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martedì 4 ottobre 2016

La storia di Aaron

Raccontato l’incontro extraplanare, il viaggio dei nostri eroi riprende alla volta dell’accampamento dei centauri seguendo le coordinate date loro da Rick, il capo dell’accampamento.

Dopo diverse ore di cammino presso oscuri sentieri si trovano davanti delle vecchie rovine di antichi templi ormai ridotti a cumuli di macerie dai secoli e dalle razzie dei centauri.
Dopo qualche momento di esplorazione il ranger Pallnor trova un sentiero seguendo delle tracce mentre Akuma nota che Torque, il prete, è immobile davanti ad un piccolo altare in rovina, immobile con gli occhi rigirati e bianchi, in trance di preghiera, e tutti i tentativi del samurai di svegliarlo da quella profonda concentrazione sono vani.

Decisi a lasciare Torque al suo momento di profonda concentrazione, consapevoli che li avrebbe presto raggiunti, decisero di incamminarsi nel frattempo presso il sentiero rinvenuto dal ranger.
Proseguendo lungo la strada si trovano ad un bivio quando Tenshi sembra notare qualcosa che si muove nell’ombra, mentre si avvicinano per capire di cosa si trattasse l’ombra, evidentemente accortasi di intrusi in avvicinamento, fugge ma viene raggiunta da una freccia di Aaron.
Una volta vicini la figura si delinea svelando le fattezze di un centauro che ferito grida, probabilmente aiuto, in una lingua sconosciuta e poi cerca di colpire i nostri ma viene freddato prima che potesse afferrare la sua arma.


Occultando il cadavere si prosegue lungo il sentiero quando Pallnor sente in lontananza un rumore di zoccoli in avvicinamento. Il gruppo decide così di spostarsi dalla strada centrale verso la vegetazione per nascondersi dalla luce delle lanterne e nascosti fra gli arbusti notano tre centauri, probabilmente accorsi al grido di aiuto del compagno ferito.




Aaron avvicinandosi furtivamente scaglia due frecce colpendo uno dei centauri al collo, uccidendolo sul colpo, mentre Pallnor sempre armato di arco ne ferisce un altro dando modo a Tenshi di caricare a sorpresa il nemico ferito uccidendolo.
L’ultimo centauro, rimasto solo, tenta una ritirata strategica ma viene ucciso da due frecce che si conficcano precise nella sua testa scagliate da Aaron, letale nel buio.
Akuma ed Hussam sentono nuovamente un rumore di zoccoli che sopraggiunge, questa volta i rinforzi sono più numerosi ed una batteria di sei centauri è presto sulle loro tracce, giunti nei pressi dei compagni morti si fermano e proprio in quel momento di esitazione da parte dei nemici colpisce la fredda mano di Aaron scoccando una freccia letale che uccide il più vicino mentre Tenshi, replicando l’attacco precedente, salta in direzione del nemico con una grande acrobazia, colpendolo con il ginocchio, spaccandogli il cranio e uccidendolo sul colpo.
Saltata la copertura del gruppo è il momento dei centauri di replicare all’attacco caricando su Tenshi ed Aaron con una furia smodata.

I due vengono colpiti duramente dalla carica dei nemici e cadono a terra,  anche Hussam, lo stregone, opta per uscire dalla vegetazione e una volta vicino ai nemici scaglia su di loro un grande cono infuocato, sprigionando il suo potere ed incenerendo senza pietà due centauri.
Aiutato il fratello a rialzarsi Akuma carica insieme al monaco su di un grosso centauro dando vita ad uno scambio di colpi dove la bestia rimane gravemente ferita e uccisa da un colpo di grazia scagliato dall’arco di Pallnor sopraggiunto in supporto ai compagni.
Gli ultimi due centauri accerchiano il samurai ma quest’ultimo, riuscendo ad evitare gli attacchi frontali dei nemici, impugnando saldamente la sua fedele katana li uccide entrambi con fendenti eleganti e precisi che non lasciano scampo al nemico.

Finito lo scontro il gruppo decide di proseguire rapidamente lungo il sentiero in quanto non sembra, per il momento, di sentire rumori di eventuali rinforzi nemici.
Il sentiero è impervio e la strada si alterna spesso con numerosi bivi e sentieri secondari, ma grazie all’orientamento del ranger, sembra che stiano procedendo nella direzione corretta.
Il percorso alterna fra bivi e piccoli spiazzi dove spesso i nostri sono costretti a combattere con piccoli gruppetti formati da tre/quattro centauri contro i quali non hanno grandi difficoltà, sfruttando spesso l’effetto sorpresa e le frecce degli arcieri,  quando ad un certo punto Pallnor sente un gran frastuono provenire da nord.
Proseguono fino ad imbattersi in una strana parete, formata interamente da rovi spinati, che chiude un lato del sentiero, qualcosa di quel muro spinato li spinge a sapere cosa ci sia dall’altra parte ed uno alla volta, facendo molta attenzione ed aiutandosi a vicenda riescono a scalare e ad attraversare quella trappola vegetale.
Una volta dall’altro lato della parete notano una sorta di vecchio rudere di pietra, alto all’incirca una dozzina di metri, lo spiazzo non sembra avere altre entrate se non attraversando la parete di rovi e dunque risulta essere il luogo migliore dove accamparsi per qualche ora per riprendere le forze dai numerosi combattimenti.
Decidono così di arrampicarsi in cima al vecchio rudere di pietra ma essendo una roccia piuttosto friabile l’arrampicata risulta estremamente difficile per i nostri, Hussam ricorre alle sue arti magiche lanciando un incantesimo temporaneo su Akuma il quale di colpo divenne molto più grande, aumentando di taglia rapidamente, il che consentì al samurai di arrampicarsi senza problemi e calare la corda per facilitare l’arrampicata ai suoi compagni per tornare alle sue dimensioni normali entro pochi minuti ( ma lo stupore nel guerriero, e non solo in lui, rimase per diverse ore ).

In cima al rudere di pietra rinvengono un piccolo forziere impolverato, Aaron sfoggiando la sua capacità di scassinare le serrature, già ampiamente brevettata in precedenti avventure, riesce senza problemi ad aprire il forziere trovando un mantello, all’apparenza un comune mantello ma analizzandolo Hussam ne percepisce una lieve aura magica, ad Aaron una volta indossato descrive una sensazione gradevole, come se si sentisse più fortunato.
Dopo diverse ore di riposo il gruppo è pronto a riprendere il cammino ma non prima di aver recuperato il loro compagno Torque.

Nel frattempo, all’inizio del sentiero, il giovane prete Torque si risveglia dalla sua trance mistica, notevolmente rinfrancato spiritualmente e fisicamente, ma nota di essere solo e che i compagni hanno già intrapreso il sentiero per l’accampamento nemico.
Decide di incamminarsi seguendo a stento le orme lasciate dai passi dei compagni quando si imbatte in un centauro, che vedendolo lo carica armandosi di lancia e pronto a scagliare l’attacco sul chierico.
Ma Torque immobilizza il nemico ricorrendo alla sue arti magiche e una volta bloccato lo uccide con il suo mazzuolo benedetto.

Poco dopo sente dei passi nella sua direzione e preparatosi al peggio si prepara all’attacco ma viene raggiunto dai suoi compagni attirati dal rumore e dall’aura magica captata da Hussam.
Aggiornato il chierico sugli ultimi eventi e messo al corrente dei numerosi nemici affrontati finora il gruppo prosegue verso nord, dove il giorno prima Pallnor aveva percepito un forte rumore.
Presto però giungono nei pressi di una radura dove vengono intercettati da un gruppo di quattro grossi centauri, più grandi di quelli affrontati in precedenza, i quali scagliano i loro giavellotti sui nostri che evitandoli si preparano all’imminente battaglia estraendo le armi.




I centauri caricano velocemente estraendo le loro armi, furiosi si dirigono verso i nostri galoppando.
Tenshi evita agilmente il colpo del nemico contrattaccando e dando fondo a tutto il suo ki interiore mentre Akuma, sfoderata la spada scaglia fendenti precisi.
Hussam decide di scaldare ancor più il combattimento sprigionando il fuoco dalle sue mani ardendo uno dei nemici che morente però riesce a colpirlo con la sua falce. I due arcieri convergono i loro archi su di un unico bersaglio trafiggendo il nemico da una pioggia di frecce mentre Torque riesce a comandare mentalmente uno dei nemici obbligandolo a deviare i suoi colpi sui propri compagni bestiali.
Rimasti due nemici Akuma si scaglia su uno di loro uccidendone uno con un colpo preciso alla gola uccidendolo sul colpo, fatto ciò si abbassò per lasciare campo libero al fratello Tenshi che con un’acrobazia era già saltato in direzione del nemico finendolo con una scarica di colpi.
Dalle loro spalle caricano altri tre nemici in supporto ma Hussam generando tre copie illusione di se stesso li confuse e mentre i nemici attaccavano le copie egli li incenerì con un raggio rovente.

Guarite le ferite dalla magia bianca di Torque si prosegue aiutati dal ranger e dal fiuto della sua lupa alla volta dello scontro finale, ormai erano vicini e volevano chiudere questa storia, giunti nei pressi dell’accampamento vero e proprio si trovarono lungo un sentiero ai cui lati si ergeva un colonnato in rovina, in fondo al sentiero una serie di grandi torce illuminavano un grande trono tribale dove vi era un enorme centauro, il più grande che avessero mai visto, che una volta captata la presenza di forestieri avventori tuonò loro che si trovavano al cospetto del grande capo DOMO, signore dei centauri di quelle terre, e che i suoi fedeli compagni li avrebbero uccisi e dati in pasto alle sue creature.
DOMO infatti ai lati del suo trono teneva incatenati due creature mostruose, mezze uomo e mezze toro che prontamente liberò verso i nostri eroi subito dopo aver dato il comando ai suoi gregari di catturare e portargli la testa dei nostri.





Il piccolo esercito di DOMO si getta galoppando alla carica mentre gli arcieri Aaron e Pallnor ne iniziano ad uccidere qualcuno in avvicinamento, scagliando frecce letali che colpiscono i nemici in punti vitali.
Vedendo i suoi in difficoltà anche DOMO decide di scendere in battaglia e si scaglia verso Akuma che nel frattempo stava lottando insieme al fratello Tenshi contro i due minotauri supportati nelle retrovie da Torque.
L’enorme centauro si erge maestoso sopra il samurai che non si lascia spaventare dal nemico, con il quale ingaggia un combattimento senza esclusione di colpi.





Nel frattempo Pallnor ed Aaron stanno decimando il piccolo esercito di centauri scagliando frecce senza risparmiarsi, quasi stessero facendo una gara a chi alla fine, ne avrebbe uccisi di più, Tenshi invece lotta supportato da Torque contro i minotauri  armati di possente ascia a due mani quando vengono accerchiati da tre nemici pronti per sferrare loro una raffica di giavellotti ma vengono anticipati dalle fiamme dello stregone che arde i nemici scagliando su di loro un potente cono di fiamme.
Akuma non risparmia i colpi sul possente DOMO ma la stanchezza e le numerose ferite cominciano a farsi sentire, anche il grosso centauro è visibilmente ferito dai continui colpi di spada del guerriero ma mentre si appresta a sferrare l’ultimo colpo su quest’ultimo una freccia del ranger lo raggiunge colpendolo in testa ed uccidendolo all’istante.

Morto il leader la maggior parte dei centauri fugge in tutte le direzioni mentre uno dei due minotauri carica furente sul ranger artefice del colpo fatale ma viene intercettato da una ginocchiata acrobatica del monaco a cui il nemico non riesce a resistere accasciandosi senza vita a terra.
Terminata la battaglia e uccisi tutti i nemici rimasti Torque accorre a curare le ferite dell’intero gruppo che ristabilito magicamente dal chierico si reca al grande trono tribale che viene, senza indugi, distrutto a colpi di spada da Akuma, sotto il trono vi è un forziere dove vengono rinvenuti circa diecimila pezzi d’oro, un sacchetto con delle gemme preziose, ed un lungo bastone d’avorio inciso.

Tornati al villaggio di Rick, al quale raccontarono la pericolosa avventura, rassicurato dal pericolo centauri, lasciarono all’uomo parte del ricavato del forziere per permettere a quella piccola comunità di crescere ed un giorno divenire un’importante villaggio in quelle terre selvagge.
La commozione dell’uomo non ebbe eguali e rifornì di cibo i nostri per il proseguo del loro viaggio.
Salutato Rick ed il suo avamposto per i nostri è tempo di rimettersi in viaggio verso CROWEN quando Aaron, ebbe da fare una confessione ai compagni circa il suo passato che affermava di non ricordare.


Compagni avventurieri ho un segreto da svelarvi. Non sono stato onesto nei vostri confronti per timore di un rifiuto, la mia vera storia e' un'altra. Non e' vero che ho perso la memoria, che non ricordo niente e che non so chi sia ne da dove venga, come al contrario e' assolutamente vero che io mi chiamo Aaron e venga proprio da Crowen, la citta' pirata in cui ci stiamo dirigendo.

Ritengo necessario ,per la mia e la vostra sopravvivenza ,dato che stiamo per dirigerci in quel buco infernale putrido e squallido, che voi sappiate che io sono, o meglio, ero...un pirata. Dovete sapere che a Crowen ci sono tre fazioni di pirati che combattono l'una al fianco dell' altra e lo hanno sempre fatto, almeno da quando i miei avi mi narrano, e a capo di queste fazioni vi e' il re dei pirati soprannominato LO SPARVIERO!!. 
Io viaggiavo e combattevo nella 3 flotta di crowen nella quale capitanava lo spietato David Bright

Per puro caso trovatomi sul ponte a controllare la situazione della nave passai vicino la sua cabina dove lo sentii vociferare e complottare contro lo sparviero per usurpare il suo trono da re ucciderlo e diventare cosi lui stesso re dei pirati.

Purtroppo pero' venni sorpreso ad origliare e quello che avevo sentito non sarebbe potuto uscire da quel contesto. Cosi venni accusato di ammutinamento e condannato a morte. Ma per mia fortuna i mio assassino o per meglio dire quello che avrebbe dovuto esserlo non era cosi abile e sveglio, e non avendo fatto bene il nodo delle corde che usarono per legarmi e buttarmi giu' dal ponte riuscii' a slegarmi e a fuggire.

Loro credono che io sia morto ma se qualcuno dovesse riconoscermi sarebbero guai amari. 
Ora spero che questa rivelazione non vi porti a lasciarmi solo e ad abbandonarmi al mio destino. Anzi, spero di poter continuare a viaggiare con voi e ad aiutarvi nella causa che state perorando."



Comprese le ragioni che portarono Aaron a mentire circa le sue reali origini il gruppo decise di tenere il giovane pirata con se, probabilmente era utile recarsi in quella terribile città con qualcuno che sapesse muoversi nei suoi meandri e così il viaggio riprese alla volta della città dei pirati alla ricerca della preziosa statuetta con fattezze di donna dal potere magico descritta da Muradin.





martedì 13 settembre 2016

L'avamposto perduto

Una volta fuori dalla grotta dello stregone, trovatisi sul sentiero per la destinazione finale CROWEN, il gruppo prosegue il suo cammino lungo il passo della montagna, il passaggio per la caverna ha dimezzato notevolmente il tragitto e il paesaggio da ghiacciato e nevoso che era si andava lentamente diradando dalla neve e dalla boscaglia fungina.

Proseguono passo dopo passo in quelle terre selvagge e inospitali fino a giungere in una sorta di radura, dove la vegetazione è sempre più rada e il vento solleva fastidiosa la polvere delle rocce frantumate.
Decidono di accamparsi nascosti da quella poca vegetazione residua prima di percorrere quella lunga distesa desertica.

Una volta svegli riprendono la marcia in quella landa desolata e ventosa, camminano per qualche centinaio di metri quando Tenshi, il monaco, sente in lontananza un rumore di zoccoli che impattano sul terreno a gran velocità e nella direzione del rumore vede alzarsi un grande polverone.

In pochi secondi quella massa, che sembrava in lontananza guerrieri a cavallo, raggiunge i nostri, accerchiandoli e manifestandosi non come semplici cavalieri bensì come uno squadrone di dieci centauri che minacciosi attaccano gli avventori di quelle lande desolate.





Quello che a vista sembra essere il capo dello squadrone, più grande degli altri e armati di due enormi falci, ordina ai suoi soldati di attaccare ed al nostro gruppo non rimane altra scelta di sfoderare le armi e prepararsi all’imminente scontro.

I centauri attaccano con una pioggia di lance sui nostri che prontamente vengono evitate da Tenshi e bloccate dal possente scudo di Torque per poi caricare a gran velocità.
Prontamente Pallnor incocca due frecce e le scaglia contro il capo dello squadrone che purtroppo si infrangono sulla spessa armatura del centauro, padre Torque a questo punto sfodera il suo potere magico riuscendo a controllare la mente del capo ed ordinargli di colpire i propri soldati con tutta la furia di cui è capace.

Nel frattempo i due fratelli Akuma e Tenshi lottano e uccidono le brutali creature che li hanno attaccati con colpi prodigiosi e fendenti letali di spada orientale.
Il grosso centauro capo una volta ripreso il controllo della propria mente nota il samurai che abilmente sta decimando il suo squadrone e si getta su di lui in una carica furiosa.
Lo scontro infuria senza esclusione di colpi, con gli arcieri Pallnor e Aaron che agilmente evitano gli attacchi nemici scagliando frecce di supporto sull intero campo di battaglia, distraendo e ferendo gravemente i nemici mentre Tenshi li colpisce a colpi di bastone ferrato ed arti marziali, quando un grande cono di fuoco colpisce alle spalle uno dei centauri bruciandolo vivo.

E’ lo stregone incontrato precedentemente nella caverna che evidentemente fuggito dalla furia dei centauri, e dall’intrusione dei nostri che cerca vendetta dei torti subiti nelle ultime ore, incendiando tutto quello che si muove davanti a lui.



( Hussam, lo stregone di fuoco )

Approfittando di tale distrazione Tenshi carica e uccide due centauri con una raffica di calci e pugni letali mentre Torque immobilizza mentalmente il capo dell’orda permettendo ad Akuma di trafiggerlo con la sua spada e ad Aaron e Pallnor di finirlo con una raffica di frecce.
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 Eliminato il problema dei centauri rimane il problema dello stregone in cerca di fiammeggiante vendetta il quale continua a lanciare magie incendiarie su chiunque gli capiti a tiro, tutta quella magia di fuoco sprigionata nell’aria fa vibrare fortemente la katana magica di Akuma la quale sprigiona anch’essa il suo potere del fuoco che incontrollato ed imprevisto ferisce il samurai e Torque vicino.
E’ il momento di intervenire per evitare altri problemi e così Tenshi agilmente blocca corpo a corpo lo stregone di fuoco tentando di farlo ragionare e calmarlo.

Lo stregone furente lentamente si calma e si presenta come Hussam, dice di essere uno stregone di stirpe draconica fuggito dopo l’intrusione del gruppo nella sua grotta dove viveva e si esercitava alla magia del fuoco con i suoi elementali, l’intrusione è stata per lui un durissimo colpo in quanto per lui quelle grotte erano casa e quegli elementali erano suoi compagni da moltissimi anni.
I nostri spiegano che si sono ritrovati per caso in quelle grotte e che non sapevano della natura di quel luogo ed essendo stati attaccati dai guardiani delle pozze laviche hanno dovuto necessariamente combattere a loro volta.
Ma Hussam è molto adirato e chiede loro un indennizzo per il grande danno subito, in quelle grotte vi erano tomi molto antichi, pozioni e preparati.
Dopo un breve consulto di gruppo, i nostri offrono allo sventurato stregone di seguirli in quella missione e di dividere con lui i possibili guadagni ricavati dal viaggio per ammortizzare la sua perdita, a patto però che egli indossi l’anello del prigioniero, rinvenuto al castello degli amanti, il quale consente ad Akuma di sapere sempre le sue emozioni per verificarne la sincerità o la volontà di far loro del male.

Lo stregone accetta, malvolentieri, ma accetta non avendo più una casa e dei compagni decide di seguire i nostri nel loro viaggio verso la pericolosa CROWEN finchè non sarà rientrato del danno subito.
E così, rimessi in forze dalle cure di padre Torque e con un nuovo, inaspettato compagno il loro cammino riprende fino a giungere nei pressi di quello che sembra un rudimentale accampamento con delle baracche fatte di corteccia fungina e un rustico muro di protezione da cui spiccano due torrette di guardia.
Una volta nei pressi della struttura una freccia si pianta di fronte ai piedi del Ranger Pallnor in testa al gruppo il quale istintivamente estrae l’arco.


“FERMI!” “CHI SIETE?”


Una voce giunge dalla torretta di guardia, rivolta ai nostri, avvicinatisi all’insediamento.
Torque prende la parola presentandosi come prete dell’ordine di Pelor, in missione per la santa inquisizione, reduci dallo scontro con uno squadrone di centauri. Chiede asilo.
A queste parole lo spesso portone si apre consentendo ai nostri di entrare in quello che a vista risulta essere un insediamento umano in quelle terre inospitali.

Verso di loro avanza un uomo, si presenta come Rick, capo di quel piccolo insediamento, dice che sono tutti uomini e donne fuggiti dalla città di Crowen, dove vivere è diventato impossibile dato il comando assoluto della flotta di pirati di Jhon Roger, e per questo sono partiti con la speranza di formare una nuova cittadina lontano, ma il loro progetto è messo a dura prova da un grande clan di centauri che si trova in quelle terre i quali effettuano sempre più spesso raid contro il loro insediamento che rimane sempre più povero e a corto di uomini e risorse.
Rick offre loro cibo e alloggio per tutto il tempo necessario ma chiede anche aiuto, se i centauri non verranno sconfitti il loro sogno di costruire una città onesta dalle ceneri della corrotta Crowen finirà e loro ormai sono troppo a corto di uomini e mezzi per poter contrastare il capo del clan dei centauri.
Rick da loro una notte per pensare, una notte dove il gruppo si confronta e si riposa dalle fatiche del viaggio.

L’indomani, dopo essersi confrontati a lungo, i nostri decidono per aiutare Rick e il suo insediamento, sono persone oneste e disperate e per questo decidono di aiutarli nel loro progetto, L’uomo non ha parole per ringraziarli ed offre loro solo la promessa di essere sempre  i benvenuti in quella che sarà presto una nuova cittadina, Rick confida loro inoltre che il capo dei centauri ha sicuramente delle ricchezze nel suo accampamento in quanto quelle bestie sono dedite al saccheggio di molti villaggi nel territorio.
E così, recuperate le forze e fatte delle provviste, i nostri partono alla volta di una nuova avventura.

venerdì 9 ottobre 2015

Attacco su Kaldor

Qualche tempo prima… 
Questo piccolo spin-off, introduce un nuovo personaggio, potete trovarne il link qui per sapere qualcosa su di lui:

Nei pressi di KALDOR, il ranger Pallnor svolge il suo lavoro di cacciatore di taglie insieme ai suoi compagni Rexar, un guerriero apostata, e Varner il barbaro.

Come ogni settimana si recano alla grande piazza della cittadella dove si svolge l’incontro con un incaricato del signore locale il quale porta ai tre le informazioni e le taglie della settimana.

Il compito è facile, come al solito, un gruppetto di coboldi si aggirano nelle fattorie vicine rubando e uccidendo il poco bestiame che c’è rendendo ancor più dura la vita degli abitanti della zona. Da alcuni avvistamenti sembrerebbe ci sia la presenza anche di un Hobgoblin seguito da una strana creatura.
Nessun problema per i tre che, organizzatisi, partono alla volta della periferia est della città dove vi sono stati gli attacchi alle fattorie.

Poco dopo essere usciti dalle mura della cittadella incontrano sul sentiero un anziano contadino che racconta di essere dovuto fuggire dalla propria casa in quanto è stato vittima dell attacco di strane creature, il vecchio racconta che quelle campagne sono solite  agli attacchi di banditi ma che, da qualche tempo, ci sono molte più creature che vengono da nord e che la povera gente di campagna non riesce più a contrastare gli attacchi sempre più numerosi.
Raccolte quante più informazioni il vecchio avesse da dare, i tre si recano presso le case che sono state attaccate, il panorama che si trovano davanti li lascia colpiti, molte persone hanno abbandonato le loro case che presentano segni evidenti di attacchi ripetuti.

Mentre i tre si aggirano in cerca di indizi, Pallnor nota che qualcuno li sta osservando dalla finestra di una delle case, il quale accortosi di essere stato notato si allontana dalla finestra.
Subito i tre si recano alla porta dell uomo che li intima di andarsene urlando ma una volta capito che non erano li per derubarlo ma per aiutare, l’uomo apre la porta facendoli entrare e barricandosi nuovamente in casa.
L uomo racconta che gli attacchi nell ultimo periodo sono raddoppiati e che le persone sono costrette ad abbandonare la propria casa, strani esseri simili a lucertole causano molti danni da quelle parti sempre più di frequente. I tre si presentano come cacciatori di taglie ed espongono la volontà di aiutare ad estirpare la piaga che sta colpendo quelle terre.

Si preparano per perlustrare la zona, Pallnor si posiziona sul tetto della casa e Rexar e Varner pattugliano a piedi il perimetro della casa posizionando lanterne per aumentare la visibilità, ad un certo punto il ranger dal tetto nota del movimento nella parte alle spalle della casa e da il segnale agli altri due di andare a vedere di cosa si tratta.
Giunti sul posto, dalla scura vegetazione sbucano un Hobgoblin ed il suo cane goblin che attaccano in modo confuso i due cacciatori di taglie.



Durante la carica però l Hobgoblin calpesta la coda del cane goblin che, latrando si gira verso il padrone mordendolo alla gamba.
Questa imprevista situazione da tempo al barbaro Varner di estrarre la sua spada e colpire con precisione l Hobgoblin decapitandolo e facendo rotolare la sua testa per diversi metri. Il cane goblin tenta di girarsi verso gli altri ma viene colpito ad una zampa dalla freccia di Pallnor appostato sul tetto ed ucciso dal violento colpo ascia di Rexar.

Alla vista della scena i tre coboldi che si trovavano pochi metri dietro iniziano a fuggire verso l’oscura vegetazione per sparire poco dopo nel buio, inutile il tentativo di Varner di inseguirli.
I tre decidono di lasciar correre e di raccogliere le teste dell Hobgoblin e del suo orrido cane al fine di tornare in città per riscuotere almeno una parte della taglia.

L’anziano uomo non ha parole per ringraziare i tre cacciatori, in lacrime regala loro una vecchia spada appartenuta ad un suo bis,bis,bis nonno con cui, raccontava, di aver ucciso un drago.
Salutato l’anziano il gruppo si incammina nuovamente verso la cittadella al fine di riscuotere quanto possibile dall’ uccisione dei due mostri.

Giunti alla caserma, e riscosso quanto possibile, i tre decidono di concedersi una birra alla taverna. Entrano e si siedono al tavolo quando da lontano sentono un grande frastuono e qualche urlo, le persone in taverna iniziano a guardarsi fra loro interrogative.

Improvvisamente la porta della taverna si spalanca ed un uomo, coperto di sangue e dai vestiti logori urla “i tamburi! Sono arrivati i tamburi!” per poi essere aggredito da una creatura volante, simile ad un piccolo diavolo, con la coda che ricorda quella di uno scorpione, che morde l’uomo al collo uccidendolo.
Subito i tre uomini estraggono le armi ed escono dalla taverna e lo spettacolo che li attende va oltre le loro peggiori aspettative, un orda di piccoli diavoli sta infestando la cittadella, fra la folla che fugge gridando, uccidendo e mettendo a fuoco le case. 





Pochi metri più in dietro invece una sorta di carovana avanza, trainata da uomini in catene, vestiti di stracci logori, alcuni di essi impugnano tamburi che suonano all unisono generando un agghiacciante suono infernale al loro passaggio, questa carovana trasporta un forziere di legno molto massiccio e, quella che sembra una gabbia, coperta da un telo nero.
Il tutto capitanato dagli ordini di un enorme diavolo barbuto avvolto da fiamme e fumo che grida e frusta gli schiavi.
I tre notano che alcuni di questi piccoli diavoli hanno delle ampolle con le quali raccolgono il sangue dalle vittime che giacciono a terra morenti.

Subito Pallnor carica il suo arco con due frecce e mira al grande diavolo ma il gruppo in pochi secondi viene circondato da un orda di diavoletti che planano da tutte le parti e attaccano senza pietà, le frecce del ranger ne abbattono diversi consentendo al guerriero ed al barbaro di farsi strada verso la carovana.
Abbastanza vicini, Rexar e Varner notano anche uno stemma impresso sul forziere e sulla carne del diavolo, un simbolo che non avevano mai visto.


















Il diavolo barbuto nota i due che si avvicinano ed impugna il suo infernale falcione per contrastare l’attacco.

Varner, il barbaro, colmo di un ira furiosa, carica l’immondo mostro colpendolo con la sua spada, mentre Rexar caricando, viene attaccato da diversi diavoletti che si scagliano feroci su di lui, ma viene aiutato a liberarsi dal preciso Pallnor che dalle retrovie scaglia frecce letali sui nemici.

Raggiunto il barbaro, Rexar, comincia anch’egli a combattere contro il demone infernale che furioso colpisce i due con tutta la rabbia che è in lui ferendo Varner che si trova costretto ad una ritirata.

Anche il diavolo barbuto tenta di rifugiarsi dietro una schiera di piccoli diavoli che nel frattempo sono giunti in soccorso ad un grido del loro padrone, che si dirige verso il grande forziere dove qualche diavolo servitore aveva portato delle ampolle con il sangue raccolto dalle vittime della cittadella.

I due capiscono che è il momento di attaccare ad ogni costo e caricano implacabili rompendo la barriera formata dai demoni servitori aiutati dal ranger che alle loro spalle non dona tregua flagellando i nemici con una pioggia di frecce. I pochi rimasti cadono sotto la bipenne del guerriero che fiancheggiato dal barbaro giungono nuovamente al cospetto del diavolo barbuto che nel frattempo aveva allungato la grande mano al fine di aprire il forziere, cosa che non gli viene concessa da Rexar e Varner che colpiscono con tutte le loro forze l’orribile creatura che si accascia privo di vita sprigionando una coltre di fumo infernale.

I piccoli diavoli rimasti a distruggere la città fuggono volando lasciando dietro di se una scia di morti e fiamme.


(Il feroce diavolo barbuto)

Uccisa a creatura, i tre si avvicinano agli schiavi in catene che vengono liberati, essi raccontano che erano costretti a vagare di villaggio in villaggio dove i demoni uccidevano e saccheggiavano, al fine di raccogliere il sangue delle vittime per alimentare ciò che si trova dentro il forziere, che sarebbe servito poi per la cosa che si trova nella gabbia coperta dal telo nero.

Rexar scopre l’orrore che si cela dietro il telo, un enorme costrutto, assemblato con pezzi di cadaveri e armi, inciso sulla fronte con il simbolo che aveva impresso anche il grande diavolo, ed al centro del petto un foro metallico dove si sarebbe dovuto infilare l’ artefatto contenuto nel forziere per donargli la vita.

Giunti sul posto anche i sacerdoti dell’ordine di Pealor prendono lo scrigno e iniziano una procedura di magia bianca  per depurarlo dalle forze oscure, terminato l’incantesimo il forziere si spalanca rivelando il suo contenuto, un grande rubino, di un rosso vivido, contenete un liquido che i sacerdoti riconoscono essere sangue trattato con la magia oscura. Ancora poche vittime ed il rubino sarebbe stato pronto per donare vita al golem nella gabbia e scatenarne così tutta la sua furia.

I sacerdoti una volta visto il simbolo sul mostro rivelano ai tre eroi di aver già sentito parlare del simbolo in questione tramite un comunicato che era giunto dai sacerdoti della città di VIRN, esso identifica una gilda di maghi oscuri, che hanno attaccato anche VIRN in quel periodo e che stanno causando molti danni in città con attentati ed omicidi, la chiesa locale e le autorità cittadine se ne stanno già occupando, ma senza risultati.
A quelle parole il ranger Pallnor, colto da un brutto presentimento, decide di partire alla volta di VIRN, in quanto l’ultima volta che aveva avuto notizie del fratello Balnor, egli si stava recando da quelle parti con una compagnia di avventurieri, dopodiché non aveva avuto più sue notizie.

E così Pallnor, in compagnia della fedele lupa, non godendosi nemmeno il grande festeggiamento in suo onore come eroe della cittadella per aver fermato, insieme ai suoi compagni, il mostro che li aveva invasi, decise di preparare tutto l’occorrente per il suo viaggio verso nord ed incamminarsi verso nuove avventure.

















sabato 2 maggio 2015

Casa dolce casa

Ristabilite le forze per i tre è giunto il momento di tornare in città.
Si recano presso una locanda dove ricevono l’aiuto di un chierico di San Cuthbert  il quale, una volta curati e ristabilizzati, si presenta come Torque chiedendo come ricompensa per le sue cure la possibilità di unirsi al gruppo.
Dopo diverse ore di sonno ed un pasto ristoratore il gruppo, ora più numeroso ha bisogno di denaro.
Chiedono allora in giro se ci sono mansioni da svolgere e finalmente, dopo una lunga ricerca, riescono a trovare un lavoro presso la guardia cittadina: una taglia per eliminare dei banditi che si nascondono in un bosco limitrofo alla città.
Parlando con la guardia per i dettagli del lavoro all’improvviso si avvicina un uomo spaventato ed affannato annunciando la sparizione di un bambino.

Incuriosito il gruppo chiede spiegazione circa la sparizione e la guardia dice  che da qualche tempo nei pressi di una villa vicino il bosco, stanno sparendo dei bambini, la villa considerata maledetta dalla gente del luogo in quanto si dice che al suo interno sia avvenuto il massacro dell’intera famiglia che la abitava. 
I quattro non perdono tempo e si offrono di aiutare la popolazione nelle ricerche dei bambini scomparsi recandosi nei pressi della villa per indagare, fanno scorte di cibo e si dirigono verso il bosco.
Dopo un ora circa di cammino nella vegetazione si trovano davanti alla villa indicata dalla guardia cittadina, il luogo è molto decadente e sembra disabitato da anni.


I quattro decidono di entrare ma , solo pochi passi e la porta si chiude alle loro spalle e sembra non dar segno di volersi riaprire.
All’improvviso lo spettro di una bambina si manifesta davanti ai quattro chiedendogli di aiutarla con un lamento spettrale che terrorizza i quattro per poi sparire subito dopo.
Non potendo uscire i quattro decidono di addentrarsi nella villa per cercare indizi circa quella visione di prima,si addentrano allora per le numerose stanze di questo edificio ormai in malora.
Durante il loro cammino però  numerose visioni spettrali infestano le varie stanze, le visioni de fatti accaduti alla famiglia li vissuta anni prima; sembrerebbe che un qualcosa di terribile sia successo fra quelle mura e che i terribili omicidi di cui parlano in città siano realmente avvenuti.
Visione dopo visione si delinea l’atroce verità: la bambina, poco prima comparsa dinanzi ai loro occhi, aveva ucciso tutti i membri della sua famiglia grazie ad un sortilegio che costringeva i vari membri della casa ad uccidersi fra loro sotto gli occhi spettatori della crudele piccola strega.
Ora, la bambina, tiene le loro anime segregate in questo posto, le quali si alternano ad apparire al nostro gruppo intimandogli di lasciare la casa.
Nelle segrete della casa i protagonisti trovano due dei bambini scomparsi e dei resti di altri, molti altri bambini morti. Una volta rinvenuti i corpi appare però davanti ai loro occhi, di nuovo lo spettro della bambina, questa volta però non si limita a chiedere aiuto, quello era un trucco per spingere i quattro ad entrare, una volta in suo potere il piccolo fantasma scaglia contro di loro il suo orsetto di peluche, che si trasforma in un orso enorme che attacca i quattro.




La battaglia è durissima, i colpi delle armi sembrano inefficaci contro un enorme nemico di pezza e metallo, ma unite le forze in attacchi combinati i quattro riescono a distruggere l’orso il quale ritorna alle dimensioni originali, ma i quattro sanno che non durerà per molto, mentre l’orso regredisce a piccole dimensioni lo spettro della bambina si avvicina per recuperarlo e rianimarlo nuovamente, ma Torque, il chierico con un incantesimo di magia bianca riesce a distruggere l’artefatto nelle mani del piccolo spettro.
La distruzione dell’orsetto, il quale sembra essere la fonte del potere spettrale della piccola, consente alle anime dei familiari di  prendere il controllo e di cacciare nelle tenebre il fantasma della piccola strega. Una volta tornata la tranquillità le anime prima prigioniere sono libere di trapassare nell’aldilà, non prima di aver ringraziato i quattro eroi per la loro impresa.

Finalmente liberi dagli spiriti, i quattro liberano i bambini sopravvissuti e escono dalla casa.
Una volta fuori li attende un gruppo di persone, tra cui i genitori dei bambini scomparsi che cercano di vedere se il loro piccolo sia ancora vivo.
Si avvicina loro un uomo che porge il sacchetto con le 500 monete d’oro accordate per il lavoro e, scortati da una guardia, tornano in città dove si recano in taverna per ristorarsi e riprendere le forze.