Visualizzazione post con etichetta amici. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta amici. Mostra tutti i post

martedì 4 ottobre 2016

La storia di Aaron

Raccontato l’incontro extraplanare, il viaggio dei nostri eroi riprende alla volta dell’accampamento dei centauri seguendo le coordinate date loro da Rick, il capo dell’accampamento.

Dopo diverse ore di cammino presso oscuri sentieri si trovano davanti delle vecchie rovine di antichi templi ormai ridotti a cumuli di macerie dai secoli e dalle razzie dei centauri.
Dopo qualche momento di esplorazione il ranger Pallnor trova un sentiero seguendo delle tracce mentre Akuma nota che Torque, il prete, è immobile davanti ad un piccolo altare in rovina, immobile con gli occhi rigirati e bianchi, in trance di preghiera, e tutti i tentativi del samurai di svegliarlo da quella profonda concentrazione sono vani.

Decisi a lasciare Torque al suo momento di profonda concentrazione, consapevoli che li avrebbe presto raggiunti, decisero di incamminarsi nel frattempo presso il sentiero rinvenuto dal ranger.
Proseguendo lungo la strada si trovano ad un bivio quando Tenshi sembra notare qualcosa che si muove nell’ombra, mentre si avvicinano per capire di cosa si trattasse l’ombra, evidentemente accortasi di intrusi in avvicinamento, fugge ma viene raggiunta da una freccia di Aaron.
Una volta vicini la figura si delinea svelando le fattezze di un centauro che ferito grida, probabilmente aiuto, in una lingua sconosciuta e poi cerca di colpire i nostri ma viene freddato prima che potesse afferrare la sua arma.


Occultando il cadavere si prosegue lungo il sentiero quando Pallnor sente in lontananza un rumore di zoccoli in avvicinamento. Il gruppo decide così di spostarsi dalla strada centrale verso la vegetazione per nascondersi dalla luce delle lanterne e nascosti fra gli arbusti notano tre centauri, probabilmente accorsi al grido di aiuto del compagno ferito.




Aaron avvicinandosi furtivamente scaglia due frecce colpendo uno dei centauri al collo, uccidendolo sul colpo, mentre Pallnor sempre armato di arco ne ferisce un altro dando modo a Tenshi di caricare a sorpresa il nemico ferito uccidendolo.
L’ultimo centauro, rimasto solo, tenta una ritirata strategica ma viene ucciso da due frecce che si conficcano precise nella sua testa scagliate da Aaron, letale nel buio.
Akuma ed Hussam sentono nuovamente un rumore di zoccoli che sopraggiunge, questa volta i rinforzi sono più numerosi ed una batteria di sei centauri è presto sulle loro tracce, giunti nei pressi dei compagni morti si fermano e proprio in quel momento di esitazione da parte dei nemici colpisce la fredda mano di Aaron scoccando una freccia letale che uccide il più vicino mentre Tenshi, replicando l’attacco precedente, salta in direzione del nemico con una grande acrobazia, colpendolo con il ginocchio, spaccandogli il cranio e uccidendolo sul colpo.
Saltata la copertura del gruppo è il momento dei centauri di replicare all’attacco caricando su Tenshi ed Aaron con una furia smodata.

I due vengono colpiti duramente dalla carica dei nemici e cadono a terra,  anche Hussam, lo stregone, opta per uscire dalla vegetazione e una volta vicino ai nemici scaglia su di loro un grande cono infuocato, sprigionando il suo potere ed incenerendo senza pietà due centauri.
Aiutato il fratello a rialzarsi Akuma carica insieme al monaco su di un grosso centauro dando vita ad uno scambio di colpi dove la bestia rimane gravemente ferita e uccisa da un colpo di grazia scagliato dall’arco di Pallnor sopraggiunto in supporto ai compagni.
Gli ultimi due centauri accerchiano il samurai ma quest’ultimo, riuscendo ad evitare gli attacchi frontali dei nemici, impugnando saldamente la sua fedele katana li uccide entrambi con fendenti eleganti e precisi che non lasciano scampo al nemico.

Finito lo scontro il gruppo decide di proseguire rapidamente lungo il sentiero in quanto non sembra, per il momento, di sentire rumori di eventuali rinforzi nemici.
Il sentiero è impervio e la strada si alterna spesso con numerosi bivi e sentieri secondari, ma grazie all’orientamento del ranger, sembra che stiano procedendo nella direzione corretta.
Il percorso alterna fra bivi e piccoli spiazzi dove spesso i nostri sono costretti a combattere con piccoli gruppetti formati da tre/quattro centauri contro i quali non hanno grandi difficoltà, sfruttando spesso l’effetto sorpresa e le frecce degli arcieri,  quando ad un certo punto Pallnor sente un gran frastuono provenire da nord.
Proseguono fino ad imbattersi in una strana parete, formata interamente da rovi spinati, che chiude un lato del sentiero, qualcosa di quel muro spinato li spinge a sapere cosa ci sia dall’altra parte ed uno alla volta, facendo molta attenzione ed aiutandosi a vicenda riescono a scalare e ad attraversare quella trappola vegetale.
Una volta dall’altro lato della parete notano una sorta di vecchio rudere di pietra, alto all’incirca una dozzina di metri, lo spiazzo non sembra avere altre entrate se non attraversando la parete di rovi e dunque risulta essere il luogo migliore dove accamparsi per qualche ora per riprendere le forze dai numerosi combattimenti.
Decidono così di arrampicarsi in cima al vecchio rudere di pietra ma essendo una roccia piuttosto friabile l’arrampicata risulta estremamente difficile per i nostri, Hussam ricorre alle sue arti magiche lanciando un incantesimo temporaneo su Akuma il quale di colpo divenne molto più grande, aumentando di taglia rapidamente, il che consentì al samurai di arrampicarsi senza problemi e calare la corda per facilitare l’arrampicata ai suoi compagni per tornare alle sue dimensioni normali entro pochi minuti ( ma lo stupore nel guerriero, e non solo in lui, rimase per diverse ore ).

In cima al rudere di pietra rinvengono un piccolo forziere impolverato, Aaron sfoggiando la sua capacità di scassinare le serrature, già ampiamente brevettata in precedenti avventure, riesce senza problemi ad aprire il forziere trovando un mantello, all’apparenza un comune mantello ma analizzandolo Hussam ne percepisce una lieve aura magica, ad Aaron una volta indossato descrive una sensazione gradevole, come se si sentisse più fortunato.
Dopo diverse ore di riposo il gruppo è pronto a riprendere il cammino ma non prima di aver recuperato il loro compagno Torque.

Nel frattempo, all’inizio del sentiero, il giovane prete Torque si risveglia dalla sua trance mistica, notevolmente rinfrancato spiritualmente e fisicamente, ma nota di essere solo e che i compagni hanno già intrapreso il sentiero per l’accampamento nemico.
Decide di incamminarsi seguendo a stento le orme lasciate dai passi dei compagni quando si imbatte in un centauro, che vedendolo lo carica armandosi di lancia e pronto a scagliare l’attacco sul chierico.
Ma Torque immobilizza il nemico ricorrendo alla sue arti magiche e una volta bloccato lo uccide con il suo mazzuolo benedetto.

Poco dopo sente dei passi nella sua direzione e preparatosi al peggio si prepara all’attacco ma viene raggiunto dai suoi compagni attirati dal rumore e dall’aura magica captata da Hussam.
Aggiornato il chierico sugli ultimi eventi e messo al corrente dei numerosi nemici affrontati finora il gruppo prosegue verso nord, dove il giorno prima Pallnor aveva percepito un forte rumore.
Presto però giungono nei pressi di una radura dove vengono intercettati da un gruppo di quattro grossi centauri, più grandi di quelli affrontati in precedenza, i quali scagliano i loro giavellotti sui nostri che evitandoli si preparano all’imminente battaglia estraendo le armi.




I centauri caricano velocemente estraendo le loro armi, furiosi si dirigono verso i nostri galoppando.
Tenshi evita agilmente il colpo del nemico contrattaccando e dando fondo a tutto il suo ki interiore mentre Akuma, sfoderata la spada scaglia fendenti precisi.
Hussam decide di scaldare ancor più il combattimento sprigionando il fuoco dalle sue mani ardendo uno dei nemici che morente però riesce a colpirlo con la sua falce. I due arcieri convergono i loro archi su di un unico bersaglio trafiggendo il nemico da una pioggia di frecce mentre Torque riesce a comandare mentalmente uno dei nemici obbligandolo a deviare i suoi colpi sui propri compagni bestiali.
Rimasti due nemici Akuma si scaglia su uno di loro uccidendone uno con un colpo preciso alla gola uccidendolo sul colpo, fatto ciò si abbassò per lasciare campo libero al fratello Tenshi che con un’acrobazia era già saltato in direzione del nemico finendolo con una scarica di colpi.
Dalle loro spalle caricano altri tre nemici in supporto ma Hussam generando tre copie illusione di se stesso li confuse e mentre i nemici attaccavano le copie egli li incenerì con un raggio rovente.

Guarite le ferite dalla magia bianca di Torque si prosegue aiutati dal ranger e dal fiuto della sua lupa alla volta dello scontro finale, ormai erano vicini e volevano chiudere questa storia, giunti nei pressi dell’accampamento vero e proprio si trovarono lungo un sentiero ai cui lati si ergeva un colonnato in rovina, in fondo al sentiero una serie di grandi torce illuminavano un grande trono tribale dove vi era un enorme centauro, il più grande che avessero mai visto, che una volta captata la presenza di forestieri avventori tuonò loro che si trovavano al cospetto del grande capo DOMO, signore dei centauri di quelle terre, e che i suoi fedeli compagni li avrebbero uccisi e dati in pasto alle sue creature.
DOMO infatti ai lati del suo trono teneva incatenati due creature mostruose, mezze uomo e mezze toro che prontamente liberò verso i nostri eroi subito dopo aver dato il comando ai suoi gregari di catturare e portargli la testa dei nostri.





Il piccolo esercito di DOMO si getta galoppando alla carica mentre gli arcieri Aaron e Pallnor ne iniziano ad uccidere qualcuno in avvicinamento, scagliando frecce letali che colpiscono i nemici in punti vitali.
Vedendo i suoi in difficoltà anche DOMO decide di scendere in battaglia e si scaglia verso Akuma che nel frattempo stava lottando insieme al fratello Tenshi contro i due minotauri supportati nelle retrovie da Torque.
L’enorme centauro si erge maestoso sopra il samurai che non si lascia spaventare dal nemico, con il quale ingaggia un combattimento senza esclusione di colpi.





Nel frattempo Pallnor ed Aaron stanno decimando il piccolo esercito di centauri scagliando frecce senza risparmiarsi, quasi stessero facendo una gara a chi alla fine, ne avrebbe uccisi di più, Tenshi invece lotta supportato da Torque contro i minotauri  armati di possente ascia a due mani quando vengono accerchiati da tre nemici pronti per sferrare loro una raffica di giavellotti ma vengono anticipati dalle fiamme dello stregone che arde i nemici scagliando su di loro un potente cono di fiamme.
Akuma non risparmia i colpi sul possente DOMO ma la stanchezza e le numerose ferite cominciano a farsi sentire, anche il grosso centauro è visibilmente ferito dai continui colpi di spada del guerriero ma mentre si appresta a sferrare l’ultimo colpo su quest’ultimo una freccia del ranger lo raggiunge colpendolo in testa ed uccidendolo all’istante.

Morto il leader la maggior parte dei centauri fugge in tutte le direzioni mentre uno dei due minotauri carica furente sul ranger artefice del colpo fatale ma viene intercettato da una ginocchiata acrobatica del monaco a cui il nemico non riesce a resistere accasciandosi senza vita a terra.
Terminata la battaglia e uccisi tutti i nemici rimasti Torque accorre a curare le ferite dell’intero gruppo che ristabilito magicamente dal chierico si reca al grande trono tribale che viene, senza indugi, distrutto a colpi di spada da Akuma, sotto il trono vi è un forziere dove vengono rinvenuti circa diecimila pezzi d’oro, un sacchetto con delle gemme preziose, ed un lungo bastone d’avorio inciso.

Tornati al villaggio di Rick, al quale raccontarono la pericolosa avventura, rassicurato dal pericolo centauri, lasciarono all’uomo parte del ricavato del forziere per permettere a quella piccola comunità di crescere ed un giorno divenire un’importante villaggio in quelle terre selvagge.
La commozione dell’uomo non ebbe eguali e rifornì di cibo i nostri per il proseguo del loro viaggio.
Salutato Rick ed il suo avamposto per i nostri è tempo di rimettersi in viaggio verso CROWEN quando Aaron, ebbe da fare una confessione ai compagni circa il suo passato che affermava di non ricordare.


“Compagni avventurieri ho un segreto da svelarvi. Non sono stato onesto nei vostri confronti per timore di un rifiuto, la mia vera storia e' un'altra. Non e' vero che ho perso la memoria, che non ricordo niente e che non so chi sia ne da dove venga, come al contrario e' assolutamente vero che io mi chiamo Aaron e venga proprio da Crowen, la citta' pirata in cui ci stiamo dirigendo.

Ritengo necessario ,per la mia e la vostra sopravvivenza ,dato che stiamo per dirigerci in quel buco infernale putrido e squallido, che voi sappiate che io sono, o meglio, ero...un pirata. Dovete sapere che a Crowen ci sono tre fazioni di pirati che combattono l'una al fianco dell' altra e lo hanno sempre fatto, almeno da quando i miei avi mi narrano, e a capo di queste fazioni vi e' il re dei pirati soprannominato LO SPARVIERO!!. 
Io viaggiavo e combattevo nella 3 flotta di crowen nella quale capitanava lo spietato David Bright. 

Per puro caso trovatomi sul ponte a controllare la situazione della nave passai vicino la sua cabina dove lo sentii vociferare e complottare contro lo sparviero per usurpare il suo trono da re ucciderlo e diventare cosi lui stesso re dei pirati.

Purtroppo pero' venni sorpreso ad origliare e quello che avevo sentito non sarebbe potuto uscire da quel contesto. Cosi venni accusato di ammutinamento e condannato a morte. Ma per mia fortuna i mio assassino o per meglio dire quello che avrebbe dovuto esserlo non era cosi abile e sveglio, e non avendo fatto bene il nodo delle corde che usarono per legarmi e buttarmi giu' dal ponte riuscii' a slegarmi e a fuggire.

Loro credono che io sia morto ma se qualcuno dovesse riconoscermi sarebbero guai amari. 
Ora spero che questa rivelazione non vi porti a lasciarmi solo e ad abbandonarmi al mio destino. Anzi, spero di poter continuare a viaggiare con voi e ad aiutarvi nella causa che state perorando."



Comprese le ragioni che portarono Aaron a mentire circa le sue reali origini il gruppo decise di tenere il giovane pirata con se, probabilmente era utile recarsi in quella terribile città con qualcuno che sapesse muoversi nei suoi meandri e così il viaggio riprese alla volta della città dei pirati alla ricerca della preziosa statuetta con fattezze di donna dal potere magico descritta da Muradin.





sabato 20 febbraio 2016

La miniera delle schiave

Grazie alle informazioni ottenute dagli abitanti di AGARTHA ed al grande senso di orientamento del ranger il gruppo trova rapidamente la via per la cittadina di FERROCOLLE dove sono state rinvenute le ultime tracce delle ragazze scomparse.
Dopo circa un giorno di cammino il gruppo decide di fare base in un appezzamento boschivo (fungino) riparato per riposare qualche ora prima di giungere definitivamente in città. Accendono un fuoco e si concedono un poco di relax, cosa che negli ultimi tempi è stata merce rara.
  
Il ranger Pallnor dedica del tempo all’addestramento della sua lupa Roma, mentre i due fratelli orientali si concedono del tempo per un allenamento insieme che termina con Tenshi che si fa prendere troppo la mano mandando al tappeto suo fratello Akuma, il tutto sotto gli occhi dei compagni e alle preghiere del chierico.
Dopo aver deciso i turni di guardia, Mertul il druido, sotto gli occhi increduli del gruppo, tramuta il suo corpo in quello di un gufo al fine di fare una guardia più efficace e discreta e si posiziona sulla spalla di Pallnor.


Non avendo mai utilizzato questa abilità davanti ai suoi compagni essi rimangono molto colpiti dalla cosa soprattutto Akuma e Tenshi.
Dopo qualche ora di riposo i cinque sono pronti per riprendere il cammino.

Giunti alle porte della città essa appare semi deserta, è un piccolo borgo di minatori, abbastanza illuminato da grandi torce, ma in giro ci sono poche persone, principalmente anziane, che si ritirano nelle loro case quando vedono passare i nostri e li osservano guardinghi dalle finestre.
Solo un uomo si avvicina, leggermente timoroso, presentandosi come Flynn, sindaco della cittadina, che chiede loro chi siano non avendoli mai visti prima.

Torque prende la parola, presentandosi e facendo presente che provengono da AGARTHA per indagare sulle misteriose sparizioni, ma a queste parole il sindaco, quasi a volersi allontanare dalle strade, chiede al gruppo di seguirlo in taverna.
Una volta nella taverna, l’uomo è visibilmente a disagio nel toccare l’argomento e tenta di eludere il problema delle sparizioni.
 A questo punto il gruppo intuisce che l’uomo sta nascondendo qualcosa e decide per un’interrogazione dai toni meno soffici.

Torque, gonfiando le sue conoscenze nell’inquisizione e nelle alte cariche dell’ordine di Pelor, tenta di intimidire l’uomo, al punto di versargli addosso dell’alcool minacciando di dargli fuoco se non avesse collaborato.
A questo punto il sindaco Flynn crolla, e terrorizzato spiega il motivo delle sparizioni degli ultimi tempi.
Sembra infatti che dopo la guerra, un gruppo di Druni, abbia iniziato a rapire delle giovani donne al fine di venderle come schiave, e che stiano facendo tappa nei pressi della loro cittadina, verso le miniere, prima di riprendere il loro cammino, spiega che il loro è solo un borgo di minatori e che non ci sono guerrieri che siano in grado di contrastare quei barbari.
Torque e gli altri si offrono di dare una mano alla popolazione di FERROCOLLE fra le lacrime del sindaco miste di gioia e terrore.

Immediatamente quindi si dirigono verso le miniere di ferro ed una volta all’entrata di quella che sembra essere la roccaforte dei Druni, si decide una strategia.
Mertul, trasformatosi nuovamente in gufo, comincia una solitaria esplorazione delle caverne, comunicando in maniera telepatica con Pallnor la direzione da prendere.

Grazie alle indicazioni del druido, i nostri arrivano silenziosamente nei pressi di una caverna dove, secondo le indicazioni di Mertul, ci sarebbero tre Druni intorno ad un fuoco.
La strategia è semplice, subito il druido plana sui tre inconsapevoli lanciando un incantesimo sul più grosso di loro, immobilizzandolo in un fango magico mentre gli altri, armi alla mano si precipitano in un attacco a sorpresa.
Pallnor scaglia le sue frecce sul barbaro immobilizzato ed Akuma prontamente lo finisce con la sua spada mentre gli altri due barbari imbracciano gli archi ma vengono prontamente resi inutili dalle magie del druido che fa alzare un muro di vento nella direzione dei nemici.

Tenshi ha così modo di caricare sui nemici mentre sono in procinto di sostituire il loro arco con le asce, che vengono così raggiunti dalla raffica letale di colpi del monaco.
Mertul fa cessare il vento in modo da far tornare all’attacco Pallnor quando alle spalle del gruppo sopraggiungono caricando furibondi, tre Druni armati di pesanti asce.




I Druni caricano su Pallnor e Torque infliggendo loro molti danni, Akuma e Tenshi devono sbrigarsi a liberarsi degli avversari con cui stanno lottando per dare supporto celere ai loro compagni in difficoltà.
Akuma nello scontro con un nemico perde la spada ma prontamente, schivando il colpo avversario la raccoglie ed uccide il nemico davanti a lui con precisione millimetrica.
Torque nel frattempo, grazie alla sua magia, obbliga uno dei nemici ad attaccare gli altri Druni, mentre Tenshi con una poderosa rincorsa effettua un attacco aereo saltando in direzione dell’avversario, colpendolo con una potentissima ginocchiata in pieno volto, uccidendolo sul colpo.

Lo scontro prosegue duramente per entrambe le parti, i barbari Druni, nel pieno della loro ira non sembrano accusare i numerosi colpi che ricevono e continuano a lottare senza sosta.
Mertul, dispensando morte dall’alto, lancia sugli avversari una sfera di fuoco che colpisce in pieno gli ultimi due barbari che successivamente vengono raggiunti uno da una raffica di frecce letali del ranger Pallnor e l’altro dalla sua lupa Roma che sbilanciando l’ultimo nemico rimasto lo fa cadere a terra e li riceve il colpo di grazia dalla lama implacabile del samurai Akuma.
Finito lo scontro il gruppo necessita delle cure del chierico che, impugnata la bacchetta donatagli da padre Grimm, ne rivela tutta la sua magia, curando le ferite dei compagni ristabilendo le forze perdute.

Proseguendo, sempre guidati dal druido in forma gufo, il gruppo trova diverse gabbie con delle ragazze dentro incatenate, pronte per essere poi vendute al mercato nero come schiave.
Esse raccontano di come sono state rapite durante e dopo la guerra di AGARTHA e portate in queste miniere, dicono anche che vi sono diverse gabbie ancora e che probabilmente, a detta del numero di Druni che hanno visto, i nemici non sono finiti.

Liberate le ragazze quindi i cinque proseguono la loro esplorazione, addentrandosi nella miniera il soffitto è sempre più instabile e questo porta a delle piccole frane dalle quali i nostri devono stare attenti.
Rinvenute altre due gabbie di ragazze il gruppo sente dal uno dei corridoi limitrofi un gran rumore.
Subito ordinano alle donne di rimanere immobili mentre Mertul prepara una trappola magica, cospargendo il pavimento di spine, attendendo l’attacco dei nemici.
Attacco per che tarda ad arrivare mettendo in allarme il gruppo.

Non stavano attaccando, stavano scappando per portare in salvo il loro umano bottino.
Subito il druido annulla l’incantesimo ed i cinque si lanciano all’inseguimento dei Druni e delle ragazze rimaste ma sopraggiungono tardi nell’ultima stanza, trovando l’ultima gabbia vuota ed un passaggio segreto sotto quest’ultima che conduce all’esterno della miniera.
Ormai fuggiti gli ultimi Druni, il gruppo decide di portare in salvo le donne salvate per il momento, uscendo dalla miniera al fine di tornare verso FERROCOLLE.