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venerdì 2 dicembre 2016

Il re dei pirati

Dopo qualche giorno di viaggio, durante il quale Aaron ne ha approfittato per confezionare un travestimento da donna al fine di non farsi riconoscere in quel di CROWEN (non sapendo se fosse li il benvenuto oppure se sulla sua testa pendesse una taglia) gradualmente l’aria intorno si fece più fresca e l’odore di salsedine presto divenne riconoscibile. Erano giunti a CROWEN, la pericolosa città dei pirati.


Ai bordi del grande, ed unico a quanto pare, ingresso cittadino guardie armate sorvegliano chi entra e chi esce e sulle mura che confinano la città sventola ovunque la bandiera con il kraken, stemma del pirata Jhon Roger detto lo sparviero, re della città.
Decidono di entrare una volta scesi dalla carovana che li aveva trasportati fin li,  ma una volta vicini all’ingresso vengono fermati dalle guardie.


“Chi siete? Per entrare in città vi è da pagare una tassa di 1000 monete d’oro a testa, eccetto il prete, per lui l’accesso alla città non è consentito”


Disse categorica la guardia. La situazione non partiva benissimo per i nostri ma almeno il travestimento di Aaron sembrava stesse funzionando.
Inutili i tentativi di contrattare con la guardia che nel frattempo aveva chiamato anche altri due soldati, e quindi i nostri decidono di tornare sui loro passi per elaborare una strategia.

Controllando un pò in giro però non trovano un’entrata secondaria, e le mura sono troppo alte e prive di sporgenze per tentare di scalarle, decidono quindi per il pagamento della tassa, in fondo ciò che cercavano li valeva sicuramente più del dazio richiesto, ma tentarono lo stesso di negoziare sul prezzo di entrata, attesero il cambio della guardia e, celati i vessilli di Pelor di padre Torque, entrarono a gruppi di tre fingendosi mercanti o semplici viandanti e riuscendo a tirare sul prezzo risparmiando qualche moneta.

Una volta dentro la città Aaron, parlando sottovoce per non smascherarsi, dice loro che la città è divisa in quattro rioni principali, la zona che interessa loro è quella della piratessa Shae Violet, la quale ha sede nella zona dei bordelli e delle case chiuse, se è vero che la statuetta è stata rubata dal lei, è li che devono recarsi.

 La città è piena di pirati e facce poco raccomandabili, rum scorre a fiumi e fra una scazzottata ed una rissa i nostri giungono nel rione del piacere, cercando informazioni circa la situazione attuale della città, dopo il tentativo di sommossa da parte di Shae e del pirata David Bright, il quale venne scoperto da Aaron, rimasto fedele al capitano Rogers, ma sul quale riuscirono a far ricadere la colpa del tentato ammutinamento.

Entrarono in una taverna/bordello al fine di carpire qualche informazione ed eventualmente elaborare una strategia.
Presero una stanza e salirono ma nemmeno il tempo di iniziare una pianificazione che alla porta una donna prese a bussare con insistenza, dicendo che delle persone al piano di sotto chiedevano di loro.
A quanto pare qualche uccellino della città li aveva notati.
Una volta al piano di sotto notano circa 20 persone ad attenderli, dall’aspetto piuttosto losche armate di arco e frecce comandate, sembra, da una figura incappucciata che li intima di seguirli, con le buone o con le cattive.

Non avendo scelta i nostri si incamminano con quei figuri appena conosciuti che li conducono in un’enorme e fastosa casa di piacere, donne e seta in ogni dove, arazzi e tappeti dominano l’arredamento il tutto corredato da una generosa dose di oro e pietre preziose, li conducono al piano di sopra fino a giungere davanti una porta dove l’incappucciato prende Aaron e lo conduce dentro la stanza, solo loro due entrarono.
Nella stanza una voce femminile da il benvenuto al pirata Aaron, chiedendo il motivo di tale travestimento, informandosi se non avesse cambiato i suoi “gusti” dall’ultima volta che si incontrarono.
Aaron riconobbe la bellissima Shae Violet, piratessa della flotta dello sparviero, alleatasi con David Bright per spodestare quest’ultimo nonché sua vecchia amante.



“Hai una bella faccia tosta a farti rivedere disse”




Nel frattempo l’incappucciato rivelò la sua identità, anch’essa una donna bellissima, con occhi e capelli blu, era Frida, la guardia del corpo di Shae.

Aaron e Shae parlarono a lungo, lei confida di voler proseguire l’alleanza con il pirata David Bright per spodestare lo sparviero dal suo trono ma che subito dopo intende liberarsi anche di lui in modo da divenire l’incontrastata regina di CROWEN.

Il suo unico dubbio è se Aaron, suo vecchio amante, fosse dalla sua parte in questa trama di intrighi e tradimenti, dato che l’ultimo ammutinamento fallì proprio per causa sua.
Aaron ovviamente, anche per salvare la testa dal cappio, sul momento giurò fedeltà alla causa della piratessa, ma in cuor suo, per quanto l’avesse amata, sapeva cosa fare, la fedeltà verso Jhon Roger, lo sparviero, era più forte del sentimento verso la donna.

Accordatisi per far fuori lo sparviero alla riunione dei capitani delle varie flotte che si sarebbe tenuta alla residenza del capitano Roger il giorno seguente, Shae fa condurre Aaron ed il suo gruppo, nelle stanze della grande casa di piacere, dove trovarono ognuno ristoro e soddisfazione dopo mesi di viaggi e battaglie.

Il giorno seguente, vennero convocati verso la villa dello sparviero, Aaron fece il suo ritorno dal sue vecchio capitano ed una volta di fronte l’entrata della grande sala delle riunioni entrò accompagnato solo da Akuma il quale si spacciò per guardia del corpo del pirata.

La stanza era larga e maestosa, sulla parete centrale il grande stemma con il Kraken del capitano Roger sovrastava l’arredamento, ed una poltrona su cui poggiava un uomo destò l’attenzione dei due.
Era una figura buia e fiera allo stesso tempo, un uomo alto e robusto, con barba e baffi fitti ed una benda sull’occhio destro, un mantello nero copriva le sue spalle quando accolse i membri della sua ciurma ad avvicinarsi. 
Fra loro vi erano Shae Violet ed il pirata traditore David Bright, oltre che le rispettive guardie del corpo, ed un paio di capitani meno influenti della flotta anch’essi votati alla causa traditrice.



( Lo riconoscete? )


Il re dei pirati si alzò in tutta la sua possenza, e guardando i suoi capitani di flotta disse loro:



“Bene, ci siete tutti, anche tu, Aaron, sappiate che so bene del vostro tentativo di ammutinamento e so bene anche ci siano i veri responsabili, quindi ora vi chiedo, intendete arrendervi e deporre le armi o preferite morire subito?”



Disse rivolgendosi a Shae e David Bright.

La piratessa lanciò uno sguardo di intesa ad Aaron mentre estraeva la spada ma quest’ultimo non ricambiò tale sguardo, sia Aaron che Akuma infatti rimasero immobili, con le armi ben al loro posto e non appena i due pirati traditori ebbero estratto lo loro finalmente il capitano Roger, comprese bene le due fazioni nella stanza, fece la sua mossa.

Estrasse due spadoni che impugnava saldamente e con uno scatto quasi impercettibile li piantò nella schiena della guardia del corpo di Shae e David, per poi rivolgere l’attacco sui suoi ex capitani di flotta.
Inutile il tentativo di resistere, il re dei pirati dimostrò di essersi meritato il titolo per il quale stava lottando, le sue mosse erano fluide e letali, una velocità ed una precisione nei colpi che lasciarono Akuma sbalordito e incredulo.

Il capitano Roger stava uccidendo uno per uno i traditori che si erano presentati nella sua casa senza che essi potessero fare nulla per impedirlo. Il sangue macchiava il tappeto e i presenti non fecero in tempo nemmeno ad urlare e, uno ad uno, nel giro di pochi secondi assaggiarono la spada del capitano, anche David Bright il quale inutilmente tentò una fuga disperata, ma anch’egli trovo solo la morte quel giorno.

L’unica a non morire, quel giorno, fu Shae Violet, la quale si arrese e venne condotta nelle celle per essere, molto probabilente, impiccata il giorno seguente.

Fatta condurre la piratessa nelle prigioni il capitano Roger si rivolse verso Aaron, riconoscendo in lui un fedele alleato che non lo ha mai tradito, nemmeno quando la sua donna aveva organizzato e tramato alle sue spalle, egli gli è sempre rimasto fedele. Il capitano offre così al suo fedele Aaron la possibilità di prendere uno dei magnifici tesori che Shae tiene nel suo sotterraneo, proprio sotto il suo palazzo del piacere.

Il giovane pirata si informa circa la presenza di qualcosa raffigurante una statuetta di donna, ma il capitano non sa bene quali ricchezze vi siano li sotto, ma se è la statuetta che stanno cercando possono prenderla ma devono sbrigarsi in quanto ha già mandato i suoi scagnozzi a depredare le ricchezze della traditrice.

Prima di dirigersi nei sotterranei però, Akuma, rimasto affascinato dalla grande abilità del capitano Rogers, chiede a quest’ultimo se fosse possibile apprendere da lui qualche tecnica di combattimento. Lo sparviero accetta la proposta del samurai e fa uscire tutti dalla grande sala rimanendo a tu per tu con il guerriero.


“Fammi vedere cosa sai fare, ragazzo”


Disse lui ed Akuma si scagliò deciso sull’avversario estraendo la spada e cercando il momento giusto per colpire, dopo uno scambio fra i due il samurai tenta l’affondo con la sua katana ma il pirata schivò con una rapidità mai vista e senza che il guerriero se ne accorse estrasse una delle sue spade e poi.. fu buio.

Akuma rinvenne dopo qualche minuto circondato dai compagni e dallo sparviero ridente in un angolo.


“Hai molto da imparare ancora, ragazzo. Torna da me fra qualche anno”


Disse rivolgendosi al samurai sorretto dal fratello Tenshi. Akuma promise che si sarebbero rincontrati e quella volta l’esito sarebbe stato differente, e con queste parole i nostri avventurieri si incamminarono verso il sotterraneo di Shae, alla ricerca della magica statuetta.

Giunti nei pressi del palazzo i nostri entrarono e videro che gli uomini del capitano si erano già messi in azione per razziare i tesori della piratessa e condurre i suoi fedelissimi nelle prigioni.
Ovviamente i nostri passarono senza problemi i controlli in quanto il volere del capitano (di concedere loro uno dei tesori del sotterraneo) era stato prontamente comunicato alle guardie che vigilavano sui “lavori” della ciurma dello sparviero.


Una volta dentro i nostri trovarono con facilità l’ingresso del sotterraneo, indicatogli dalle guardie, solo che era chiuso da uno spesso cancello di ferro nero.
Ma l’abilità di Aaron è ormai nota e la serratura non fece troppi capircci ad aprirsi, e spalancate le porte per i nostri inizia la ricerca.
Torque avverte subito una potente aura magica nell’aria, ma non un’aura benevola bensì di fuoco e caos.

Il cancello conduce lungo una larga grotta sotterranea illuminata bene da una fila di torce poste ai bordi del muro, la fila di torce segna quasi un percorso che conduce i nostri verso una grande sala, dove è molto forte l’aura magica, ed in fondo a questa sala intravedono un piccolo baule, la caverna è illuminata dalle torce poste ai bordi ma è vasta e l’orrore al suo interno si agita nel buio dell’alto soffitto.

Improvvisamente, non appena i nostri si avvicinarono di qualche passo verso il baule, un abominio enorme cadde dal cielo (si fa per dire) sopra di loro.
Una figura orribile e rivoltante si manifestò, come un enorme ragno con il corpo di donna, simile al drider già incontrato, ma di taglia estremamente più grande, e con un potere magico davvero forte, era infatti la creatura ad emanare quell’aura di caos e fiamme percepita dal chierico e dallo stregone. 






L’abominio sputò un getto di fiamme liquide sull’intero gruppo che non si aspettava tanto orrore tutto in una volta, evitate le fiamme gli arcieri Pallnor ed Aaron, incoccate le frecce di ghiaccio, iniziarono col bersagliare la bestia, che accusando il colpo, urlò di rabbia contro i nostri.

Una volta rialzati Tenshi ed Akuma caricarono insieme il nemico colpendolo ripetutamente a colpi di spada e colpi marziali poderosi, supportati dalla magia bianca di Torque che nel frattempo aveva lanciato un circolo di protezione dal caos sui suoi compagni.

Hussam, lo stregone, d’altro canto non poteva che rispondere con la stessa moneta, e caricatosi di fiammante magia scaglia una grande sfera di fuoco sulla creatura.
Ma l’abominevole mostro non ha ancora mostrato tutto il suo potenziale, in tutto quel tempo che ha subito gli attacchi dei nostri si era caricato di magia infernale fino al punto di rilasciarla improvvisamente con una grande esplosione che colpisce i due fratelli scaraventandoli lontano di diversi metri. Akuma finì nella pozza di lava incandescente subendo moltissimo da quell’attacco.
Tenshi corre in soccorso del fratello spingendolo via dalle fiamme e Torque accorse provvidenziale per curare le ustioni con il suo potere di guaritore.

Nel frattempo Hussam, rispondendo colpo su colpo, continua a sferrare sfere di fuoco al massimo della sua potenza sulla bestia che inizia ad accusare gli attacchi congiunti dei nostri eroi che concentrata sullo stregone lascia il tempo agli arcieri Pallnor ed Aaron, di prendere la mira con le loro frecce magiche di ghiaccio e centrarla in pieno volto, ponendo fine a quell’orrore.

Riprese le forze si avvicinano al baule e notano che sulla serratura è incisa una runa della magia del fuoco a protezione.

Aaron si mise così subito all’opera per aprirlo ma  la serratura è estremamente delicata e al primo errore la runa esplode in una fiammata colpendo in pieno il giovane pirata.
Ma Aaron non si arrende e affinata la precisione riesce a scassinare la serratura e quel che trovarono dentro li fece esplodere, di gioia però.

Una piccola statuina, con fattezze di donna era li, adagiata nel baule, che li attendeva. Ce l’avevano finalmente! 

venerdì 8 luglio 2016

Le grotte di magma

Il cammino dei nostri prosegue e man mano che vanno avanti la temperatura scende e la neve comincia a caratterizzare sempre più il paesaggio fino a quando il sentiero non conduce il gruppo ad un pericoloso strapiombo, impossibile da superare soprattutto con i cavalli e le pesanti armature di Akuma e Torque e difficile per gli altri dato lo spesso strato di ghiaccio che ricopre la roccia.
Sembra non esserci modo di oltrepassare la montagna quando Pallnor, con il suo attento occhio da ranger, scova un sentiero secondario più accessibile e riparato, nascosto dalla neve e dalla vegetazione.

Si decide per intraprendere la seconda via segnando il percorso sulla corteccia dei grandi funghi albero man mano che si procede in modo da ritrovare eventualmente la via principale qualora fosse necessario.
Poche decine di metri più avanti vi trovano l’ingresso di una grotta, la neve ed il vento sono ormai tali da non lasciare altra scelta al gruppo se non quella di avventurarsi all’interno della grotta per non morire assiderati.

La grotta è molto buia ed una volta dentro il gruppo accende subito le torce per valutarne la profondità.
Non vedendo la fine decidono di addentrarsi dentro essa per assicurarsi che possa essere un riparo sicuro e man mano che proseguono la grotta si rivela molto più grande delle loro stime iniziali.
Non sembra una semplice grotta ma un vero e proprio passaggio con bivi e sentieri secondari.
Il gruppo prosegue per quelle vie oscure addentrandosi sempre più fino a quando la temperatura inizia ad essere molto più calda, un caldo inaspettato, e l’aria sempre più pesante.
Giungono stupiti ai piedi di una pozza di magma naturale, ribollente, nella quale Tenshi, non pensandoci due volte decide di distruggere l’anello maledetto che era costato un dito al fratello.
Esso si distrusse senza troppe scene di esplosioni spettacolari o vagiti demoniaci come quasi tutti si aspettavano, e finì disciolto nel grande magma.

Decidono di proseguire, convinti che quella grotta nasconda molto più di una semplice ( si fa per dire ) pozza di magma ribollente.
Il mistero si fa più fitto quando, durante il loro cammino in quel dedalo di gallerie, trovano un grande portone di pietra con una strana incisione sopra. 





Decisi a risolvere l’enigma per venire a capo della natura di quella grotta si dirigono verso altri cunicoli intorno il grande portone di pietra, in modo da cercare indizi per risolvere quella bizzarra combinazione di numeri posta ad enigmatica serratura.
vagando per quegli oscuri pertugi si imbatterono presto in una nuova pozza di magma, ma questa volta non furono soli.
Dal magma ribollente infatti mentre i nostri avventori si avvicinarono, si levarono incandescenti tre esseri fatti interamente da fiamme vive, tre elementali di fuoco che alla vista degli intrusi attaccarono.



Uno dei tre elementali era più grande ed esso attaccò per primo seguito dagli altri due.
Subito Aaron imbracciato l’arco scaglia veloce sul più grosso dei tre mentre Akuma carica sugli altri seguito a braccio dal fratello Tenshi i quali iniziano uno scontro “flambè” con i nemici.
Akuma ne uccide subito uno mentre l’altro ferito dai colpi del monaco viene raggiunto a morte da una freccia del ranger.
Il samurai viene però raggiunto dai colpi dell’elementale più grande e così padre Torque corre in soccorso del compagno ferito gettandosi anch’egli nella mischia.
Tocca ad Aaron risolvere la situazione che, prendendo bene la mira, uccide il nemico con una freccia implacabile che colpisce esattamente al centro della testa infuocata dell’elementale il quale si disperde in tante fiammelle nel magma.

Ristabilizzati dalle ferite il gruppo prosegue per le oscure vie e cunicoli di quella misteriosa grotta sempre cercando indizi per l’enigma dietro la porta, ma fin ora la fortuna non è stata loro alleata.
Giunsero ad una nuova pozza di magma, molto più grande della precedente dove questa volta non vi erano degli elementali guardiani bensì la tana di una gigantesca idra di fuoco a sei teste che, svegliata dai nostri eroi, uscì furiosa dalla sua infuocata tana e feroce attaccò con tutta la sua ira sputando fiamme da tutte le sue teste.




Quella fiammata generale e inaspettata causò molti danni sull’intero gruppo che decise di sparpagliarsi e colpire dalla distanza con gli archi dato che la carica fisica era resa impossibile in quanto la bestia si trovava esattamente al centro della pozza lavica e quindi inarrivabile da attacchi fisici.

Iniziò così uno scontro dalla distanza con Aaron e Pallnor e Akuma che imbracciato l’arco tutti e tre cominciarono a scagliare frecce mirando alle numerose teste dell’idra, la quale rispondeva sputando fiamme con una furia implacabile.
Ma la pioggia di frecce non si arresta nemmeno quando Akuma viene sopraffatto dalla fiamme cadendo a terra esausto, e così Pallnor alla vista del compagno ferito affina ancor di più la sua mira letale scagliando una raffica di frecce che colpiscono ed uccidono il terribile mostro.
E’ il momento di Torque che ricorrendo alla sua magia bianca di Pelor cura le bruciature dei compagni rimettendoli in forze.

Improvvisamente Tenshi viene colto da un’intuizione circa l’enigma impresso sulla grande porta di pietra trovata precedentemente e certo di sapere come risolverlo si dirige velocemente insieme ai compagni sul sentiero che conduce ad essa.
Giunto sul posto il monaco trova una pietra e grattandola sulla parete riesce a scrivere la combinazione corretta, inserendo ogni numero nel corretto cerchio, ed una volta terminato un meccanismo scattò e la grande porta di pietra si aprì.

L’ingresso conduce ad una grande stanza, a prima vista sembra un laboratorio alchemico o di un mago, molti tomi e pozioni si trovano sparse sul grande tavolo e la libreria, vi sono anche provviste e ampolle ribollenti di strani fluidi.
Cercando trovano delle ampolle di fuoco alchemico che Pallnor non esita a riporre nel suo zaino, al fine di creare in futuro delle nuove frecce esplosive,  quando improvvisamente una voce profonda ed agghiacciante rompe il silenzio.

“CHI SIETE, LADRI!!” “VENITE AVANTI!”

Subito il gruppo si dirige verso il fondo della stanza per capire da chi o cosa provenisse quella voce e, oltrepassato lo studio, si trovarono nuovamente in una grotta in cui vi erano tre grandi pozze di magma e tre grandi elementali di fuoco ad attenderli, ma le sorprese non finirono li infatti dietro le pozze e gli elementali vi erano cinque figure, tutte uguali, di quello che all’apparenza sembra loro essere uno stregone di fuoco. 






Lo stregone si celava dietro le sue magiche copie rendendo impossibile determinare quale o quali fossero l’originale. 
Ma il tempo per rendersi conto della situazione è breve e lo stregone ( e le relative copie ) illuminandosi di un fuoco vivo incanalano energia scagliando una lancia di fuoco dritta sul monaco il quale agilmente riesce ad evitarla.

Nel frattempo Akuma e Torque ingaggiano il combattimento con gli elementali e vengono raggiunti da Tenshi scampato all’attacco dello stregone. 
Immancabili le frecce di supporto nelle retrovie di Pallnor ed Aaron il quale uccide l’elementale impegnato con Tenshi dando modo al monaco di correre in aiuto di Torque, anch’egli impegnato in battaglia. 
Akuma nel frattempo combatte con il terzo elementale quando viene colpito da una seconda lancia di fuoco scagliata dallo stregone, ma il samurai non demorde e nel fumo della battaglia riesce a sconfiggere l’elementale con il quale si trovava in combattimento per poi dirigere la sua spada verso lo stregone di fuoco il quale aiutato anche dalla confusione causata dalle sue copie versa dell’olio ai piedi del samurai e una scintilla generata dalle sue mani incendia l’olio che divampa su Akuma ustionandolo.
Nel frattempo Tenshi cade a terra colpito duramente dall’ultimo degli elementali che successivamente si dirige verso Aaron dando modo a Torque di correre dal monaco per curarne le ferite dando modo a quest’ultimo di rialzarsi e intercettare l’elementale ed ucciderlo con rabbia prima che colpisca i compagni arcieri.

Pallnor ed Aaron decidono così di rivolgere le loro frecce sullo stregone di fuoco e le sue copie, freccia dopo freccia le varie copie svaniscono in lievi fiammelle e si delinea quale fra i cinque sia l’originale.
Rimasti in tre la certezza la da Torque che grazie alla sua magia fa svanire le ultime due copie lasciando lo stregone solo contro l’intero gruppo.

Messo alle strette lo stregone lancia un’ incantesimo stordente su Tenshi e Torque e successivamente tenta la fuga da una piccola uscita posta alle sue spalle, ma il monaco ripresosi dallo stordimento si lancia all’inseguimento e braccato lo stregone tenta di bloccarlo ma quest’ultimo ha ancora un asso nella manica e lancia un raggio indebolente sul monaco costringendolo a fermare la sua avanzata. 
Nel frattempo Pallnor e Torque sono accordi da Akuma, il quale ha riportato serie ferite a causa del fuoco, e con l’ausilio di magia bianca e pozioni curative si apprestano a rimetterlo in forze. 



Lo stregone approfittando della situazione fugge imboccando un tunnel in fondo alla caverna, una volta riprese le forze lo stesso tunnel venne intrapreso anche dai nostri eroi i quali, percorrendolo si trovarono all’esterno, dall’altra parte del passo della montagna, sulla strada per proseguire il loro viaggio verso CROWEN.