il quale consente ad Akuma di sapere sempre le sue emozioni per verificarne la sincerità o la volontà di far loro del male.

Lo stregone accetta, malvolentieri, ma accetta non avendo più una casa e dei compagni decide di seguire i nostri nel loro viaggio verso la pericolosa CROWEN finchè non sarà rientrato del danno subito.
E così, rimessi in forze dalle cure di padre Torque e con un nuovo, inaspettato compagno il loro cammino riprende fino a giungere nei pressi di quello che sembra un rudimentale accampamento con delle baracche fatte di corteccia fungina e un rustico muro di protezione da cui spiccano due torrette di guardia.
Una volta nei pressi della struttura una freccia si pianta di fronte ai piedi del Ranger Pallnor in testa al gruppo il quale istintivamente estrae l’arco.


“FERMI!” “CHI SIETE?”


Una voce giunge dalla torretta di guardia, rivolta ai nostri, avvicinatisi all’insediamento.
Torque prende la parola presentandosi come prete dell’ordine di Pelor, in missione per la santa inquisizione, reduci dallo scontro con uno squadrone di centauri. Chiede asilo.
A queste parole lo spesso portone si apre consentendo ai nostri di entrare in quello che a vista risulta essere un insediamento umano in quelle terre inospitali.

Verso di loro avanza un uomo, si presenta come Rick, capo di quel piccolo insediamento, dice che sono tutti uomini e donne fuggiti dalla città di Crowen, dove vivere è diventato impossibile dato il comando assoluto della flotta di pirati di Jhon Roger, e per questo sono partiti con la speranza di formare una nuova cittadina lontano, ma il loro progetto è messo a dura prova da un grande clan di centauri che si trova in quelle terre i quali effettuano sempre più spesso raid contro il loro insediamento che rimane sempre più povero e a corto di uomini e risorse.
Rick offre loro cibo e alloggio per tutto il tempo necessario ma chiede anche aiuto, se i centauri non verranno sconfitti il loro sogno di costruire una città onesta dalle ceneri della corrotta Crowen finirà e loro ormai sono troppo a corto di uomini e mezzi per poter contrastare il capo del clan dei centauri.
Rick da loro una notte per pensare, una notte dove il gruppo si confronta e si riposa dalle fatiche del viaggio.

L’indomani, dopo essersi confrontati a lungo, i nostri decidono per aiutare Rick e il suo insediamento, sono persone oneste e disperate e per questo decidono di aiutarli nel loro progetto, L’uomo non ha parole per ringraziarli ed offre loro solo la promessa di essere sempre  i benvenuti in quella che sarà presto una nuova cittadina, Rick confida loro inoltre che il capo dei centauri ha sicuramente delle ricchezze nel suo accampamento in quanto quelle bestie sono dedite al saccheggio di molti villaggi nel territorio.
E così, recuperate le forze e fatte delle provviste, i nostri partono alla volta di una nuova avventura.

lunedì 23 maggio 2016

La principessa dei morti

Sconfitti i sicari della gilda del corvo i nostri sono in procinto di riprendere fiato quando dalla vegetazione un nuovo rumore di passi colpisce la loro attenzione, questa volta è Mertul però, il druido che li ha raggiunti in fretta avendoli sentiti in lontananza impegnati nella lotta.
Grazie alla sua magia naturale genera delle bacche ristoratrici per stabilizzare i compagni feriti.

Riposati e pronti per il viaggio si incamminano verso CROWEN non prima di aver raccontato al druido tutti i fatti scoperti a SHAMBALA, delle statuette magiche e della misteriosa città nel cielo, il druido il cui unico scopo è quello di annientare l’oscurità imposta al continente si illumina di speranza e determinazione per questa nuova, inaspettata, misteriosa avventura.

Dopo diversi giorni di cammino per l’impervia via di montagna, scelta rischiosa ma che gli avrebbe accorciato il cammino di molte settimane, il gruppo si imbatte in un piccolo villaggio di montagna, l’aspetto è molto rustico.
Mertul, trasformatosi in gufo ed Aaron nascosto fra la vegetazione con passo lento, si offrono per dare un’occhiata al luogo al fine di scoprire se vi siano pericoli in agguato.

Il posto sembra un comune villaggio di gente di montagna, poca gente in giro, case di legno di fungo, nulla degno di nota colpisce la loro attenzione.
Il resto del gruppo si fa avanti e vengono intercettati da un’uomo, tale Gerald, sindaco del paesino, che li accoglie e li conduce in taverna.

Una volta seduti al tavolo Torque domanda all’uomo se da quelle parti siano accaduti fatti strani o misteriosi.
Gerald risponde che il suo è un paese semplice, dove non succede mai nulla degno di nota, un luogo umile di lavoratori.
Da un paio di tavoli più in dietro un vecchietto ubriacone se la ride ed interviene nella conversazione, con fare di chi sa qualcosa, “Non ascoltate lui, ascoltate me, se mi offrite da bere vi racconto la verità su questo luogo” esordisce al gruppo per poi iniziare con il suo racconto:


“ Ora, voi vedete un paesino di montanari e potreste pensare che sia sempre stato così, ma vi sbagliate! Non siamo sempre stati dei luridi montanari bifolchi e ignoranti.
Un tempo, molti anni fa, qui vi era un piccolo regno, governato da una giovane principessa di nome Ferlina, una splendida giovane donna dai capelli rossi.
Purtroppo era tanto bella quanto curiosa e lesse segretamente tomi proibiti che corruppero il suo animo gentile e si macchiò di indicibili atrocità.
Esperimenti sui cadaveri, straziava le carni dei defunti depredando i cimiteri, e quando i cadaveri non erano sufficienti cominciò a procurarsi da se la materia prima uccidendo i vivi.
Venne maledetta e rinchiusa in una cripta proprio fra queste montagne insieme a tutti i suoi tesori.
Si dice che il suo spirito passeggi ancora fra questi boschi, e dove ella posi il suo sguardo la terra marcisce e se ti guarda negli occhi ti tramuta in pietra per sempre.”

Alle parole del vecchio seguirono le risate di scherno del sindaco e dell’oste, i quali considerano quelle parole solo folli racconti di un vecchio ubriacone che passa le sue giornate in taverna.

Ma il vecchio continua affermando che il sentiero appena fuori il paese conduce in quello che si crede essere il sepolcro di Ferlina.

Il gruppo però, mosso dalla curiosità, chiedendo aiuto ad uno dei cacciatori del paese chiede di poter vedere quel sentiero di cui aveva parlato il vecchio e durante il tragitto porre anche qualche domanda al cacciatore.
Egli non crede alle parole del vecchio, sminuendo le sue parole in semplice leggenda locale, ma afferma che effettivamente qualche persona pietrificata si trova davvero in quei boschi di caccia. Ma, secondo l’uomo si tratterebbe di basilischi in cerca di prede.

Durante il cammino il gruppo trova una statua di quello che sembra essere un cacciatore a giudicare dai, seppur pietrificati, vestiti. La curiosità è molta per questa strana vicenda e decidono di addentrarsi ancor più nel sentiero nella strada che il cacciatore ha indicato portare fino a delle grotte molto antiche.

Dopo circa due ore di cammino si trovano davanti all’entrata di una grande grotta che sembra scendere di molti metri sotto il livello del suolo, decine di rampicanti sono cresciute su quelle pareti rocciose che sono diventate abitazione anche di un abbondante numero di insetti e uccelli.

Entrando ed illuminando con le torce e la luce magica di Torque sembra essere un normale corridoio roccioso di una caverna, quando addentrandosi maggiormente scoprono quella che sembra essere una scalinata che conduce ad un livello inferiore.
Cosa anomala per una comune grotta naturale, decidono di proseguire con la massima cautela, quella grotta evidentemente nasconde qualcosa.

In fondo alla scalinata una porta colpisce la loro attenzione ed una strana aura malvagia colpisce i sensi di Torque.




Entrano con cautela con Tenshi in testa al gruppo, aperta la porta un forte odore di putrefazione colpisce l’olfatto del gruppo, qualcosa è morto da quelle parti in modo atroce, pochi passi in entrata ed il terreno marcio cede e così Tenshi, Akuma, Torque ed Aaron cadono di qualche metro in un fosso di terreno putrescente.
Mertul e Pallnor aiutano i compagni a risalire con l’ausilio di corde spesse.

Una volta con i piedi saldi a terra osservano ciò che li circonda, un’ampia stanza vuota e maleodorante con delle grate sul fondo che chiudono un passaggio e due corridoio sulle pareti laterali.
La porta dietro di loro (ovviamente) non sembra essere intenzionata a riaprirsi una volta chiusa ed i nostri eroi si trovano vittime della curiosità e decidono di indagare sul luogo per capirne gli oscuri segreti e trovare un modo per tornare al villaggio.

Aaron da prova della propria maestria con le mani aprendo senza difficoltà la serratura della grata in fondo la stanza ma per timore di ciò che potrebbe uscire dai corridoi laterali e coglierli di spalle i nostri decidono di cominciare la loro esplorazione proprio dai lati della struttura incamminandosi nel corridoio di destra.

Dopo qualche decina di metri di cammino il corridoio si apre ad una vasta stanza nella quale vi è un forte odore di cadaveri ed un vasto colonnato, in fondo si riesce a scorgere una porta e la strada sembra proseguire.
Si incamminano verso la porta quando tutto intorno a loro dei versi animaleschi e grida inumane colpiscono la loro attenzione facendoli sobbalzare.

Dalle colonne e dalle pareti un gran numero di terribili esseri non morti si avvicina al gruppo da ogni lato, sono dei piccoli esseri di statura ricurva con unghie e denti lunghi e affilati e la puzza di putrefazione li accompagna nelle grida.     



I nostri sono accerchiati e l’unica via di fuga è estrarre le armi e prepararsi allo scontro.

Subito Pallnor prende l’iniziativa scagliando una freccia precisa che colpisce in testa uno dei mostri uccidendolo sul colpo, segue l’arco di Aaron e la spada di Akuma che ne uccide due incalzando sui nemici con fendenti precisi.
Torque invece tramite la sua potente magia bianca prende il controllo mentale di due di loro costringendoli a scagliarsi contro i non morti compagni.
Lo scontro si rivela meno faticoso del previsto ma Akuma avverte un senso di indebolimento causato dalle carni putrefatte dei nemici, decide così di optare per un’arma da impatto piuttosto che la sua Katana tagliente riducendo gli schizzi di sangue marcio, estrae così il Kanabò che si fece forgiare nella città di SERAFIN.

Ucciso l’ultimo nemico proseguono verso la porta in fondo alla stanza.
Quel luogo è sorprendentemente vasto, una miriade di cunicoli e porte si rivelano ad ogni svincolo, e le minacce sembrano appena iniziate.
Aaron tentando di aprire una porta viene colpito da una freccia che lo colpisce di striscio causando una ferita che inizia immediatamente a bruciare causando grande dolore al nuovo compagno.
Torque riconoscere essere l’effetto di un acido che evidentemente si trovava sulla punta della freccia e ristabilizza il compagno scassinatore con un unguento benefico.
Una volta scattata la trappola possono esplorare quella stanza che all’apparenza contiene solo ciarpame marcio ma se quella trappola si trovava li qualcosa stava custodendo.
Una ricerca più approfondita rivela il misterioso tesoro, un piccolo barattolo con un unguento di colore nero e due pozioni.
Il chierico riconosce quelle pozioni essere molto benefiche e quell’unguento avere un grande potenziale curativo ma non sa bene per cosa può essere utilizzato, non mancherà occasione di testarne gli effetti.

Proseguendo un’altra stanza viene scoperta con quattro sarcofagi alle quattro estremità principali.
Torque manda avanti le due creature di cui aveva preso il controllo poco prima ma al loro passaggio nessun meccanismo scatta e decidono di proseguire, ma non era una trappola a meccanismo ma qualcosa di più ossuto.

Dai sarcofagi infatti si ergono quattro enormi scheletri armati di grande spada a due mani non appena i nostri furono entrati, evidentemente hanno percepito una presenza viva che con le creature controllate dal chierico non era avvenuto.



Gli enormi scheletri attaccano il gruppo colto alla sprovvista, uno di loro colpisce con la sua enorme spada il samurai Akuma che, purtroppo per lui, perde la falange di un dito, cosa che non lo abbatte ma lo riempie di una furia vendicativa.
Ma la prima mossa è del fratello Tenshi che carica violentemente uno dei nemici distruggendone lo scheletrico corpo all’impatto con la sua mazza ferrata.
Akuma reagisce uccidendone un altro impattando il suo Kanabo sul teschio del nemico che gli ha amputato il dito.
Mertul sprigiona la sua magia con una grande sfera infuocata che colpisce uno degli scheletri distruggendolo, l’ultimo invece viene controllato nuovamente dalla magia di Torque.


Si prosegue, e ad ogni passo le parole del vecchio ubriacone sembrano sempre meno una leggenda di paese, quel luogo è pieno di insidie e pericoli.
Le stanze sono cosparse di resti umani e non, di lapidi le cui esalazioni causano capogiri e vertigini ai nostri eroi, ma imperterriti proseguono fra quel mare putrescente di arti e sangue.

Aaron durante il percorso si trova spesso a disinnescare congegni che sorprendentemente capta prima dei suoi compagni, non ricorda minimamente dove ha imparato ad aprire serrature o a disinnescare congegni nascosti ma quell’inaspettata abilità del nuovo membro si sta rivelando molto importante nella situazione in cui si trovano.

Man mano che vanno avanti una cosa colpisce l’attenzione di Aaron oramai promosso apripista del gruppo; una stanza apparentemente spoglia salvo un grande forziere al suo interno verso la parete più interna.
Il gruppo si avvicina ed il giovane Aaron si appresta a scassinare anche quella serratura ma la sorpresa è amara ed il bottino si trasforma in una pericolosa bocca appiccicosa piena di denti affilati ed il povero Aaron ne rimane attaccato non riuscendo a liberarsi dalla presa del mostro.




( Sembrava un ricco tesoro ma...)


Pallnor scaglia istintivamente due frecce contro il nemico ma una colpisce di striscio Aaron intrappolato nella presa collosa del mostro, lo scassinatore è a rischio in quando il nemico non da segni di lasciarlo e gli attacchi dei compagni potrebbero colpirlo.
Akuma tenta di colpire il mimic con la sua arma da impatto ma il mostro si sposta all’ultimo ed il povero Aaron si ritrova vittima dell’attacco del samurai, svenendo il mostro lo lascia e velocemente riesce ad avvinghiare Tenshi il quale era in procinto di attaccarlo.

Akuma allora raccoglie tutta la sua concentrazione per sferrare un colpo preciso sul mostro sfiorando il fratello intrappolato ed uccidendo il nemico sul colpo liberando Tenshi con il quale scambia uno sguardo di intesa.

Ripresi i sensi dopo lo scontro Aaron e gli altri sono pronti per riprende il cammino in quel luogo maledetto quando una cosa colpisce la loro attenzione, Mertul il druido è sparito e nessuno si è accorto di quando e dove sia successo, è come se di punto in bianco egli fosse scomparso.
Il gruppo non sa cosa pensare, fino a poco fa era insieme a loro come è possibile che non si siano accorti della sua scomparsa?
che si fosse tramutato in gufo e sia scappato in solitaria? Non sarebbe stato da Mertul, qualcosa di sinistro deve essere capitato durante la distrazione dello scontro.

Decidono di proseguire il cammino ed indagare anche su questo nuovo mistero.

Giungono in prossimità di una stanza che sembra essere una vecchia biblioteca dove Aaron indagando a fondo trova una bacchetta che il chierico riconosce come curatrice di ferite. Al di la della biblioteca vi è una grata dalla quale si intravede una piccola colonnina sopra la quale è adagiato qualcosa ma con l’oscurità non si capisce bene, Tenshi apre il cancello per entrare ma appena apre la porta qualcosa tenta di afferrarlo, qualcosa di incorporeo, che lo trapassa dissanguandolo facendolo sentire molto spossato.


 

Quella cosa gronda sangue e si avvicina minacciosa al monaco ma viene intercettata dal fratello Akuma che, estratta la sua katana magica colpisce la nebbia vampirica dissolvendola in una nube sanguinolenta.

Sulla colonnina vi è una strana pietra, di colore verde smeraldo e di forma triangolare. Decidono di portarla con loro certi che la sua utilità gli sarebbe presto stata chiara.
Proseguono in quel dedalo di cunicoli fino a scoprire una nuova stanza con una colonna al suo interno.
Consci della precedente esperienza incaricano Aaron e la sua abilità di aprirla in modo molto discreto e silenzioso ma qualcosa li attende nella grande oscurità e non tarda a manifestarsi non appena la porta viene aperta.



Quell’enorme mano necrotica  balza su Aaron tentando di afferrarlo nella sua putrescente presa mortale ma Akuma e Tenshi intervengono in aiuto del nuovo compagno colpendo duramente la gigantesca mano e allontanandola.
Il grande scheletro comandato mentalmente da Torque colpisce il nemico lacerandone le putride carni ed un fiotto di sangue marcio colpisce Akuma e Torque i quali iniziano a vomitare convulsamente.
Tocca a Pallnor risolvere la situazione e alla precisione delle sue frecce rispedendo il nemico alla morte dalla quale si era risvegliata.
Nella stanza rinvengono una seconda pietra triangolare verde, identica a quella trovata nella stanza precedente.

Si prosegue cercando la serratura in grado di accogliere quelle misteriose pietre triangolari quando giungono ad una stanza con un barattolo nero nel centro come quello trovato da Torque all’inizio del loro percorso.
Ma Aaron capisce che c’è molto più di quando non si veda ad un primo sguardo.
Scova un meccanismo e decidono di mandare in esplorazione lo scheletro controllato dal chierico il quale appena arrivato in prossimità del barattolo nero viene dilaniato e distrutto da una miriade di lame di ghiaccio che sbucano rapide dalle pareti e dal pavimento.

Decidendo di non cercare inutili guai e proseguono il loro cammino giungendo di fronte ad un cancello attraverso il quale si intravede una colonna alla quale ormai sono abituati ed il guardiano della stanza non tarda ad arrivare annunciando la propria presenza con un intenso stridio assordante che disorienta e confonde Tenshi ed Aaron non appena il cancello venne aperto rendendoli preda della planata del temibile mostro al suo interno.




Akuma colpisce duramente l’enorme pipistrello mentre Pallnor simultaneamente lo centra con una freccia ma la bestia si rivolta sul ranger mordendolo, la ferita brucia e Pallnor avverte quasi da subito alzarsi la temperatura corporea ma risponde prontamente caricando il suo arco con due frecce che si rivelano letali per il nemico centrandolo in mezzo agli occhi.

La febbre inizia a salire ed il ranger avverte capogiro e debolezza crescenti ma non demorde e nella stanza trovano una terza pietra triangolare identica a quelle trovate in precedenza.

Il loro cammino prosegue e si addentrano sempre più nella caverna, l’aria è sempre più fredda e putrida, si ritrovano in quella che sembra essere una catacomba umida e maleodorante.

Una volta addentrati vengono però attaccati nuovamente dalle immonde creature che infestano quei luoghi.
Questa volta un’orda di scheletri di vario genere si manifestano dalle aperture e lapidi di quel luogo.
  



Questa volta sono in svantaggio numerico ed il chierico non riesce più ad utilizzare le sue abilità magiche per controllare il nemico in quanto ha sfruttato molto le sue doti da quando sono entrati in quel luogo maledetto.
Si deve combattere ed il primo a prendere l’iniziativa è Akuma che si scaglia sui nemici impattando con la sua arma incalzando furioso.
Segue suo fratello Tenshi con una raffica di colpi alternati di bastone ed arti marziali supportati dalle frecce di Aaron e Pallnor nelle retrovie.
L’orda di scheletri è tenace e nonostante il combattimento volga a favore dei nostri essi non ne escono comunque illesi e le ferite e la stanchezza si fanno sempre più intense.
Ma il loro calvario non è ancora finito in quanto quel corridoio delle catacombe non ha esaurito le sorprese a loro riservate e dopo lo scontro proseguendo di qualche passo una grande scarica elettrica attraversa tutto il pavimento umido causando numerosi danni all’intero gruppo.


Riprese un momento le forze ed il fiato notano che quel corridoio conduce ad una stanza molto ampia, nella speranza di trovare una via d’uscita da quell incubo si addentrano in quel dedalo di tombe e cadaveri mutilati.
Al centro della stanza vi è un trono, non si vede bene sembra esserci una figura quando proprio da quella direzione giunge una freccia contro gli avventori che fortunatamente viene deviata dal monaco ed una voce, grottesca di donna, o quello che un tempo fu una donna si levò tetra nell’oscurità.

“INTRUSI!”  “SERVITORI, PRENDETILI!”

Dalle loro spalle un gruppo di scheletri armati di grandi spade si fece avanti minaccioso e la donna si mostrò.




( Ferlina, la negromante )

Dalla descrizione della leggenda narrata dal vecchio, sembrerebbe proprio essere Ferlina, la principessa negromante della quale non si conosceva il rifugio/tomba.

Senza indugiare nelle presentazioni Pallnor incocca una freccia esplosiva di quelle costruite presso l’alchimista di SERAFIN e la scaglia sulla negromante che esplode ma non abbastanza da riportarla alla morte ed ella ridendo selvaggiamente risponde alle frecce scagliando dal suo arco sul gruppo.

Akuma, Tenshi e Torque intanto sono impegnati a divincolarsi dall’orda di servitori scheletri di Ferlina mentre Aaron va in supporto del ranger nella guerra a distanza fatta di arco e frecce contro la terribile principessa dei morti.

Tenshi liberatosi dagli scheletri carica su Ferlina saltando acrobaticamente e colpendola con il ginocchio ma lei liberatasi dell’arco ed impugnata la sua grande spada ingaggia il monaco in un combattimento dal quale subisce numerosi danni.

 Akuma corre in aiuto del fratello insieme al chierico ma la negromante non ha ancora giocato tutte le sue carte e lo dimostra volgendo un abbagliante sguardo verso Torque che rimane pietrificato.
Akuma prende in mano la situazione ingaggiando un combattimento testa a testa con Ferlina che risponde colpo su colpo agli attacchi del samurai ma il guerriero non demorde e concentrando tutta la sua forza in un ultimo attacco preciso che restituisce alla morte colei che da secoli tentava di sfuggirne.
Ferlina con un’ultimo alito di vita minaccia il gruppo dicendo loro che la loro morte è vicina e che la fine sarà determinata dal suo mortale anatema.

A queste parole il suo cadavere si polverizzò e ripreso fiato il samurai riesce a riportare alla vita il chierico rimasto pietrificato utilizzando l’unguento nero ritrovato diverse ore prima.

Giusto il tempo di ristabilire un poco le ferite del terribile scontro che analizzando meglio la stanza  trovano una porta con tre fessure triangolari come serratura, inseriscono le pietre trovate in precedenza ed il meccanismo della porta scatta facendola aprire.
Davanti ai loro occhi una stanza molto ampia, con tavoli e sedie di legno marcio distrutte in mille pezzi sparsi per tutta l’area del luogo, in fondo alla grande stanza una porta, sembra essere la fine di quel terribile incubo ma il destino decide che non è ancora il momento per riposare quando l’incubo ricomincia.
Un enorme costrutto si erge, un gigante di arti e parti di cadaveri, senz’anima ma con una fame di morte senza paragoni inizia una folle corsa verso di loro caricandoli. L’anatema di Ferlina si manifestò in tutta la sua mortale furia.

  


La sua carica si infrange su Torque ed Akuma che colpiscono il nemico in un’ultima azione disperata ma non resistono ai suoi colpi finendo a terra esausti e gravemente feriti.
Tenshi ingaggia una lotta con l’enorme zombie schivando i suoi colpi con la sua agilità e caricando un ultimo colpo letale supportato da una pioggia di frecce scagliate da Aaron e Pallnor, colpisce la putrescente testa del nemico distruggendola nell’ultima azione combinata dei tre compagni rimasti in piedi.


E’ il momento di utilizzare tutto l’armamentario curativo del chierico, pozioni e bacchette ristorano quel poco che basta tutti per riuscire a rimettersi in piedi e scoprire ciò che l’abominio stava difendendo.
In fondo alla stanza vi sono tre bauli contenenti una faretra di frecce che Torque riconosce essere magiche, duemila monete d’oro ed un anello.
L’anello emana un sentore magico ed Akuma lo indossa per testarne gli effetti.
Subito si sente più ristorato, la fame e la sete sono svanite, decide di tenerlo al dito, anche perché tentando di toglierlo esso non viene via.
Per il momento però sembra essere positivo, Torque lo riconosce come un anello magico del sostentamento.

Oltre la stanza con i bauli vi è un corridoio che conduce direttamente alla stanza principale da dove sono entrati e finalmente la grande porta si apre permettendo loro di uscire da quel luogo maledetto e dall’incubo appena vissuto.
Ed una volta fuori crogiolarsi dell’aria fresca del bosco di funghi, scampati nuovamente alla morte.