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giovedì 5 maggio 2016

Shambala, città di luce


Dopo giorni di cammino nelle pericolose foreste fungine delle terre selvagge, i nostri eroi notano in lontananza uno strano chiarore, che spicca nell’eterna notte che sono abituati a vedere.

Un enorme palazzo si erge maestoso davanti ai loro occhi, di una magnificenza che non avevano mai visto, altissimo e brillante di una luce divina con un sole magico sull’estremità più alta che squarcia le tenebre e mostra un cielo azzurro, Mertul e Pallnor rimangono senza parole, per che erano vissuti da sempre nel buio del continente lo spettacolo è immenso.

Anche Akuma e Tenshi rimangono molto colpiti, nel loro continente la maledizione dell’oscurità non c’è ma sono moltissimi mesi ormai che non vedevano la luce, seppur magica, rischiarire il cielo.
Torque annuncia ciò che tutti avevano già intuito, sono giunti a SHAMBALA la città sacra dei templi.
                        

( disegno originale di un master ispirato )



La città di luce manifesta tutta la sua opulenza man mano che gli eroi si avvicinano ad essa e si crogiolano nella sua luce.
Alle porte un grande cancello d’oro li separa della città e grandi torri di adamantio sorreggono la struttura che si sviluppa in quattro piani in altezza per terminare con un grande sole magico che illumina tutta la struttura.
Entrando notano un gran via vai di chierici, Mertul il druido, decide di non entrare in quanto teme che la sua aura magica venga percepita da tutti quei chierici e messo sul rogo per essere un praticante di magia eretica.
Decide cosi di recarsi nuovamente nella grande foresta per cercare indizi ed attendere il ritorno dei compagni dalla loro visita nella città in compagni di Roma, la lupa del ranger.

Torque accompagna i suoi compagni facendo strada nella grande scala di marmo lucente che conduce ai piani superiori, dove il chierico, dovrà ricevere la sua investitura ufficiale a prete dell’ordine.
Al primo piano vi sono molte taverne, che ospitano la numerosa popolazione di avventori che si recano a SHAMBALA per i più disparati motivi, sui tetti di queste taverne vi sono i segni zodiacali, una costellazione per ogi taverna.
Al secondo piano vi è la famosa biblioteca di cui spesso hanno sentito parlare durante il loro viaggio, la più grande biblioteca del continente, con un enorme libro inciso sulla soglia.
Al terzo piano vi sono diversi templi, di altrettante diverse culture e religioni, ma anche luoghi di scienza e cultura.
All’ultimo piano vi è invece la grande chiesa di Pelor e san Chutberth.

Un luogo molto imponente costituito da grandi colonnati in marmo bianco e statue di sommi sacerdoti del passato, tre grandi navate centrali e due laterali per i fedeli di minor ceto sociale, al centro della navata centrale vi è un  immenso altare con quattro colonnine finimente lavorate a spirale di oro e argento sulle quali è posto un grande sole in oro massiccio sormontato da un martello in marmo bianco dai cui due bordi pendono due catene alle quali sono appesi due piatti in mitrill.
Torque si inchina a pregare il suo Dio mentre i suoi compagni decidono di fare un giro per esplorare la città.
Akuma e Tenshi si dirigono verso la biblioteca mentre Pallnor si dirige verso il piano con i templi.

Torque si addentra nella grande chiesa per informazioni sulla sua iniziazione a prete, il motivo per cui aveva, insieme ai suoi compagni, intrapreso questo viaggio.
Viene condotto da due chierici presso una grande sala in cui una strana figura è li ad aspettarlo.



( Muradin Bronzebeard )


Si presenta come Muradin Bronzebeard, alto prelato dell’ordine di Pelor, ultimo sopravvissuto di una secolare stirpe di nani, saldo baluardo della luce in un mondo dominato dall’oscurità.
Torque rimane senza parole di fronte all’importanza di colui che ha di fronte ma il nano gli va incontro e lo invita ad entrare per scambiare due parole con lui.
Il chierico racconta delle avventure vissute con il suo gruppo fino a quel momento e di come siano riusciti a reperire una copia dell’incantesimo che sembrerebbe ripristinare la luce sul mondo ma è un incantesimo che richiede un’enorme quantità di magia.
Muradin è molto colpito dalle parole del giovane chierico e confida lui un segreto.
Sembra infatti che vi sia una possibilità seppur remota e incognita.

Leggenda vuole che secoli fa vennero create due statuine una con le fattezze maschili ed una con fattezze femminili, queste due statuette insieme sprigionerebbero un immenso potere magico, ma la realtà ad oggi si confonde con la leggenda e nessuno sa se esistano davvero e nel caso dove si trovino.
Muradin consiglia a Torque di recarsi nella grande biblioteca per cercare delle informazioni utili su questi artefatti e gli consegna una pergamena sigillata che da al chierico libero accesso a tutti i reparti della biblioteca compresi quelli interdetti ai visitatori comuni.

Muradin accompagna Torque al grande altare dove con un rito ufficiale investe a prete dell’ordine di Pelor il giovane chierico al quale consegna il vangelo di S. Cuthberth ed un anello d’oro, simbolo della luce divina che non lo abbandonerà più, infilandosi l’anello Torque avverte la magic bianca scorrere forte in lui.
Salutato il neo prete il nano torna alle sue faccende mentre Torque decide così di raggiungere i suoi compagni per dare inizio alle indagini.

Nei pressi della biblioteca nota Akuma e Tenshi che passeggiavano così racconta loro del suo incontro con Muradin e delle ricerche da effettuare.
I due fratelli sono molto curiosi di scoprire qualcosa e si offrono di aiutare Torque ed entrano in quella che a vista sembra proprio essere la più grande biblioteca del continente, kilometri di scaffali con tomi, pergamene e manoscritti di ogni tipo si dipanano davanti a loro.
Trattati di guerra, filosofia, strategia e religione, vi è davvero una conoscenza universale in quei lunghissimi corridoi.
I tre cominciano le ricerche ma è come cercare un ago in un pagliaio e così vedendoli impegnati in una seria ricerca si fa avanti un uomo anziano, un chierico bibliotecario che si presenta a Torque come fratello Malachia.
Egli è il bibliotecario più anziano e seppur nessun uomo sia mai riuscito a leggere tutti quei libri, egli è sicuramente colui che sa muoversi meglio in quel dedalo di corridoi polverosi.

Il chierico afferma che stanno cercando informazioni circa la grande maledizione che ha oscurato eternamente il sole  e della storia della magia nel continente.
Iniziano così a sfogliare e risfogliare tomi su tomi, antichissimi e dopo diverse ore di ricerche trovano una piccola pergamena fra le pagine di un grande libro impolverato.

La pergamena riporta il seguente messaggio:

Dall’unione dei due eterni mezzi, si ottiene l’essenza stessa della magia.
Questo potere, pari quasi a quello di un Dio, non è fatto per l’ambizione.

e sotto di esso due figure una maschile ed una femminile.

Capiscono di essere sulla strada giusta.

Nel frattempo nel tempio delle scienze naturali, il ranger Pallnor sta passeggiando placidamente, quando viene notato da un silenzioso figuro che si avvicina a lui chiedendo informazioni sulla città.
E’ un uomo giovane e dall’aspetto atletico, ma ha vesti logore di chi ha viaggiato a lungo.



(Aaron)
http://campagnapathfinder.blogspot.it/p/i-personaggi.html



Pallnor dice di non sapere molto sulla città in quanto giunto da poche ore ed iniziano a parlare.
L’uomo si presenta come Aaron, o almeno crede di chiamarsi così, afferma di essere stato ritrovato mesi prima su una spiaggia senza memoria del suo passato e di chi fosse, l’unico indizio che ha è un piccolo biglietto all’interno di un altrettanto piccolo scrigno che riportava scritte solo due iniziali  D. e B. e di fianco un simbolo disegnato che ricorda una zampetta di uccello.
Da allora vaga nel continente alla ricerca del suo passato e del nome celato dietro a quelle iniziali.
Contemporaneamente nella biblioteca Torque rinviene un nuovo indizio fra le pagine scovando una pergamena alla vista molto consumata...




Purtroppo la parte finale risulta bruciata ed è quindi impossibile finire la lettura e capire di più su quelle misteriose parole.
Ma sentono di essere sempre più vicini a scoprire qualcosa che va oltre ogni loro aspettativa. La vicenda si fa sempre più misteriosa quando Akuma, in possesso dell’anello dorato che rivela le sensazioni di Pallnor in quanto indossa l’anello di ferro (Anelli rinvenuti nel castello degli amanti) avverte che il ranger ha incontrato qualcuno con cui sta parlando in modo piuttosto interessato, percependo in lui sensazioni di titubanza e curiosità.
Temendo che possa trovarsi nei guai i tre si dirigono verso il tempio delle scienze naturali lasciando fratello Malachia a cercare tomi utili per quando torneranno in biblioteca.

Giunti sul posto trovano il ranger e quell’estraneo personaggio che parlano, Pallnor presenta allo sconosciuto il resto del suo gruppo ed Aaron racconta loro la sua storia.
A giudicare dalle sue vesti secondo Torque potrebbe venire dalla lontana Crowen, città di pirati, luogo piuttosto inospitale e da cui è bene stare alla larga.
Ma Aaron non ha memoria di se e chiede ai nostri eroi di unirsi a loro almeno finchè non avrà trovato qualche indizio che possa aiutarlo, si offre di collaborare al meglio delle sue possibilità all’interno della compagnia.

Il gruppo accetta a patto che indossi l’anello di ferro attualmente indossato da pallnor, in modo che Akuma possa in ogni momento capire le sue intenzioni per valutare o meno la sincerità delle sue parole e percepirne sempre la presenza in modo da non essere mai perso di vista anche quando non è nel campo visivo.

Aaron accetta di buon grado, è molto entusiasta di essere stato accettato in un gruppo di avventurieri i quali spiegano, in modo abbastanza vago, il motivo della loro visita in città.

Torque si reca nuovamente al cospetto di Muradin Bronzebeard in quanto ha molte domande per lui circa la pergamena che parlava di ALDEBARAN, la città tra le nuvole, luogo a metà fra un sogno ed una leggenda.

Il nano è molto colpito dalle approfondite ricerche del neo-prete e gli consiglia di tornare in biblioteca al fine di trovare informazioni circa un antico poema bardico che tratta appunto di una città misteriosa.

Giunti sul posto le ricerche riprendono senza sosta questa volta aiutati anche da Pallnor ed Aaron nonché dall’infaticabile Malachia, e dopo molte ore quello che trovano sembra proprio quello che stavano cercando.



Il poema bardico di cui parlava Muradin era ora nelle loro mani, Pallnor ricorda di averne sentito parlare in giovane età, in quanto nato a Kaldor come il protagonista del poema, ma era una canzonetta a cui non aveva mai dato grande importanza, ma con le attuali scoperte, il poema sembra parlare proprio di ALDEBARAN e forse la via per accedervi è proprio sulla strada per KALDOR la capitale del continente.

Dando un ultimo sguardo nella biblioteca le sorprese non accennano a finire, Akuma rinviene il libro più importante di un celebre armaiolo, dove carpisce alcuni segreti per migliorare il proprio armamentario mentre Aaron trova uno scritto di un certo David Bright.
D.B. proprio come le iniziali su quel biglietto, i suoi occhi si infiammano di curiosità mentre legge velocemente lo scritto.
Questo David Bright sembra essere un noto pirata, soprannominato lo sparviero, e fa parte della ciurma di Jhon Roger, il cui simbolo è un Kraken, attuale re dei pirati e signore della città di CROWEN, la città più malfamata dell’intero continente, solo pirati e meretrici calcano il suo suolo, gli avventori vengono spesso uccisi oppure usati come schiavi sulle navi di questi signori dei mari.

Leggendo questo scritto Aaron ha un flash, di una donna, una certa Shae Violet, piratessa della prima flotta di Jhon Roger, donna che cavalca i mari alla ricerca di oggetti unici e rarissimi.
E proprio vicino a quello scritto si trova un logoro rapporto della marina mercantile di SHAMBALA che cita testuale:


Statuetta di donna, con in mano un bastone, avorio pregiato, andata persa con l’ultima spedizione verso sud.
Probabilmente pirati.          Archiviare

Il rapporto mercantile finisce con un numero di protocollo ed il simbolo dell’ordine di Pelor.

Le vicende sembrano intrecciarsi e forse lo sconosciuto Aaron sembra essere l’unica chiave per entrare a CROWEN e recuperare la statuetta di donna trafugata probabilmente dalla piratessa Shae Violet.
Quell’assurda trama si stava lentamente dipanando di fronte ai loro occhi.
Rimaneva da capire cosa li avrebbe aspettati e se quella ciurma di temibili pirati fossero amici o meno del giovane Aaron.

Il piano sembra essere quello di recarsi a CROWEN deviando da quella che era la rotta per KALDOR e dalla sua via per la città nel cielo.
Se quelle statuette dall’alto potenziale magico di cui parlava Muradin esistono davvero, una di loro si trova in mano dei pirati.


Informatisi sulla via più breve, essa risulta essere quella fra le montagne, forse la stada più impervia, ma li farà abbreviare il percorso di molte settimane di viaggio.

Reperite tutte le attrezzature necessarie per il viaggio il gruppo lascia la grande città di luce per intraprendere una nuova, misteriosa e folle avventura.
Fuori dai cancelli della città Mertul non si vede ma conoscendo le risorse del compagno il gruppo si incammina verso il sentiero indicatogli.
Sulla strada a pochi kilometri dalla città vengono presi alle spalle da alcuni uomini armati, che tendono loro un agguato.
Sono armati di archi e lunghe catene, armature pesanti e bastone chiodato.
Sulle loro vesti il logo inconfondibile della gilda del corvo.

Inizia lo scontro con Akuma che carica sul nemico ma viene sbilanciato dalle lunghe catene, in suo supporto intervengono le frecce del ranger e del neo compagno Aaron il quale si nasconde nella vegetazione per scagliare frecce in modo furtivo.
Torque sprigiona tutta la sua magia controllando il volere di uno dei sicari del corvo, inducendolo a scagliarsi conto gli stessi compagni.
Tenshi invece si trova ingaggiato in un combattimento fisico con uno dei sicare anch’egli molto abile nelle arti marziali.
Lo scontro tende a sfavore per i nostri ed Akuma decide che è il momento di provare il potere di quella spada magica trovata nell’antro del licantropo qualche tempo prima.
La impugna con decisione e ne rilascia la forza magica racchiusa al suo interno e infiammandosi in una possente lingua di fuoco colpisce il nemico uccidendolo e incalzando sugli altri sicari in un impeto furioso.



( L'impeto del samurai )


Il resto dei compagni si unisce nella carica, Tenshi butta a terra il guerriero armato di catene e Aaron dalla vegetazione lo finisce con frecce precise.
Il resto dei sicari si da alla fuga vedendo la loro maestria nel combattimento disperato, i due fratelli riescono a bloccarne uno negandogli la fuga e donandogli invece morte.


Il loro viaggio verso questa nuova avventura inizia subito con il saluto di un vecchio amico, la temibile gilda del corvo che trama nell’ombra la loro morte.




venerdì 29 gennaio 2016

All'arrembaggio!

Giunti al porto di VIRN al fine di partire per la città di AGARTHA dove padre Grim ha chiesto al gruppo di recarsi per controllare che in città sia stato ripristinato l’ordine dopo la lunga battaglia con i Druni, i cinque eroi individuano senza difficoltà la nave che l’ordine di Pelor ha messo loro a disposizione.

E’ una grande nave le cui vele sono adornate dal grande sole splendente, simbolo della chiesa di Pelor.
Giunti all’imbocco della nave Torque si identifica con l’ufficiale di bordo che da il benvenuto al suo fratello ed al suo gruppo.
L’interno della nave, di legno massiccio, è composto da un ricco equipaggio di chierici, guerrieri dell’ordine e marinai.

Una volta trovato alloggio nelle rispettive cabine, la nave è pronta a salpare alla volta della città di AGARTHA.
Una notte, durante la navigazione, mentre tutto sembrava tranquillo, il gruppo e tutto l’equipaggio viene svegliato di soprassalto da forti rumori di tamburi.

Subito imbracciano le armi e si precipitano sul ponte della nave dove scorgono le truppe di Pelor che si stanno preparando all’imminente arrembaggio da parte di quella che a giudicare dagli stendardi, sembra essere una nave da guerra di Druni.


                            



(Il master era particolarmente ispirato)


Una volta fianco a fianco, i due eserciti sono pronti per lo sconto ed i cinque eroi non fanno eccezione tranne Mertul, il druido, che non potendo utilizzare le sue arti magiche per lo sconto in quanto avrebbe rischiato il rogo da parte dell’ordine di Pelor, decise di rimanere sotto coperta con la lupa del ranger.

Subito Pallnor, il ranger, si arrampica sull’albero maestro ed inizia a scagliare frecce sulla folla di druni, Akuma estratto l’arco punta su di un Barbaro che sta caricando nella loro direzione, ma le frecce non risultano abbastanza efficaci e quindi il samurai si prepara alla battaglia con l’ausilio della fidata Katana.
Di fianco si radunano Tenshi  e Torque.

Due barbari druni caricano i fratelli orientali con i quali danno vita ad un duro scontro senza esclusione di colpi mentre qualcos’altro cattura l’attenzione di Torque.
Mentre i druni invadono la nave tramite delle pedane chiodate che sono riusciti ad ancorare sul ponte, il chierico nota un uomo avvicinarsi minaccioso, dalla grande armatura chiodata e scudo, entrambi neri, armato e con una fortissima aura di magia nera intorno.






                                                           (Il minaccioso chierico oscuro)



L’oscuro chierico del caos lancia un potente incantesimo che rende i suoi alleati più potenti e agguerriti per poi puntare minaccioso su Torque che, scudo torre alla mano, si prepara allo scontro.

Nel frattempo Akuma e Tenshi stanno combattendo contro i barbari fianco a fianco, il monaco si libera di un’avversario uccidendolo con una raffica di colpi letale e subito si unisce a dare sostegno al fratello in battaglia.
Intanto Pallnor ha iniziato a scagliare frecce sull’oscuro chierico.

Quest’ultimo si rivela un temibile avversario, la sua magia nera è più forte di Torque che dopo una serie di incantesimi cade a terra stremato.
Anche Akuma finisce al tappeto ma per mano di una serie di frecce scagliate da un gruppo di arcieri druni radunatisi nei pressi della passerella per l’accesso al ponte della nave.
Pallnor cerca invano di contrastare le frecce nemiche ma sono troppe anche per le sue abilità di ranger e perde la presa sull’albero maestro cadendo sfinito anch’egli.

La situazione è disperata e Tenshi, con le ultime forze, furioso dalla vista del fratello e dei compagni sull’orlo della fine,  si scaglia implacabile sul chierico oscuro in un confronto fisico nel quale riesce ad avere la meglio e buttare nelle gelide acque del fiume il nemico, salvando la vita ai compagni.
Nel frattempo le truppe di Pelor sono riuscite a sganciare la nave nemica che sconfitta batte in ritirata.

La traversata prosegue per un altro giorno, tempo nel quale il gruppo viene sottoposto alle cure dei chierici quando da lontano ecco scorgere il porto di AGARTHA .
La città è lo spettro di quella che ricordavano gli avventurieri, la guerra ha lasciato ferite profonde ed ancora molto aperte. Morte e distruzione ora fanno da scenario a quella che era la capitale degli scambi commerciali dell’intero continente.


                             


(La desolazione di AGARTHA)

Una volta attraccata la nave al porto i nostri eroi si congedano dall’equipaggio per dirigersi presso la grande chiesa dell’ordine di Pelor come suggerito da Padre Grim al chierico Torque.
Durante il tragitto notano numerosi roghi dove uomini e donne accusate di stregoneria hanno subito la condanna capitale.
Giunti alla soglia della grande chiesa i compagni del chierico si allontanano per fare un giro fra quello che resta della città mentre quest’ultimo espone il suo rapporto al gran sacerdote.

Egli si manifesta al chierico nella sua altissima uniforme. Torque ha molte domande per lui. Gli racconta del castello nero e del grande pericolo che hanno vissuto, racconta del viaggio e dell’attacco subito da parte della nave di druni. L’anziano sacerdote ascolta stupito le avventure del giovane chierico e dei suoi compagni e una volta che Torque ha terminato il suo rapporto lo illumina su quello che sta succedendo in città.
Sembra che una gilda di maghi segreta sia stata scoperta durante la guerra contro i druni e quindi in città sono giunte delle altissime cariche della chiesa di Pelor.
Tre eroi potentissimi chiamati LE VOCI DI PELOR sono giunti per scongiurare il pericolo magico che la città sta vivendo.
Torque incuriosito si informa circa questa gilda ma la risposta che ottiene non è incoraggiante. Sembra infatti che i maghi perseguitati siano quelli dell’ordine della fata, gilda della quale fa parte anche Mertul il druido.
Ma il giovane chierico deve mantenere un profilo basso in quanto rischierebbe il rogo se si scoprisse avere frequentazioni con maghi ed affini.

Il gran sacerdote dice che proprio ad AGARTHA è presente uno di questi formidabili eroi di Pelor, chiamato KRONOS al cui seguito viaggia un inquisitore dell’ordine di nome Janos Blackwater, anche noto come “la torcia del mago” tanto è forte il suo piacere nel condannare al rogo i condannati per stregoneria.
Il sacerdote aggiunge che le imprese di Torque sono giunte all’orecchio di KRONOS e che egli, compiaciuto delle sue gesta, voglia che egli si rechi presso la grande biblioteca di SHAMBALA  per essere investito ufficialmente nell’ordine di Pelor.

Torque orgoglioso della notizia è impaziente di partire ma il sacerdote chiede lui un ultimo favore prima di intraprendere il viaggio.
Sembra infatti che ultimamente dopo la grande guerra contro i druni, ormai sconfitti,  in città stiano sparendo numerose donne,  e che in alcuni casi le ultime tracce portano ad una piccola città di minatori di  nome FERROCOLLE a sud di AGARTHA.

Purtroppo le truppe locali sono ancora molto provate dalla recente battaglia e l’ordine di Pelor è molto impegnato a perseguitare gli ultimi maghi della gilda rimasti e quindi Torque con il suo gruppo di avventurieri viene incaricato di scoprire il mistero delle donne scomparse prima di intraprendere il viaggio di iniziazione nella grande SHAMBALA.
Il giovane chierico accetta l’incarico e congedatosi dal suo superiore si reca in strada per cercare i suoi compagni.
Una volta riunito il gruppo Torque racconta delle alte cariche di Pelor giunte in città e della grande persecuzione degli unici maghi che avrebbero potuto aiutarli a riportare la luce nel continente, durante il racconto Mertul avverte un potente prurito doloroso al braccio dove ha il tatuaggio della gilda, il druido sollevando la manica nota che il tatuaggio sta lentamente svanendo dalla sua pelle, segno inequivocabile della caduta della gilda e della morte del suo capo.
Torque racconta anche delle donne scomparse e della nuova missione che li attende prima di partire per SHAMBALA.
Il cinque avventurieri decidono così di partire alla volta di FERROCOLLE per indagare su questo nuovo mistero.

                                    










mercoledì 20 maggio 2015

Una pessima nottata


E’  ormai trascorsa una settimana da quando i quattro sono sbarcati intraprendendo il viaggio verso VIRN, templi maledetti a parte, il viaggio è stato più tranquillo del previsto finchè una notte, il gruppo mentre riposava viene accerchiato da un branco di licantropi.
Il territorio infatti per giungere fino alla città di VIRN  è di proprietà dei barbari del nord i quali sono tutti vittime della maledizione della licantropia, cosa che nei secoli hanno imparato a sfruttare a loro vantaggio.
Akuma che era di guardia sveglia gli altri tre che destandosi assistono a questa spaventosa imboscata. 

Il branco di uomini lupo, composto da licantropi completamente trasformati vicino agli arcieri che non danno ai quattro la minima possibilità di sopravvivenza. Dal branco esce quello che sembra essere il capo, un grande uomo lupo, con una vistosa cicatrice sull’occhio che si avvicina ai quattro intimando di non toccare le armi e chiedendo con tono minaccioso il motivo della loro presenza nel loro territorio.

Torque e gli altri cominciano a spiegare di essere in missione per conto della chiesa di Paelor e dell’imminente guerra alle porte di AGARTHA per opera di un’esercito di Druni che marcia implacabile, mostrando al capo dei licantropi l’anello dell’ordine di Paelor  al fine di convincerli delle loro buone intenzioni.
Dopo  un diffidente sguardo il capo dei lupi li lascia passare verso la vicina VIRN che dista ancora pochi chilometri di cammino, seguiti nell’ ombra dal branco.


Giunti a VIRN
Giunti nella vicina VIRN vengono  accolti dalle guardie cittadine alle quali spiegano il motivo della loro presenza in città ed esse li scortano quindi verso la chiesa di Paelor.
Giunti alle grandi porte della chiesa i quattro decidono di entrare, c’è un gran via vai di persone molto indaffarate. In fondo, vicino l’altare vi è un uomo anziano, con delle vesti molto vistose e di ottima fattura, è sicuramente il gran sacerdote dell’ordine.
I quattro si avvicinano e con grande riverenza Torque porge l’anello di riconoscimento e il calice di san Chuthbert, al grande sacerdote al quale gli altri nel frattempo spiegano la situazione e il motivo del loro viaggio.
Grande è lo stupore e la soddisfazione del sacerdote al cospetto della preziosa reliquia portata in salvo, ma i complimenti sono brevi in quanto spiega, che in città sta accadendo qualcosa di molto pericoloso, vi è infatti una gilda di maghi che stanno funestando quelle terre, con attentati contro chiunque sia contrario alla magia, che nel regno è stata bandita. Questi maghi agiscono nell’ombra e nel più totale silenzio e, dopo ogni attacco o attentato svaniscono nel nulla senza che le guardie riescano mai a trovare un indizio utile alla cattura, unico indizio è un simbolo, che lasciano sempre impresso nei pressi del luogo colpito., quasi fosse il marchio con il quale firmano i brutali omicidi.
E’ per questo motivo che la forza armata della città è impegnata e non può marciare su AGARTHA per aiutare a combattere i Druni invasori. Torque si offre di poter essere utile alla causa mentre Balnor  che sembra molto interessato a parlare invece con il duca della città, chiede un incontro con il nobile se il gruppo fosse riuscito a cacciare i maghi dalla città.
Il gran sacerdote è ben felice dell’aiuto che gli viene proposto, ma sfortunatamente non ha altre informazioni utili per quanto riguarda questa gilda, il gruppo dovrà arrangiarsi per conto proprio nelle indagini.

Cosi i quattro decidono di recarsi in una taverna, ma non una qualsiasi si opta per quella che sembra essere la più malfamata e in ombra della città. Giunti in tale bettola, Balnor, dopo aver ordinato da bere, comincia a parlare con l’oste, dicendogli di essere interessato a certi affari, affari di cui non è gradita la presenza della guardia cittadina. L’oste non sa nulla è visibilmente confuso dalle richieste del forestiero, ma Akuma si accorge che in mezzo ai perdigiorno da taverna malfamata vi è un tale, incappucciato, che ha iniziato ad interessarsi all’argomento e sta origliando le parole del ranger. Un’occhiata di intesa fra il samurai e gli altri ed il gruppo decide di dirigersi verso una stanza per pernottare, sicuri che durante la notte avrebbero ricevuto compagnia.
Passa qualche ora, Akuma è di guardia alla finestra, gli altri dormono, il samurai ascolta nella notte, vi è un blando rumore di persone che rientrano a casa dalle taverne, qualche carretto, e dei cani che latrano.

Passa qualche minuto, il carretto è lontano, le persone sono passate, ma il latrare continua, sempre più vicino, sempre più forte, Akuma decide di andare a svegliare Balnor, il ranger, quando una vampata di fuoco distrugge quella che era la finestra, sciogliendola, e due enormi mastini di fuoco caricano il gruppo colto di sorpresa.


(Un'amichevole segugio infernale)

Uno si scaglia feroce contro Torque mentre l’altro carica su Tenshi, comincia lo scontro, durissimo, i segugi sono molto pericolosi, scagliano attacchi di coni di fuoco dai quali è impossibile fuggire nello stretto spazio della camera, il chierico subisce molti danni e rimane a terra, lo scontro è deciso dalla spada di Akuma che furioso colpisce i mostri con rabbia uccidendoli entrambi.
Mentre i cani infernali si dissolvono in una moltitudine di fiamme, sul muro della stanza compare un simbolo, simile a quello che aveva descritto il gran sacerdote.














(Disegni ufficiali del master)


Di corsa il gruppo si precipita fuori dalla taverna, aiutati dal buco nel muro che avevano lasciato i mostri infuocati, ma non vi è nessuno, non una persona, non un indizio nulla eccetto il simbolo sul muro.
Nel giro di pochi minuti arriva la guardia cittadina capeggiata dal capitano Galdorf, che intima di lasciare le armi e spiegare l’accaduto. I quattro raccontano quello che è successo, dei mostri dai quali sono stati attaccati durante la notte e delle ricerche che stanno svolgendo per conto della chiesa di Paelor, le guardie capiscono che non sono loro gli autori dell’attacco bensì le vittime. Quando le guardie, dopo un rapido sopralluogo, si allontanano, i quattro decidono di attendere il rientro dell’oste, il quale una volta oltrepassata la porta della locanda viene bloccato dal gruppo e sottoposto ad interrogatorio circa i clienti presenti in locanda la sera prima.
L’uomo dice di ricordarsi solo di tre di loro, tali Aldor, Goffred e Arald, gente del luogo che vive nei pressi dei moli, mentre gli altri erano forestieri, nemmeno l’oste li aveva mai visti da quelle parti e ad una prima occhiata alla stanza dove alloggiavano sembra che se ne siano andati in tutta fretta lasciando li diversi oggetti personali.
I nostri avventurieri decidono cosi di marciare verso i moli al fine di interrogare i tre di cui parlava l’oste al fine di reperire informazioni circa i forestieri presenti in taverna. 
Durante il cammino verso i moli, due carretti si scontrano e i proprietari iniziano a litigare, fi crea una folla di curiosi che rende difficoltoso il passaggio, una volta fuori dalla bolgia Balnor si accorge che qualcuno gli ha rubato il sacchetto delle monete, scrutando nella folla vede un bambino, con in mano il suo sacchetto che dopo una linguaccia, fugge in un vicolo. Subito Tenshi corre all’inseguimento del bambino, e gli altri lo seguono, giunti nel vicolo, poco illuminato dalle lanterne, si trovano davanti ad un bivio, dove vi sono tre persone, una donna in armatura e spada e due uomini senz’armi, sul petto e sul braccio dei due uomini il gruppo scorge un tatuaggio che sembra essere il simbolo ritrovato sul muro della camera dopo l’attacco della sera prima da parte dei maghi, decide quindi di estrarre le armi e attaccare gli sconosciuti senza pietà.

Inizia il combattimento e i due uomini svelano la loro magica identità, quello con il tatuaggio sul petto sembra controllare il ghiaccio, le sue mani diventano subito colore blu intenso e l’aria intorno a lui si fa gelida, carica su Tenshi, l’altro uomo con il tatuaggio sul braccio è un mago del fuoco, le sue braccia si infiammano e inizia a sputare coni di fuoco sul gruppo. La donna invece estrae la  grande spada, e si lancia anch’essa nella mischia.
Lo scontro prosegue senza esclusione di colpi, il mago di ghiaccio si allontana qualche passo dalla mischia per lanciare frecce di ghiaccio sul gruppo, Torque nel frattempo con l’aiuto della sua magia, è riuscito ad immobilizzare la donna in armatura ma durante l’incantesimo riceve l’implacabile palla di fuoco del mago che lo manda al tappeto. Balnor si lancia sul mago di fuoco mentre i due fratelli si occupano del mago di ghiaccio, il quale riceve diversi colpi dal monaco ed un fendente di spada dal samurai che lo mandano a terra sanguinando copiosamente.
La donna, alla vista del compagno in difficoltà, opta per una resa, deponendo l’arma e intimando al mago di fuoco di fermarsi.
Finito il furore del combattimento vediamo che il simbolo che hanno tatuato i due maghi. E' molto simile a quello rinvenuto la sera prima, ma non uguale, 














(Simbolo della gilda della fata)


complice la scarsa visibilità del vicolo i quattro avevano attaccato pensando che erano i maghi dell’attacco alla taverna.
La donna spiega che loro fanno parte della gilda della fata, una gilda di maghi di VIRN, ma che, a differenza della gilda del corvo (i maghi criminali) il loro fine è proteggere la città e non distruggerla e che anch’essi sono sulle tracce dei maghi del corvo, al fine di cacciarli dalla città per dimostrare al governo che ha bandito la magia che essa può essere anche buona e protettrice e non solo distruttiva come tentano di imporla le gilde criminali.
Torque si offre allora di curare il loro compagno ferito ed il gruppo si scusa per averli attaccati confondendo i simboli, spiegando che anch’essi sono sulle tracce della gilda del corvo e di essere stati attaccati la sera prima.
I tre maghi si dirigono allora verso la base della loro gilda ed i quattro eroi decidono di recarsi in una taverna per riposare dal combattimento e riprendere le forze, giunti ai saluti però uno sguardo di sfida di troppo porta ad una scazzottata fra Balnor e il mago di fuoco, dove il ranger ha la meglio sul confronto fisico.
(Membri della gilda della fata)


Una volta conclusa la rissa nel vicolo fra il ranger e il mago, il gruppo decide di recarsi in taverna, per riposare e magari mangiare qualcosa. Balnor, non soddisfatto delle avventure vissute fin ora, declina qualche preziosa ora di riposo per continuare le indagini sulla gilda del corvo e decide di recarsi presso la taverna dove vi era stato l’attacco dei segugi infernali, e cosi il gruppo si divide dandosi appuntamento nella taverna dove Torque, Akuma e Tenshi stanno andando a riposare.


To be continued…